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Body Worlds: i cadaveri del dottor Morte a Bologna

di Todor Paskov

Pubblicato il

Dal 6 Novembre approda all’ex Gam di Bologna la mostra Body Worlds” di Gunther von Hagens, l’anatomopatologo tedesco inventore della plastinazione: una tecnica che permette la conservazione di corpi scarnificati tramite la sostituzione dei liquidi corporei con polimeri di silicone. Questo procedimento rende i reperti organici rigidi e inodori, mantenendo inalterati i colori. I corpi plastinati sono esposti in pose caratteristiche che riprendono celebri opere d’arte o che assumono gesti atletici particolari.

La mostra conta già 37 milioni di visitatori in tutto il mondo. Nelle sue precedenti edizioni in Italia, tra il 2011 e il 2013, è stata allestita a Roma, Napoli e Milano, conseguendo un grandissimo successo; ogni tappa segue un tema specifico, e quello corrente «è focalizzato sul cuore, motore dell’esistenza, e sul sistema cardiovascolare». Rispettando la tradizione delle precedenti edizioni, l’esposizione sarà affiancata da un ricco calendario d’incontri di carattere scientifico e workshop. È la prima mostra esclusivamente dedicata all’ anatomia umana ed è la più visitata esposizione scientifica al mondo. Ha il merito di aver portato l’anatomia e gli studi anatomici ai non addetti ai lavori, offrendo lo spettacolo del corpo umano macabro o meno, nella sua bellezza e complessità.

Per creare ed esporre sempre nuovi esemplari, la direzione della mostra si affida all‘ “Institute for Plastination“, istituto che cura il programma di donazione dei corpi, e che al momento conta oltre 13 mila donatori registrati, tra i quali vi sono anche alcuni italiani. Diventare un donatore è semplice: nella pagina ufficiale dell’istituto è presente in allegato il modulo per la donazione. Tuttavia, le polemiche e le accuse a von Hagens di procurarsi i corpi in modo illecito non sono mancate. Nell’ottobre del 2003, una commissione parlamentare del Kyrgyzstan lo accusò di aver ricevuto illegalmente e poi plastinato diverse centinaia di cadaveri provenienti da prigioni, istituzioni psichiatriche ed ospedali dello stato. Sempre nel 2003, un’organizzazione per la salvaguardia dei diritti degli animali presentò un reclamo secondo il quale non sarebbero state seguite le corrette procedure burocratiche per la plastinazione del cadavere di un gorilla; lo stesso che quest’anno comparirà nella mostra di Bologna in compagnia di una giraffa.

Agli inizi del 2011 è stato diagnosticato il Parkinson a von Hagens, il quale, successivamente a questo episodio, ha dichiarato che nel momento in cui la malattia avrà compiuto il suo decorso, il suo corpo diventerà l’ultima opera della mostra.

Intervistato sulla ragione che spinge tante persone a decidere di donare il proprio corpo a questa istituzione, l’inventore del progetto risponde così: «Per molti la plastinazione è il modo per secolarizzare la propria sepoltura e attenuare l’angoscia di perdere la vita, attraverso la possibilità di estendere la propria esistenza fisica dopo la morte». Una lettura che giustifica questo gesto come tentativo di sfuggire al destino.

corpi giocano a carte

Infatti, non è la prima volta nella sua storia che l’uomo cerca di conservare, oltre al ricordo del defunto, anche il suo corpo. Molteplici tecniche di conservazione delle salme si sono succedute nel mondo e in periodi storici differenti, tra le quali la più nota è la mummificazione praticata dagli antichi egizi. Anche l’arte in generale e le opere dei poeti sono da considerare una creazione attuata al fine di sopravvivere al tempo; Dante recitava: “m’insegnavate come l’uom s’etterna. I giovani del ‘900 abbracciarono le armi per andare a combattere la guerra delle grandi promesse e dei caldi ideali. Partirono con la speranza di trovare un senso nella morte per la patria: l’ideale del sacrificio per uno scopo più grande dell’uomo stesso che lo compie, gli permette di sublimare il momento della fine. Ogni istante non percepito muore.
Uno dopo l’altro, in una rapida e inesorabile successione, si susseguono i momenti di non vita e costruiscono le diverse storie di uomini uguali. Soltanto l’atto estremo permette di continuare a vivere e tutti questi uomini hanno trovato nella plastinazione la loro ultima cura.

Macabra, scientificamente rilevante o controversa che sia, la mostra è pronta ad aprire i battenti proprio a Bologna, città dalla grande storia universitaria e ospitante un museo anatomico e un museo delle cere, già utilizzati per gli studi anatomici.
L’esposizione rimarrà allestita fino al 16 febbraio 2014.

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6 commenti per “Body Worlds: i cadaveri del dottor Morte a Bologna

  • Angela ha detto:

    Mio figlio di 14 anni ha visitato questa mostra con la sua classe in occasione di una gita scolastica. Credo che in Italia ci siano mostre che abbiano una rilevanza maggiore di questa. Sinceramente sono sconcertata, ritengo che i ragazzi vadano educati al gusto del bello e quei corpi nulla hanno a che vedere con il senso dell’eterno. La morte è altro. Il macabro è già troppo onnipresente nella nostra cultura.
    Angela

  • Damiano Ansaloni ha detto:

    Dio, bellissime sono altre cose, direi…
    Se non altro, interessante, a mio avviso.

    • Todor Paskov ha detto:

      Sicuramente è una mostra che si scontra con i costumi e la morale di una moltitudine. Tuttavia, siccome l’ho visitata personalmente, posso dirti che è molto interessante se osservata sotto l’aspetto scientifico.

  • Anonimo ha detto:

    fantastico bellissimo

  • Clara ha detto:

    Ottimo Todor!

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