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Speciale Fantascienza: Ritorno al Futuro – Parte II

di Marco Frongia

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ritorno al futuro delorean

A tre anni dalla riproposizione cinematografica del primo capitolo, anche la seconda parte di Ritorno al futuro approda nuovamente nelle sale. L’evento è fissato per il 23 ottobre nei tantissimi cinema italiani che hanno aderito all’iniziativa, promossa da Nexo Digital, dal fan club italiano di Ritorno al futuro e dal club italiano DeLorean. Una sola serata, dunque, per godersi nuovamente sul grande schermo un classico del cinema anni ’80.

Come gli innumerevoli appassionati ricorderanno, avevamo lasciato Marty McFly nel suo 1985, appena rientrato da una complicata e paradossale avventura negli anni ’50; un viaggio nel tempo che lo ha portato a far sbocciare l’amore tra i suoi genitori, salvare la sua futura nascita e ispirare involontariamente a Chuck Berry uno dei più grandi classici della storia del rock. Con la seconda parte della storia, assistiamo a un salto avanti nel tempo di ben trent’anni, alla scoperta di un 2015 fatto di gadget ipertecnologici, automobili volanti e futuri figli da salvare dalla galera.

Nonostante la consapevolezza che la visione futuristica proposta dal film sia lontana dal concretizzarsi, Ritorno al Futuro – Parte II resta tuttora un film godibilissimo, divertente ed originale, e non sembra risentire affatto dei segni dell’età. I dialoghi appaiono ancora frizzanti, ben inseriti in una sceneggiatura che non risulta scontata neppure quando riprende alcune delle situazioni già viste nel primo film.

Persino gli effetti speciali risultano molto meno posticci di tantissimi omologhi in computer grafica di recente memoria. Non occorre affatto “pensare quadrimensionalmente”, tenendo dunque in considerazione anche l’anno in cui il film è uscito, per ritenere credibile che, da un’auto volante in corsa, si stiano davvero sprigionando fulmini in vista di un imminente viaggio dove non servono strade. Un’eterna giovinezza di cui non godono invece titoli molto più vicini a noi; basti pensare alle creature di “Io sono leggenda” (2007), realistiche come trovare parcheggio a Milano la vigilia di Natale.

Pilastro della commedia fantascientifica – insieme ai due Ghostbusters di Ivan Reitman – la saga diretta da Robert Zemeckis è probabilmente tra quelle maggiormente scolpite nell’immaginario collettivo, citata in una miriade di altre opere e in grado di far sognare, ancora oggi, di guidare una DeLorean volante, di viaggiare nel tempo, o anche solo di possedere qualcuno degli oggetti futuristici mostrati nel film. Un esempio su tutti: lo skateboard volante di Marty. Un oggetto talmente fenomenale che è praticamente impossibile non volerne uno, tanto da non chiedersi neppure se saremmo davvero in grado di utilizzarlo correttamente; o se, come è più probabile, ci monteremmo sopra con la stessa sicurezza di un tricheco alle prese con un ponte tibetano.

Appuntamento al 23 ottobre, dunque. Nell’attesa di rivedere al cinema anche l’imperdibile capitolo conclusivo, e con la speranza che nessuno provi a fare una qualunque di queste otto cose .
Anche perché il furto “gobbo e rocambolesco” del cartellone lo voglio già mettere in atto io.

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3 commenti per “Speciale Fantascienza: Ritorno al Futuro – Parte II

  • Fabio Pirola ha detto:

    Il cartellone sei riuscito a rubarlo poi? ahah 🙂

    • Marco Frongia ha detto:

      Purtroppo no: ho rimediato giusto un piccolo poster con uno schizzo della Delorean fatto da Giugiaro.
      Poster, beninteso, protetto a costo della vita dalla cassa fino a casa, coccolato durante la proiezione, sbirciato sul tram, e distrutto dal mio cane pochi minuti dopo il rientro.

      Comunque sono fiero di me: ho resistito a ordinare una “Pepsi senza” al bar del cinema. Ma solo perché era una citazione del primo film, non del secondo.

  • Luisella ha detto:

    Quando ho visto che recensivi “Ritorno al futuro” ho per un attimo temuto una stroncatura, ma vedo con piacere che condividiamo la stessa passione. Sai che ho provato a farlo vedere ai miei alunni e non lo hanno apprezzato? Questi giovani d’oggi…

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