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Dialogo tra la Terra e la Luna

di Giada Magnani

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Il Dialogo della Terra e della Luna“: la lezione di Leopardi nell’era della comunicazione

dialogo della terra e della luna leopardi

La rotazione del nostro pianeta intorno al proprio asse e la rivoluzione della Luna intorno alla Terra continuano perpetue il loro moto. Ma dopo millenni di silenziosa convivenza, la Terra decide di rivolgere l’attenzione al suo satellite e così, nell’interstizio tra le due gravità, nasce un dialogo complesso e affascinante.

Terra: Cara Luna, io so che tu puoi parlare e rispondere; per essere una persona; secondo che ho inteso molte volte da’ poeti: oltre che i nostri fanciulli dicono che tu veramente hai bocca, naso e occhi, come ognuno di loro; e che lo veggono essi cogli occhi propri; che in quell’età ragionevolmente debbono essere acutissimi. Quanto a me, non dubito che tu non sappi che io sono né più né meno una persona; tanto che, quando era più giovane, feci molti figliuoli: sicché non ti maraviglierai di sentirmi parlare.

Dalla Terra nacquero infatti Ponto, Urano, i Titani, i Ciclopi, i Giganti e altre figure mitologiche mentre ora, con il mutare dei secoli e delle culture, essa si annoia. In questo dialogo del Leopardi è come se la Terra e le sue attività siano il frutto dell’evoluzione dell’uomo. Adesso è il tempo della ragione e della scienza, di un uomo che cerca di capire la Natura aldilà di se stesso. Ma è davvero così?

Terra. Senti tu questo suono piacevolissimo che fanno i corpi celesti coi loro moti?
Luna. A dirti il vero, io non sento nulla.
Terra. Né pur io sento nulla, fuorché lo strepito del vento che va da’ miei poli all’equatore, e dall’equatore ai poli, e non mostra saper niente di musica.

Eppure Pitagora sostiene che il suono delle sfere celesti sia pregno di meraviglia e che la Luna stessa sia l’ottava corda di quella lira universale.

Terra. Dunque mutiamo proposito. Dimmi: sei tu popolata veramente, come affermano e giurano mille filosofi antichi e moderni, da Orfeo sino al De la Lande?
..“che le tue donne, o altrimenti che io le debba chiamare, sono ovipare; e che uno delle loro uova cadde quaggiù non so quando? che tu sei traforata a guisa dei paternostri, come crede un fisico moderno?che sei fatta, come affermano alcuni Inglesi, di cacio fresco? ..dialogo della terra e della luna leopardi

Sembra che la Terra sia stata creata dagli stessi pensieri degli uomini, dagli scritti dei suoi poeti, dalle leggende dei suoi abitanti e che la sua visione del mondo e la sua ricerca del vero seguano gli schemi imperfetti delle persone. Ma questo crea un’incomunicabilità. Gli sguardi dei suoi scienziati, seppur puntati lontano attraverso sofisticati cannocchiali, non vedono nient’altro che la proiezione di se stessi e delle proprie fantasie. L’immensa Natura leopardiana stride con la finitezza dell’uomo, con il suo bisogno di comprenderla attraverso progetti vani, domande limitate, sogni instancabili e attraverso una scienza imperfetta che parte sempre dalle proiezioni e dai presupposti di chi la fa.
È questo che impedisce il raggiungimento della Verità.

Luna. Perdona, monna Terra, se io ti rispondo un poco più liberamente che forse non converrebbe a una tua suddita o fantesca, come io sono. Ma in vero che tu mi riesci peggio che vanerella a pensare che tutte le cose di qualunque parte del mondo sieno conformi alle tue; come se la natura non avesse avuto altra intenzione che di copiarti puntualmente da per tutto. Io dico di essere abitata, e tu da questo conchiudi che gli abitatori miei debbono essere uomini.

La Luna non potrà mai comprendere concetti come armi, ambizione, arte politica; non sa cosa sia un uomo benché lei stessa sia abitata da creature che lei conosce ma che la Terra non può conoscere. Si tratta di mondi diversi che partono da presupposti diversi.
Eppure sembra fatta di una pasta saggia che le permette di accettare la diversità e l’incapacità di conoscere ogni cosa; la consapevolezza che tutto sia esattamente come dev’essere. Una freddezza e un distacco che sono l’essenza stessa della Natura. Invece, la Terra continua ad avere la stessa curiosità dei suoi abitanti e la bocca piena di fantasie, ma dopo aver fatto un piccolo excursus sull’Ariosto cambierà atteggiamento. Astolfo è infatti il personaggio che compì l’impresa di andare sulla Luna, dove si pensava fossero contenute tutte le virtù terrestri che gli uomini perdevano, compreso il senno di Orlando. Questo sposta il dialogo sui vizi e le virtù degli uomini: ciò che è più instabile della natura umana ma che in fondo è proprio quello che persiste immutato nei secoli.

 dialogo della terra e della luna leopardiIo vorrei sapere se veramente, secondo che scrive l’Ariosto, tutto quello che ciascun uomo va perdendo; come a dire la gioventù, la bellezza, la sanità, le fatiche e spese che si mettono nei buoni studi per essere onorati dagli altri, nell’indirizzare i fanciulli ai buoni costumi, nel fare o promuovere le instituzioni utili; tutto sale e si raguna costà: di modo che vi si trovano tutte le cose umane; fuori della pazzia, che non si parte dagli uomini. In caso che questo sia vero, io fo conto che tu debba essere così piena, che non ti avanzi più luogo; specialmente che, negli ultimi tempi, gli uomini hanno perduto moltissime cose (verbigrazia l’amor patrio, la virtù, la magnanimità, la rettitudine)..

dialogo tra la terra e la lunaSi apre una porta sull’animo degli uomini ed entrambe scoprono che il Male è ciò che accomuna i loro abitanti. Finalmente un filo di comprensione è stato lanciato tra i due mondi e benché sia fatto di sofferenza e infelicità, permette alle due entità di dialogare alla pari.

Terra. Almeno mi saprai tu dire se costì sono in uso i vizi, i misfatti, gl’infortuni, i dolori, la vecchiezza, in conclusione i mali? intendi tu questi nomi?

Luna. Oh cotesti sì che gl’intendo; e non solo i nomi, ma le cose significate, le conosco a 2maraviglia: perché ne sono tutta piena, in vece di quelle altre che tu credevi.

Terra. Quali prevalgono ne’ tuoi popoli, i pregi o i difetti?

Luna. I difetti di gran lunga.

Terra. Di quali hai maggior copia, di beni o di mali?

Luna. Di mali senza comparazione.

E se Urano, Saturno sentissero risponderebbero altrettanto, così come tutti i pianeti del sistema solare, compreso il Sole.

Se i pensieri della Terra fossero ancora il frutto di quelli dei suoi abitanti, quali nuovi pensieri avrebbe oggi?
Si può meditare a lungo su questo brano arrivando a mille riflessi sulla Natura e sull’uomo senza trovare un capo al nodo di quest’infinita inquietudine. Ma notiamo che il dialogo tra la Terra e la Luna inizia a slegarsi nel momento in cui la Terra si riconosce Terra e non più un’appendice ai pensieri dei suoi abitanti. E nel parlare del male finalmente i due mondi iniziano a comprendersi.

Oggi cosa può insegnarci questo brano? Che forse tutti i nodi inizieranno pian piano a sciogliersi quando l’uomo si riconoscerà uomo e smetterà di considerare la Terra, la Luna o qualsiasi altro vivente come proiezione di sé o in funzione di sé. E non ci sarà freddezza ma, paradossalmente, quella compassione di fronte al dolore che trova spazio nell’ultima poesia di Leopardi: “la Ginestra”. Proprio quando il poeta trova in Ranieri un amico col quale dialogare.

Ci sarà un ordine se ciascuno troverà il proprio posto e la propria essenza. Come?
Con la comunicazione. peanuts dialogo della terra e della luna leopardiCome è successo per la Terra, l’incomunicabilità con gli altri ci farà pian piano ridisegnare i nostri confini, e conoscere i nostri limiti e peculiarità. Misurandoci nel dialogo con l’altro avremo la prova della nostra diversità, ma ci saremo conosciuti un po’ di più e questo ci permetterà di ritrovarci simili, con stupore. Se non pretendiamo che l’altro sia uguale a noi o che risponda alle nostre fantasie, potremo conoscerlo davvero, come fa la vera scienza che sa meravigliarsi e accogliere. È vero, la Natura Leopardiana non ha sentimenti ma questa freddezza le è data dal fatto che conosce e accetta se stessa e le Leggi che la governano. Anche l’uomo può tendere a conoscersi davvero, mentre i sentimenti che lo distinguono dal resto del creato lo salveranno dalla freddezza, se saprà accettarli e metterli in equilibrio con la ragione. Nell’era della comunicazione, l’uomo non ha che da accettare questa sfida.

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Un commento per “Dialogo tra la Terra e la Luna

  • oria ducoli ha detto:

    ha ragione Linus mi sento a disagio sulla terra per gli spiritisensibili non vi è che una via, l’isolamento, è l’unico contesto in cui un creativo un assertivo un virtuoso non si senta a disagio.

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