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È tempo di Frühlingsfest, la festa della birra di primavera

di Claudio Carminati

Pubblicato il

Frühlingsfest. Così si chiama in tedesco. È un appuntamento imperdibile per milioni di appassionati e, per quanto sia meno conosciuta al di fuori dei confini teutonici rispetto all’autunnale Oktoberfest, la “Festa della birra di primavera” non ha nulla da invidiarle in quanto a fascino e tradizione. Più che di “festa”, in realtà, sarebbe il caso di parlare di “feste”. Perché tra la fine di marzo e la metà di maggio sono numerose le città tedesche – su tutte Monaco e Stoccarda –  che scelgono di dare un ultimo saluto ai rigori invernali e celebrare il ritorno della bella stagione con una ricorrenza ormai consolidata, declinata in ciascun territorio secondo modalità e caratteristiche del tutto peculiari. Ma con un denominatore comune: la buona birra.

Protagoniste della Frühlingsfest sono infatti le birre di primavera, tra le quali regina incontrastata è la Helles Bock o Maibock, la birra forte di maggio. La “ricetta” varia a seconda delle singole zone, ma ci sono alcune caratteristiche che accomunano ogni Maibock, una versione chiara della Bock tradizionale, dalla quale si differenzia – oltre che per il bel colore, variabile dal giallo oro all’ambrato – per l‘aroma meno maltato e per la luppolatura più generosa, con un finale più secco e amaro, a volte con note leggermente speziate e piccanti. Moderatamente alcolica – si va dai 6,3 ai 7,4 gradi – ha schiuma bianca cremosa e una presenza di anidride carbonica sensibile, ma non invadente.

Pur non essendo tra i più antichi, questo metodo di birrificazione ha ormai una storia più che dignitosa alle spalle e rispetta in tutto e per tutto il Reinheitsgebot, l’Editto della Purezza emanato nel 1516 nella città di Ingolstadt da Guglielmo IV di Baviera. Questa legge stabiliva che i soli ingredienti ammessi per la produzione della birra fossero acqua, orzo e luppolo: una tradizione mantenuta fino ai giorni nostri, seppur con integrazioni derivanti da successivi interventi normativi, come la Vorläufiges deutsches Biergesetz, la “Legge provvisoria sulla birra tedesca”, che ammette nella produzione di birra l’utilizzo di altri ingredienti, come malto di frumento e zucchero di canna.

Se la birra è l’attrazione principale della Frühlingsfest, non da meno sono gli eventi e le iniziative correlate in programma nel corso della festa. Musica, buona cucina e un grande luna park fanno da allegro contorno all’incalzante susseguirsi dei «Prosit!». A Stoccarda – dove l’edizione 2013 si terrà dal 20 aprile al 12 maggio – ogni mercoledì, per esempio, viene dedicato alle famiglie, con palloncini, face-painting e le esibizioni degli artisti di strada. Non è da meno la più conosciuta manifestazione di Monaco di Baviera. Dal 19 aprile al 5 maggio anche quest’anno a farla da padrone saranno la grande ruota panoramica e le montagne russe allestite per l’occasione, lo zucchero filato e i Bratwurst. E ovviamente tanti boccali di birra, in un clima festoso che richiama quello dell’Oktoberfest, ma senza la ressa che spesso costringe gli appassionati a code chilometriche all’ingresso.

C’è del resto un ideale filo conduttore che unisce la Frühlingsfest alla “sorella” autunnale. È tra la fine dell’inverno e l’inizio della primavera, infatti, che si prepara la Märzen, una pale lager a bassa fermentazione prodotta nell’ultima fase della stagione birraria, dal tenore alcolico più elevato e dalla più intensa luppolatura rispetto alle comuni lager e quindi in grado di conservarsi senza perdere in gusto e qualità fino ai mesi di settembre e ottobre: giusto in tempo per essere spillata in occasione dell’Oktoberfest.

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