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Sette cose che rovinano la memoria

di Chiara Tadini

Pubblicato il

La perdita di memoria è un fenomeno che, con il passare degli anni e in maniera differenziata, inevitabilmente colpisce tutti. Sappiamo che esistono diversi modi per tenersi in allenamento e per continuare a stimolare la memoria, come fare cruciverba o leggere giornali.

Ciò che invece è meno risaputo è che esistono anche cose che, lentamente, rovinano la memoria e riducono le nostre capacità di ricordo.

1) PUBBLICITÁ                                                                                                                                                                            fake popcorn                    Due studenti universitari,rispettivamente della Southern Methodist University e del College of William and Mary, hanno dimostrato che la pubblicità è in grado di creare in noi dei “falsi ricordi”: i due ricercatori hanno sottoposto due gruppi di persone a una pubblicità su un nuovo tipo di pop-corn, inesistente sul mercato, mostrando al primo gruppo uno spot ad alto contenuto di immagini, al secondo uno spot meramente descrittivo; successivamente, i due gruppi sono stati sciolti e gli studenti sono stati divisi in due nuovi gruppi, a uno dei quali è stato servito questo fittizio pop-corn, mentre all’altro è stato sottoposto un questionario. Dopo una settimana, a tutti gli studenti è stato chiesto se avessero assaggiato il pop-corn: gli studenti che erano stati sottoposti allo spot ad alto contenuto di immagini e che poi avevano unicamente compilato il sondaggio, erano convinti di aver assaggiato lo snack. E questo dopo solo sette giorni. Questo fenomeno viene chiamato “effetto della falsa esperienza“.

2) FUMO

smoking addictionLo sappiamo, il fumo aumenta notevolmente il rischio di infarto e di ipertensione, cosa che, secondo l’Harvard Health Publications, può compromettere la memoria. Lo stesso atto del fumare può danneggiare la memoria, anche se i meccanismi rimangono sconosciuti. Inoltre, inalare fumo riduce l’ammontare di ossigeno al cervello, cosa che può portare a una perdita di memoria.

 

3) SESSO

Anche la nostra attività sessuale può influire sulla nostra memoria, e non solo quando non ricordiamo il nome della persona che abbiamo accanto nel letto: questo è un altro problema.sex

Esiste infatti una sindrome, denominata “amnesia globale transitoria“, caratterizzata da una temporanea, ma quasi totale, perdita della memoria a breve termine, condizione che può essere raggiunta quando ci si trova con una persona ansimante e strusciante stesa sopra di noi. Gli scienziati pensano che questo possa essere causato dall‘avere il sangue spinto nella direzione opposta, ossia verso il cervello. Ma, per la gioia di tutti, che si presenti questa sindrome durante un rapporto sessuale è un evento molto raro.

 

4) CAFFÈcoffee

Secondo uno studio sostenuto da Valerie Lesk, della Scuola Internazionale Superiore di Studi Avanzati di Trieste, e da Stephen Womble, del Trinity College of Dublin, anche la caffeina può avere degli effetti negativi sulla memoria. Bere caffè ci aiuta a mantenerci attivi, ma allo stesso tempo spegne altre funzioni cerebrali: secondo gli studenti, la caffeina impedisce temporaneamente l’accesso a informazioni immagazzinate in passato e non utilizzate recentemente. I due studenti hanno infatti sottoposto due gruppi di loro colleghi, al primo dei quali era stato somministrato del caffè (all’altro solo un placebo), a un questionario di 100 domande: il primo gruppo ha dimostrato di avere maggiori difficoltà proprio nelle domande in cui venivano utilizzati termini che non ascoltavano da tempo.

 

5) DORMIRE POCOSleeping

Dormire spesso meno di sei ore a notte può compromettere gravemente la nostra memoria. Se capita una volta ogni tanto non ci sono rischi, ma se dormiamo continuamente solo quattro o cinque ore a notte si crea nel nostro cervello il cosiddetto “debito di sonno”; in che modo questo debito possa essere riparato, ancora non è noto agli studiosi.

 

6) PRESSIONE SOCIALE

La memoria umana non è una cosa individuale, ma un vero e proprio processo dinamico che viene influenzato dalle persone attorno alle quali viviamo. Questa può essere un’ottima cosa, nel caso in cui le persone dicano la verità, ma quando la gente comincia a raccontarci falsità, esso diventa un serio problema.

peer-pressureQuando si parla del proprio passato con persone con le quali questo è stato condiviso, il ricordo può venire sostituito con quello che viene raccontato dagli altri. Lo dimostra uno studio pubblicato su Science: a un gruppo di persone è stato fatto visualizzare un documentario, dopodiché ognuno è stato sottoposto singolarmente a un test sul contenuto del video; a ciascuno era stato detto di poter visualizzare le risposte date dagli altri, mentre quelle fornite erano risposte errate date dagli esaminatori. Il risultato è che il 70% delle persone ha dato risposte sbagliate uniformandosi alle scelte altrui, ma non solo: dopo essere stati informati della falsità delle risposte fornite, le stesse persone sono state ri-sottoposte allo stesso test: il 50% di loro ha continuato a dare risposte sbagliate, poiché avevano sviluppato una “falsa memoria” durante il test precedente. La pressione sociale, infatti, agisce sull’amigdala, il centro emozionale del cervello che seleziona quali ricordi immagazzinare, persuadendola a sostituire un ricordo con una falsa memoria.

 

7) GOOGLEgoogle

La nostra memoria seleziona ogni giorno centinaia di cose da ricordare, sulla base del principio “se non lo usi, lo cancello”. Nell’era del Web 2.0, con la possibilità di utilizzare svariati motori di ricerca per trovare qualunque cosa ovunque noi siamo, la nostra mente è sempre meno propensa a immagazzinare nuovi ricordi. Questo fenomeno è noto come “effetto Google”; secondo questo atteggiamento, quando non ricordiamo una cosa siamo subito spinti a cercarla su un motore di ricerca, piuttosto che spremere le meningi e cercare di ricordarla facendo lavorare il cervello. Internet diventa in questo modo una sorta di “memoria transattiva”, spingendoci così a utilizzare poco il cervello che, lentamente, diventa pigro e fatica sempre di più a memorizzare.

 

 

Fonti:

http://www.ehow.com/
http://www.cracked.com/

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