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L’architettura della memoria

di Lorenzo Sarti

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Colonna traianaCome ogni altra forma d’arte, l’architettura ha anche la funzione di tenere viva, nelle persone che la osservano, la memoria di un avvenimento del passato.

Gli antichi romani, per esempio, costruivano immense sculture o archi trionfali per lasciare impresso nel tempo ciò che avevano conquistato e ottenuto nell’arco del loro dominio. Senza dubbio questo sistema ha funzionato: ancora oggi, a distanza di tantissimi anni, siamo in grado di ripercorrere e ricordare il loro potere anche grazie a questi immensi oggetti.


La Colonna traiana costruita a Roma intorno al 113 d.C. è il simbolo del potere dell’imperatore Traiano e della sua campagna di conquista della Dacia, andata a buon fine. Venne costruita proprio per ricordare questo immenso successo, per sempre.
Si narra che la sua altezza sia dovuta all’antica altezza della collina presente prima dello sbancamento in quella parte di città.
Sopra al monumento sono riportate le più importanti immagini della guerra in Dacia, come se la colonna fungesse da gigantesco album ricordi. La bellezza di questa opera colpì a tal punto gli abitanti di Roma e i suoi governanti, che anche dopo la caduta dell’impero romano la sua esistenza fu tutelata come patrimonio della città e dei cittadini stessi.
L’ architettura permette di creare un monumento di memoria collettivo che non solo ricordi un determinato momento storico, ma che omaggi quelle che sono state le figure indelebili della storia di un paese. L’Italia è una nazione ricca di storia, e di personaggi fortemente legati a essa. Per questo motivo, tanti sono i monumenti e le architetture che ne mettono in risalto l’importanza. Uno dei momenti più sentiti e vicino ai giorni nostri è sicuramente il periodo della guerra civile, triste conseguenza e strascico del secondo conflitto mondiale.Fontana-dei-Partigiani-002-293x400
Nella piazza del municipio di Segrate (MI), nel 1965, l’architetto Aldo Rossi progetta e realizza un monumento dedicato ai partigiani d’Italia. Le architetture di questo professionista spesso parlano tramite simboli e astrazioni, e anche in questo caso il richiamo alla storia non è sicuramente immediato. Ma, una volta fatti propri i reali significati, si legge l’importanza di certe scelte.
Il monumento a prima vista non presenta immagini di guerra o di memoria in generale. È composto da due parti: un podio che guarda la scalinata della piazza e una fontana. Le sue forme sono prettamente pure, astratte e regolari. La loro fusione è pura metafisica e si installa al centro della piazza come una composizione del pittore De Chirico. La forza di questo connubio di forme sta nella loro ombra: la regolarità e la rigidezza delle ombre create che scorrono durante la giornata in base all’esposizione solare vogliono rendere forte, negli occhi di chi osserva, lo scorrere del tempo e della storia. L’acqua che scorre nella fontana è un elemento vivo e presente, che implacabile percorre il suo tracciato senza fermarsi, dettando anch’essa lo scorrere della giornata.
In un contesto ben diverso ma con il medesimo obiettivo di memoria e ricordo è la collocazione del monumento “La partigiana” di Augusto Murer, limitrofo ai giardini della biennale di Venezia. Per individuare il luogo più adatto in cui far erigere l’opera, fu chiamato Carlo Scarpa, architetto veneziano e senza dubbio il più adeguato per la ricerca di un dialogo tra città e monumento.la partigiana Egli infatti decise subito di posizionare la scultura vicino all’elemento caratterizzante il capoluogo veneto: l’acqua. La statua fu appoggiata su un cassone galleggiante in ferro-cemento, con la superficie superiore in lastre di rame, che facevano sembrare galleggiante l’opera d’arte. Sul retro della statua (verso la riva) sono collocate colonne rivestite in pietra d’Istria che hanno diverse altezze e richiamano la pianta della città. La vicinanza alla riva rende il monumento soggetto alle alte e basse maree facendolo così diventare parte integrante di quello che è un classico momento della giornata tipico della città di Venezia. Guardando poi l’opera nella sua interezza, si ha quasi la percezione di un luogo di meditazione, in cui la persona è portata a riflettere sulla storia e sulla conseguenza di determinate scelte e azioni. 
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