Magazine

Motorshow a Bologna #1 – L’apocalisse delle automobili

di Lara Conte

Pubblicato il

Anche quest’anno dal 5 al 9 dicembre BolognaFiere ha ospitato il Motor Show nella sua 37° edizione, con un’affluenza che ha superato la soglia dei 400.000 paganti.
Come ogni anno, il Salone Internazionale dell’Automobile ha esposto in anteprima le novità del mercato dando ai visitatori la possibilità di provarle direttamente sul posto.

In questa occasione l’esposizione ha avuto luogo in minor spazio e minor tempo degli anni passati, costringendo gli organizzatori a un abbassamento del prezzo del biglietto d’ingresso.

Scopo del Motor Show 2012: promuovere un incremento di vendite per interrompere la discesa libera avvenuta nel mercato italiano dell’auto e continuare a pubblicizzare l’automobile come il mezzo principe per la mobilità del quotidiano.

Ma la risposta a Bologna non si è fatta attendere.

L’8 dicembre alle 15.00 in piazza dell’Unità, la Critical Mass italiana e internazionale ha dato vita all’Human Motor, la protesta in bicicletta che ogni anno per l’occasione si riversa nelle strade al grido dello slogan Noi non blocchiamo il traffico! Noi siamo il traffico!, per dichiarare opposizione a questo tipo di mezzo considerato ormai obsoleto.

La protesta, “di tutti e non di qualcuno in particolare”, ha raggiunto la sede del Motor Show per poi concludersi a XM24.

Vero o no che il 21 dicembre avremmo assistito alla fine di questo mondo, l’Human Motor si augurava intanto  l’Apocalisse del Motore con l’invocazione della Santissima Graziella dell’Apocalisse.

Pregano i Ciclofedeli:

 

Ave graziella piena di grasso,
il pignone è con te,
tu sei benedetta tra le bici,
e benedetto è il frutto del movimento tuo centrale,
santa graziella, madre delle masse critiche,
prega per noi ciclisti,
dacci oggi le nostre salite quotidiane,
e non indurci nel traffico,
ma liberaci dalle automobili,

Pedalate!

 

Nel mirino della protesta l’automobile per le conseguenze che produce a livello economico e ambientale: mezzo inquinante che ingorga e stressa la città, rendendola irrespirabile e difficilmente praticabile dai pedoni e da chi utilizza mezzi alternativi per muoversi;

prodotto che risponde a specifiche logiche di mercato che in nome dell’efficienza e del massimo profitto promuovono, direttamente e indirettamente, lo sfruttamento del lavoro e le guerre per la conquista delle fonti energetiche sparse per il pianeta.

Inoltre la macchina è uno dei mezzi di trasporto più pericolosi. Secondo il rapporto annuale Aci-Istat in Italia assistiamo a circa 563 incidenti stradali al giorno che provocano una media di 11 morti e 800 feriti.

Come fa notare Didier Tronchet nel suo Piccolo trattato di ciclosofia: “Nessun’altra specie, nella storia della creazione, ha mai generato il proprio predatore con tanto entusiasmo. I topi non sono mai andati al salone del gatto.”

« Liberiamo Bologna dall’immaginario dell’(auto)distruzione!
Riprendiamoci in massa le strade della città con ogni mezzo a propulsione umana! » grida l’Human Motor.

Perché la bicicletta?

Coinvolte direttamente su questo fronte della protesta, le Ciclofficine Popolari e le  Ampioraggio ci spiegano che:

«…Una Ciclofficina popolare è un luogo dove è possibile riparare, recuperare, immaginare biciclette, e soprattutto è un luogo dove questa attività è il punto di partenza di un percorso di riflessione sul consumo e sugli stili di vita, sulla mobilità e sui trasporti, sull’intero sistema/mondo, prigioniero della logica capitalistica di potere/ petrolio/ guerre/ inquinamento/ impoverimento e sfruttamento indiscriminato delle risorse del pianeta.

Parlare di biciclette significa parlare di salute pubblica, di una rivoluzione energetica, di un modo di vita postindustriale, di equità, di libertà. »

Inoltre a due passi dal Motor Show, lo spazioSenza Filtro ha ospitato dal 7 al 16 dicembre il No Engine, la Fiera dei Mezzi senza Motore alla sua prima edizione, dedicata a tutte le tipologie di mezzi sostenibili a impatto zero.

Rappresentando  “tutto ciò che ruota attorno alle due ruote”, l’esposizione ha promosso un esteso ventaglio di possibilità: dalla classica bicicletta al Tandem Graziella, dallo skateboard al longboard, fino ai pattini in linea, dimostrando alla cittadinanza che le alternative sono concrete e accessibili.

Diffondi lo spirito Millennial:

Un commento per “Motorshow a Bologna #1 – L’apocalisse delle automobili

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: