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Another Earth – Un’altra vita

di Lucia Pugliese

Pubblicato il

Another Earth locandinaUna seconda possibilità.  Da quando siamo diventati grandi la cerchiamo, la sogniamo, la desideriamo. Immaginiamo che poter affrontare la vita con il senno di poi ci renderebbe migliori e felici infine. Se solo avessimo un’altra opportunità potremmo realizzare le nostre vere ambizioni: perché ciò per cui abbiamo lottato finora non ne è valso la pena, oppure perché non ci siamo impegnati affatto. O ancora perché il dolore che ci attanaglia è talmente grande che ci è impossibile andare avanti per la strada intrapresa.

Ma esiste davvero questa chimerica seconda possibilità? Magari per qualcuno di noi arriverà un bel giorno e brinderemo alla sua fortuna. Potrebbe però anche trattarsi di un irrealizzabile desiderio di fuga, perchè la nostra infelicità non risiede nelle condizioni a noi esterne, ma dal confronto con il nostro intimo. Allora la nostra speranza diventerebbe un miraggio che ci abbaglia, Rhonda e Jonfacendoci perdere il contatto con la realtà.

Chi in fondo, come la giovane Rhonda (Brit Marling), protagonista di Another Earth (Mike Cahill, 2011) non si sarebbe sporto dal finestrino dell’auto per ammirare lo spettacolo di un pianeta identico al nostro, che si avvicina piano piano a noi? Per questa leggerezza Rhonda causerà un incidente in cui perderanno la vita il figlio e la moglie del musicista John Burroughs (William Mapother) e la giovane finirà in carcere per quattro lunghi anni. Finalmente libera Rhonda non saprà più dare un senso alla sua vita: non un’ambizione, non un sogno, sono rimasti vivi ed il senso di colpa le logora l’anima. La nuova Terra intanto si staglia ancora, magnifica, nei nostri cieli.

l'altra TerraUn giorno Rhonda si presenta a casa di John Burroughs, e protetta da una bugia, instaura con l’uomo un’amicizia che va piano piano  sfociando in qualcosa di più. Rhonda e John hanno in comune la voglia di ricominciare: un concorso che mette in palio un viaggio verso l’altra Terra rianima nella ragazza speranze da tempo sopite. Forse laggiù un’altra Rhonda non ha causato nessun incidente, forse laggiù un altro John è ancora un marito e un padre felice. O forse no.

Il confronto, sembra suggerirci l’enigmatica fine  del film, è in primo luogo con noi stessi. Non vi è nessun altro a cui attribuire le nostre colpe, nè possiamo semplicemente accusare la sfortuna. Se andassimo davvero sull’altra Terra potremmo allora scoprire che il nostro alter ego è altrettanto infelice, che abbia seguito una strada diversa dalla nostra o meno. Magari possiede la felicità ma senza saperlo, perché non sa apprezzare ciò che ha. Magari ha perso tutto ed è caduto in abissi che noi abbiamo evitato. Magari è uguale identico a noi.

Ci vuole  molto coraggio a guardare negli occhi noi stessi, spogliarci degli abiti di illusioni che ci siamo cuciti addosso. Tuttavia, è solo di fronte alla nudità della nostra anima che possiamo capire veramente perché siamo insoddisfatti. E dare a noi stessi una seconda possibilità.

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