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Quando le stelle diventano buchi neri. La storia di Vertus Hardiman

di Samanta Costantini

Pubblicato il

Chi è Vertus Hardiman? Cosa c’entra con i sogni americani? E soprattutto: cosa c’entrano i buchi neri con le stelle dalla bandiera Usa?

Nella prima metà del ‘900, insieme ad altri bambini provenienti dall’Indiana, Vertus fu sottoposto ad esperimenti del governo statunitense.

Hardiman è una vittima degli Stati Uniti. Una dimostrazione che talvolta il sogno americano può diventare una mera illusione. O un vero e proprio incubo.

Vertus Hardiman rimase gravemente leso dalle radiazioni a cui erano stati sottoposti sperimentalmente lui e gli altri bambini. La sua storia è accompagnata da molte domande: cosa non si fa in nome del progresso? Cosa non si fa in nome della scienza?

Tutti i bambini frequentavano la stessa scuola, nel Lyles Station, e per ottenere il consenso dai genitori fu detto loro che si trattava di una sperimentazione per il trattamento della tigna, un fungo del cuoio capelluto. In realtà, si trattava di un diversivo.

Ma perché proprio questi bambini e non altri? Perché neri, poveri, e abitanti di un luogo isolato. Infatti questa storia è una piccola vicenda nei grandi Stati Uniti, fino a qualche tempo fa sconosciuta ai più.

La conclusione della sperimentazione statunitense su Vertus? Un bel buco sulla nuca e gravi deformazioni fisiche, che Hardiman ha tenuto nascoste per quasi 80 anni.

Nessuno – a parte il suo grande amico, scrittore e produttore Wilbert Smith e pochi altri – sapeva della tragedia che egli celava sotto la sua parrucca e il suo cappello di lana.

Vertus si sentiva un mostro e non voleva che gli altri vedessero la sua deformazione al cranio. Nascose il buco. Nascose il dolore. E insieme a questo, nascose questa crudele storia.

E la vita, le giornate di Vertus, com’erano?

Ogni giorno passava un’ora a cambiare le bende che gli avvolgevano la ferita. Mendicandola. Curandola. Ma non si diede mai per vinto. Non rinunciò mai alla vita. Mai.

Cercò di essere un uomo produttivo. Nonostante tutto.

Si diplomò con il massimo dei voti alla scuola superiore. Si trasferì poi in California, lavorando come inserviente in un ospedale per oltre quarant’anni. E fu premiato alla fine, non solo per tutti gli anni di servizio, ma anche per non aver mai perso un giorno di lavoro.

Morì nel 2007 a 85 anni, senza condividere la sua storia e il suo dolore con il resto del mondo.

Ma il suo amico Smith, insieme al produttore Brett Leonard, ha creato un documentario sulla vita di Vertus. Attraverso una ricerca, i due sono riusciti a ritrovare altri quattro sopravvissuti alle sperimentazioni americane. Cosi è nato Hole in the Head: A Life Revealed, un documentario che mostra come non per tutti sia possibile raggiungere le stelle, che sembrano invece una garanzia sancita dalla bandiera americana.

Che mostra come, talvolta, queste stelle diventino buchi neri. A volte infatti le stelle esplodono, diventando supernove. E alcune tra queste, più grandi del Sole, possono andare incontro a un collasso quasi inarrestabile, diventando buchi neri. Stelle morenti.

Vertus mostra come il coraggio, il perdono, l’amore, possano lenire nell’anima le ferite inferteci nel corpo dalla brutalità della modernità. Mostra come anche una stella morente possa tornare a vivere. Perché, come ha scritto Massimo Gramellini, «I “se” sono il marchio dei falliti. Nella vita si diventa grandi “nonostante”».

La vita va comunque amata, nonostante. Vertus Hartiman ne è la prova, e l’ha insegnato a tutti noi. Grazie Vertus.

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