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Calcio e architettura

di Lorenzo Sarti

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Come ogni sport che si rispetti, anche il calcio organizza eventi internazionali, campionati e competizioni. Ogni quattro anni vengono disputati i mondiali di calcio, una manifestazione (la più seguita a livello internazionale) che vede partecipare tutte le nazioni del mondo per arrivare al titolo di “campioni del mondo” calcisticamente parlando. Più vicini alla nostra nazione ci sono i campionati europei che, nella stessa forma dei campionati mondiali, vede scontrarsi le nazionali di calcio più forti per il titolo di “campione d’Europa”.

Tutte le manifestazioni, anche quelle calcistiche sono precedute da un lungo periodo di preparazione all’evento. La scelta della nazione ospitante, da parte di una commissione incaricata dalla FIFA di valutare le varie ipotesi, è il primo passo da compiere, per poi procedere con l’organizzazione vera e propria dell’evento.

La preparazione di una manifestazione sportiva internazionale non si compone solo di bandierine e cene di gala, ma ha come maggiore scopo quello di riuscire a contenere la massa di visitatori e sportivi che invaderà strade e stadi. Gli impianti che dovranno ospitare le partite hanno il compito di rappresentare la nazione ospitante e la loro immagine dovrà quindi essere appropriata a testimoniare la grandezza dell’evento.

Il momento della scelta della nazione ospitante è seguito da una serie di progetti, che portano alla rivisitazione del “paesaggio sportivo” e più in generale alla riqualificazione dell’immagine dell’intero stato.

Come per tutti i grandi progetti, questi eventi calcistici sono accompagnati sia da aspetti positivi che negativi.

In Italia i mondiali degli anni ’90 non ci hanno regalato la soddisfazione della vittoria, ma di quella competizione ci rimangono stadi e strutture in ottimo stato che tutt’ora riusciamo a sfruttare e godere.

Lo stadio di Milano, dedicato al calciatore Giuseppe Meazza, è stato edificato a metà degli anni Venti ma per i mondiali del 1990 ha subito una sostanziale ristrutturazione, con l’aggiunta del terzo anello e della copertura, diventando ad oggi lo stadio più capiente d’Italia, in cui si giocano le partite di Milan e Inter oltre a concerti e manifestazioni internazionali.

Anche i recenti Europei 2012 organizzati in Polonia e Ucraina, sono stati l’occasione per una trasformazione radicale delle strutture sportive di queste due nazioni. Proprio a Kiev, la capitale ucraina in cui si è disputata la finale, si è compiuta la maestosa ristrutturazione di uno stadio già esistente. La struttura è nota come Olympic Stadium anche se il nome originale era lo “Stadio Rosso”: costruito nel 1923, ha subito diverse modifiche e ristrutturazioni fino all’arrivo di Euro 2012, che è stata l’occasione per restituirgli un’immagine differente.

Il “nuovo stadio” prevede l’utilizzo di materiali innovativi e d’effetto, come per esempio la copertura realizzata con una membrana filigrana traslucida che protegge dal sole ma crea un effetto di luce diffusa. La stessa struttura che sostiene la copertura, costituita da ottanta capriate radiali che uniscono gli anelli esterni a quelli interni della copertura, è un capolavoro di ingegneria addolcito con immagini che richiamano il sole lungo la parte interna della membrana di copertura.

La ristrutturazione di uno stadio non comporta solo il cambiamento dell’immagine esterna dell’edificio ma una riqualificazione dell’area di pertinenza, in quanto tutto ciò che circonda lo stadio subisce un restyling che dà origine ad un nuovo landscape urbano.

Ma una grande manifestazione sportiva può scatenare anche polemiche di altra natura, se con l’evento si vogliono in realtà nascondere aspetti negativi della propria cultura. Nell’estate del 2008 si scatenò una forte polemica sulle olimpiadi in Cina: il Paese asiatico investì molto e sfruttò la manifestazione sportiva per cercare di risollevare l’immagine della Repubblica Cinese, ma non fu sufficiente. Atleti, giornalisti, politici e registi alimentarono infatti il boicottaggio alla manifestazione accusando la Cina di mancanza di democrazia al suo interno, alto tasso di inquinamento e poca sensibilità di fronte alla vicenda che la vede coinvolta nelle guerre in Sudan.

Un evento di importanza internazionale può essere sicuramente l’occasione per migliorare l’immagine e l’economia di una nazione, che può investire nello sport per uscire da una situazione difficile. L’augurio, in qualsiasi caso, è che lo sport vinca su tutto, soprattutto dove ce n’è veramente bisogno.

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