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Bread&Roses – L’Importanza di Lottare

di Lucia Pugliese

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Lavoro è una parola difficile in questi giorni. Evoca speranze e disillusioni, problemi e polemiche. La speranza è quella di chi è alla ricerca di un impiego, e gira come una trottola da un colloquio all’altro con un carico di sogni, aspettative e, spesso, bollette da pagare. Le difficoltà sono quelle di chi il lavoro lo ha perso dopo anni di fatiche e dedizione, di chi è costretto a chiudere un’azienda e  per la disperazione si uccide.

I problemi sono tanti e complessi e questa malattia chiamata crisi non sembra voler passare. Vorremmo la ricetta che ci salvasse, ma nessuno sembra possederla. E così ecco che arrivano proposte più o meno condivisibili: ci si chiede  se modificare lo statuto dei lavoratori, puntare su una flessibilità ancora maggiore e su un’età pensionabile elevatissima servirà davvero a risanare il paese, o farà gli interessi di pochi. Qualcuno alza la voce, qualcun altro protesta: però non è facile lottare, quando si ha molto da perdere.

A ricordarcelo è Bread&Roses (2000) , una commedia dolceamara diretta da Ken Loach, con un giovane e scanzonato Adrien Brody. La  storia è quella di Maya (Pilar Padilla), un’immigrata messicana a Los Angeles, impiegata in un’impresa di pulizie e di Sam (Adrien Brody), un giovane e stralunato sindacalista in lotta per far riconoscere il diritto di rappresentanza dei lavoratori ad un’impresa di pulizie al limite dello schiavismo.  Ai colleghi di Maya mancano la copertura assicurativa e le ferie; e possono essere licenziati da un momento all’altro, senza una ragione: ovviamente il loro salario è da fame e di straordinari pagati non se ne parla nemmeno.

Forse a qualcuno queste condizioni di lavoro oggi suoneranno familiari. Quante piccole prepotenze, quanti abusi, quanti soprusi sopportiamo sul posto di lavoro? Lo facciamo per portare a casa il pane; per i nostri figli; per poter studiare all’università; per poter pagare l’affitto. E in nome di tutto questo, quanto ancora sopporteremo da parte di pretende di governarci?

Forse non è più il tempo di stare zitti e subire, forse non lo è mai stato. Ma è davvero difficile chiedere ad una madre o ad un padre di rischiare tutto. Anche i pulitori immaginati da Loach hanno qualcosa da perdere. Tutti, in effetti, hanno paura di non avere più quel lavoro, che seppur massacrante e avvilente, procura loro il minimo indispensabile per vivere. C’è chi ha il marito diabetico; chi sogna di diventare avvocato; chi deve sfamare la famiglia nel lontano Guatemala.  È fin troppo chiaro come sia facile per Sam/Adrien Brody parlare, senza rischiare nulla di importante: è semplice allora, essere coraggiosi.

Ma forse è proprio questo il punto. Quando ti spacchi la schiena per 5 dollari l’ora,senza alcun diritto, forse non è vero che hai qualcosa da perdere. Forse non hai davvero più nulla, e tanto vale rischiare. Rischiare, non solo per il presente, ma anche per il futuro che verrà: il nostro e quello delle future generazioni.

Bread&Roses è il film per coloro  che in questi tempi difficili non si piegano,ma lottano, protestano, si organizzano:  perché i sacrifici che stanno facendo, sono a nome anche di chi non può o non se la sente di partecipare e resta in disparte. A questo punto la domanda è una: quando per ciascuno di noi sarà il momento di scegliere se arrendersi o  lottare,che cosa faremo?

 

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