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Architettura e sostenibilità in Europa

di Lorenzo Sarti

Pubblicato il

Costruire sostenibile è ormai diventato un concetto diffuso nella maggior parte delle nazioni europee, un metodo di progettare e vivere che permette un sostanziale aiuto nel combattere le difficili condizioni ambientali che colpiscono il nostro pianeta.

Ma l’inquinamento atmosferico (e non solo) non è causato semplicemente dalle autovetture con il loro tubo di scarico (magari mal funzionante). Le stesse case, uffici e fabbriche sono un’importante causa d’inquinamento, sia durante la loro costruzione che durante la loro vita.

È perciò compito dei paesi più industrializzati cercare di farsi carico della situazione ambientale e iniziare a dare “il buon esempio” anche in ambito edilizio.

L’Europa e soprattutto gli Usa non possono esimersi dalla ricerca per una migliore qualità della vita: ecco quindi che iniziative come il Solar Decathlon Europe ricevono sempre più attenzione nell’ambito della ricerca.

La manifestazione del Solar Decathlon nasce negli Stati Uniti, per iniziativa del Dipartimento di Energia Americano in collaborazione con alcune università. L’obiettivo è progettare e costruire la casa ideale, passiva, alimentata dall’energia naturale (come il sole) e a basso consumo: l’applicazione di questi principi ad un edificio abbassa notevolmente il livello di consumo energetico limitando drasticamente l’inquinamento terrestre.

Grazie ad una collaborazione tra America e Spagna si è potuto portare anche in Europa questo genere di manifestazione. La competizione, che si svolge ad anni alterni tra Europa e Stati Uniti, coinvolge migliaia di studenti e imprese che gareggiano per produrre un oggetto architettonico “sano” e che possa migliorare lo spazio in cui viviamo.

Al contrario di quanto accade per le autovetture e gli oggetti di grande distribuzione, dove probabilmente si tende a “tirare il freno” a causa della bassa convenienza economica di determinate lobby, la costruzione di edifici qualificati e meno inquinanti sta prendendo sempre più piede.

Le prime in Italia a studiare un sistema intelligente per costruire case sono state le regioni del nord, e in particolare le province autonome di Trento e Bolzano. Ogni anno viene organizzata l’ormai nota Klimahouse, una fiera di importanza europea dove ogni industria che produce materiale edili si mette in mostra nel presentare un prodotto sempre più efficiente e ambientalmente sostenibile. Il progresso nello sviluppo di tecniche e materiali energeticamente efficienti fa sì che diventi sempre più ampia la gamma di soluzioni tra cui scegliere, riuscendo a soddisfare le esigenze estetiche e funzionali sia di chi costruisce che dell’utente finale.

La scelta di tecnologie in grado di ridurre il consumo energetico dell’edificio comporta anche un notevole vantaggio in termini economici: a fronte di un maggior investimento iniziale, un edificio energeticamente efficiente è in grado di ridurre le spese di gestione, per cui nell’arco di alcuni anni si assiste ad un risparmio economico.

Un’altra importante iniziativa di sensibilizzazione sul tema della sostenibilità ambientale è l’esperienza del Leed.

Il sistema Leed (Leadership in Energy and Environmental Design) promosso dall’U.S. Green Building Council è un riferimento internazionale per la progettazione e riqualificazione di edifici sostenibili a elevate prestazioni energetiche. Tale metodologia è diffusa in oltre 100 Paesi nel mondo, tra cui l’Italia, dove il 28 gennaio 2008 è stato costituito Gbc Italia su iniziativa del Distretto Tecnologico Trentino S.c.a.r.l.

Questo sistema pone particolare attenzione al monitoraggio di tutta la fase di cantiere di un edificio, mantenendo così l’inquinamento basso ancora prima che l’edificio entri in funzione.

L’architettura però non deve essere solo spiegata, ma anche mostrata. Prendiamo in esame due esempi di architetture europee che emergono per le loro caratteristiche di sostenibilità ambientale e che potrebbero essere lo spunto ideale nell’ottica di un progetto eco-sostenibile.

L’edificio della Camera di Commercio di Bolzano si presenta a prima vista come una grossa massa vetrata catapultata dallo spazio in pieno centro storico del capoluogo altoatesino. Una specie di cattedrale nel deserto, ma una cattedrale energicamente efficiente e adattata al clima del Südtirol.

L’edificio ha vinto nel 2008 il premio come miglior progetto CasaClima grazie alle sue elevate caratteristiche tecnologiche, che lo portano a consumare un settimo rispetto a un edificio con le stesse funzioni ma costruito con la metodologia comune.

Oltre agli ormai immancabili pannelli fotovoltaici sul tetto, un impianto di geotermia costituito da micropali che scendono a grande profondità permette di sfruttare la temperatura del sottosuolo per riscaldare e rinfrescare gli ambienti durante tutto l’anno. Pur essendo “una macchina tecnologica”, i materiali con cui è costruito conferiscono eleganza all’edificio, rispettando la sua funzione di rappresentanza.

Il secondo esempio è in Germania: si tratta della scuola materna di Plietzhausen. Alla prima occhiata (al contrario della Camera di Commercio) può non suscitare particolari emozioni, ma in realtà nasconde caratteristiche costruttive che la rendono sostenibile dal punto di vista di consumo energetico.

Il suo involucro, fatta eccezione per le vetrate, è costruito interamente in legno, un materiale dall’ottima tenuta termica e strutturale. Molto particolare è la copertura, un tetto verde che grazie alle caratteristiche del terreno permette agli spazi interni di rimanere freschi e asciutti.

Ma la scuola si pone anche l’obiettivo di educare gli alunni stessi alla sostenibilità: all’interno è stata infatti inserita una cisterna di raccolta per l’acqua piovana, che permette di irrigare il giardino e allo stesso tempo permette di sensibilizzare la coscienza dei bambini sull’importanza del rispetto per l’ambiente.

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3 commenti per “Architettura e sostenibilità in Europa

  • andrea amato ha detto:

    Ciao, ottimo articolo.
    Le mie perplessità sono quelle di una forte speculazione nel nome del “costruire sostenibile”.

    • Lorenzo Sarti ha detto:

      Grazie Andrea per l’apprezzamento all’articolo.
      Purtroppo la speculazione si appropria della maggior parte dei settori nel sistema economico contemporaneo; l’edilizia non è da meno.
      Quello che si auspica è un maggior controllo della qualità a discapito della quantità. Il costruire sostenibile deve essere affiancato dal costruire con un criterio urbanistico e compositivo razionale.
      Avresti qualche esempio forte di “speculazione sostenibile”?

  • andrea amato ha detto:

    Ciao dal punto di vista urbanistico potrei citarti la costruzione di centrali eoliche in zone non adatte.
    La corsa al fotovoltaico sui terreni agricoli e la corsa alle serre.
    Il settore del commercio propaga i pannelli solari, il geotermico e tecnologie simili come la soluzione definitiva. Invece facendo una analisi obbiettiva si scopre che questi sistemi per quanto siano efficaci non riescono a soddisfare una completa alternativa all’energia di tipo “tradizionale” considerando il rapporto costi/benefici per una famiglia.
    Un altro problema fondamentale sono le amministrazioni comunali che hanno delle forti resistenze riguardo ad esempio gli edifici in legno o comunque verso le nuove tecnologie.
    A mio modesto parere il problema principale è la mancanza di formazione a tutti i livelli( universitario, pratico, sociologico e comunicativo)
    Alcune soluzioni potrebbero essere:
    1) istituire un vero piano energetico coinvolgendo le varie figure professionali (geologi, ingegneri, architetti, antropologi, sociologi ecc..) con esperienza sul campo. ( non personale accademico)
    2)Formazione a partire dalle scuole elementari
    3)Riduzione del quantitativo di plastica attraverso l’uso del vetro e di altri materiali.
    4)Meno burocrazia
    5)Favorire una progettazione meno invasiva
    Potrei andare avanti ma non vorrei essere noioso.
    Tuttavia mi trovi d’accordo con il tuo articolo e spero che almeno noi giovani possiamo cambiare le sorti di questo Paese.
    Ciao

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