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Dall’uso del cellulare alla posizione sul water, le 5 abitudini che fanno male alla salute

di Luca Volpe

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Le abitudini, si sa, sono dure a morire. Alcune di esse, però, in certi casi possono diventare anche pericolose. Non sono poche le consuetudini quotidiane, anche banali, che rischiano di logorare lentamente la nostra salute. Dal modo in cui 5 abitudini che fanno male alla salutelaviamo i denti alla doccia che facciamo al mattino, il rischio di farsi del male può nascondersi dietro l’angolo. Ecco dunque l’elenco di cinque abitudini tanto comuni quanto potenzialmente dannose (e i relativi suggerimenti per evitare rischi e spiacevoli conseguenze).

1. Una doccia al giorno ci espone al rischio di infezioni
Se è stato da tempo accertato il potere benefico e rilassante di un bagno caldo, non sono pochi, tra gli esperti del settore, a ritenere che un’eccessiva attenzione verso l’igiene possa alla lunga causare problemi alla pelle. Tra questi, in particolare, vi è il dermatologo londinese Nick Lowe: «Usare acqua calda in combinazione con alcuni saponi duri può alterare il PH naturale della pelle, generando secchezza, screpolature e persino infezioni». A fargli eco, da Città del Messico, è il dottor I.U. Ponghe, dell’Istituto di Conservazione batteriologica: «Questa ossessione per la pulizia è un fenomeno moderno. Pensate a come vivono tutte le altre creature sulla terra. Una doccia al giorno non fa parte della loro routine». «Inoltre – redarguisce – sulla pelle vivono molto batteri buoni, che sono parte integrante della nostra vita da milioni di anni. Perché oggi si tenta in tutti i modi di eliminarli?».

2. Lavarsi i denti subito dopo mangiato? Sbagliato!
Sono poi molte le abitudini scorrette nel lavarsi i denti. Come quella di risciacquare la bocca al termine del lavaggio. Farlo, infatti, va ad annullare l’effetto protettivo del fluoro, rendendo inutile l’intera operazione. Bisognerebbe, a questo proposito, evitare di sciacquarsi la bocca, o – come suggerisce Phil Stemmer del Fresh Breath Centre – «non assumere liquidi per una buona mezz’ora». Lo stesso Stemmer, poi, mette in guardia da un altro errore altrettanto comune: quello di bagnare lo spazzolino prima di utilizzarlo: «Bagnare lo spazzolino diluisce l’effetto del dentifricio. È sufficiente l’umidità presente nella nostra bocca». Infine, l’errore forse più nocivo: lavarsi i denti subito dopo aver mangiato: «È fondamentale lavare i denti almeno mezz’ora dopo aver finito di mangiare. Lavarli troppo presto può portarne via lo smalto, indebolito dagli acidi e dagli zuccheri alimentari. La cosa migliore da fare – conclude Stemmer – è quella di lavarsi i denti prima d’aver mangiato per rinfrescarli dopo il pasto con un colluttorio privo di alcool».

3. Capelli rovinati? Colpa dello shampoo ogni giorno!
Circa il 93% delle persone lava i capelli una volta al giorno. Niente di più sbagliato: come accade per la pelle, anche i capelli soffrono se sottoposti a un eccessivo uso di shampoo e di oli. Catherine St. Louis parla a questo proposito di “cultura alla pulizia”, definendo le abitudini moderne come il risultato di un marketing asfissiante: «L’igiene personale è stata a lungo un grande business. Sono arrivati a creare lozioni per capelli molto costose perché meno pericolose per la nostra salute». In realtà, come sostiene il primario di Dermatologia dell’Università di San Diego, le lozioni non possono sostituire i batteri buoni che prevengono le irritazioni e le infezioni, poiché questi, oltre a combattere le malattie, «educano le cellule stesse a difendersi da sole». Ed è proprio per questo, per i meccanismi di autodifesa del nostro organismo, che un uso troppo frequente dello shampoo rischia di diventare persino controproducente: quando si tenta di eliminare il sebo – conclude St. Louis – il corpo reagisce producendone in misura ancora maggiore. Per eliminarlo non basterebbero dieci lavaggi al giorno!

4. Sterilità e cancro, quant’è pericoloso il cellulare!
E il cellulare? Quanto sono pericolose le sue radiazioni? I rischi, in questo caso, non sono affatto da sottovalutare. Una ricerca dell’Università di Catania, ad esempio, ha trovato un collegamento tra le onde elettromagnetiche e la fertilità I rischi del cellularedell’uomo. Analizzando la popolazione maschile italiana a partire dagli anni ’70, gli esperti hanno rilevato una ragguardevole diminuzione del numero di spermatozoi (da 71 milioni a 60 milioni in un millimetro). Se questo non bastasse, poi, sembra che le radiazioni dei cellulari siano tra le cause responsabili dei tumori al cervello. E se da una parte, come affermano i ricercatori di due università scandinave, utilizzare cellulari e cordless quintuplica il rischio di sviluppare l’astrocitoma, una forma comune di tumore al cervello, dall’altra le loro frequenze sarebbero in grado di causare danni irreversibili al DNA delle cellule del corpo e ad alcuni tra i più importanti dispositivi salvavita (come i peace-maker).
Dato l’elevato coefficiente di rischio, è qui necessario fornire alcune regole da seguire per provare a ridurre i pericoli:
– cercare di stare a telefono meno tempo possibile (anche con l’auricolare);
– tenere il cellulare il più lontano possibile dal corpo durante l’invio di sms;
– non tenere il cellulare a contatto con il corpo;
– allontanare il cellulare dal corpo durante la ricerca della comunicazione;
– non telefonare in auto, bus o treno, dove l’irradiamento è più potente;
– evitare di telefonare quando l’intensità del segnale è al minimo;
– spegnere sempre il cellulare durante la notte.

5. Che posizione assumere al gabinetto?
Infine, per sorridere un po’, i risultati di uno studio israeliano sulla postura da assumere nel “momento del bisogno”. La ricerca, pubblicata sulla rivista Digestive Disease and Sciences, rivela che più che seduti bisognerebbe stare accovacciati. Questo accorgimento, secondo il dottor Dov Sikirov, ridurrebbe il rischio di problemi intestinali, emorroidi e malattia diverticolare. E se in questo caso correre ai ripari sembra una faccenda un po’ complicata, a suggerire una possibile soluzione è il dottor Charles Murray, del Royal Free Hospital di Londra. Nel ricordare che anche l’atto di andare in bagno è un processo fisiologico tutt’altro che semplice, Murray consiglia a chi ha problemi intestinali di sedersi sul water con una pedana sotto i piedi. Se poi si riesce anche a spingersi in avanti col busto, si assumerà una perfetta posizione accovacciata. Provare per credere!

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