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La mascherina del federalismo fiscale nel sistema sanitario

di Luca Zamagni

Pubblicato il

La spesa per i servizi sanitari occupa un peso rilevante all’interno della spesa pubblica complessiva, pari a circa il 14%, e la sanità è la principale funzione che svolgono le regioni, il 75 – 80% dell’intero bilancio, per cui si può facilmente comprendere come il federalismo fiscale  e la spesa sanitaria siano fortemente correlate.

Il federalismo fiscale, in Italia, in merito al servizio sanitario si attua in maniera diversa fra le diverse Regioni poiché ogni Regione ha un sistema sanitario nazionale differente.

La teoria del federalismo fiscale suggerisce che l’autonomia sulle decisioni di spesa dovrebbe essere sorretta dall’autonomia delle fonti di finanziamento, che conferisce ai governi decentrati (Regioni) capacità di controllo e programmazione dei flussi di entrata e di spesa; in Italia, al contrario, nel sistema sanitario, si è affermato un modello nel quale i governi decentrati (Regioni) sono finanziati prevalentemente da trasferimenti a carico del bilancio dello Stato.

Tale sistema ha creato due grosse problematiche:

–  Sistematica insufficienza delle risorse rispetto ai fabbisogni del settore sanitario

–   La quantificazione delle risorse da destinare complessivamente alla sanità e i criteri della loro distribuzione fra le Regioni.

Nel settore sanitario quali sono i criteri per decidere quali risorse ogni singola Regione avrà a disposizione?

Se una Regione riceve minori risorse come farà a garantire gli stessi servizi rispetto ad altre Regioni?

In un periodo di recessione economica come quello che l’Italia sta attraversando in questo periodo, in cui il Governo tecnico presieduto da Monti sta cercando di reperire risorse ovunque, il compito dei professionisti all’interno delle strutture sanitarie pubbliche sarà sempre più importante, anche perché oltre ad avere competenze tecniche del settore medico dovrà anche gestire in maniera efficiente le sempre minori risorse pubbliche che riceverà dal governo centrale.

Personalmente, mi è capitato di rimanere in ospedale per circa due settimane in due differenti strutture. Ho notato come  tutto il personale ospedaliero – dottori, infermieri, operatori socio sanitari – sia animato da una passione per il lavoro difficilmente riscontrabile in altri settori, specialmente pubblici. Non è facile convivere tutti i giorni con la sofferenza altrui, con pazienti che sono poco pazienti.

Nel settore sanitario la professionalità e le caratteristiche umane di medici e infermieri penso abbiano ancor più valore rispetto ad altri settori. Lo testimoniano le pergamene di ringraziamento scritte da pazienti e familiari verso medici e infermieri, non meno sincere anche nel caso di decesso di un amico o un parente.

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