Magazine

Lotta ai falsi invalidi: tra truffe smascherate ed eccessi da caccia alle streghe

di Claudio Carminati

Pubblicato il

DisabileNel 2011 ne sono stati scovati 3mila in soli 7 mesi. Si confondono tra la folla, fanno la coda in banca, litigano per un parcheggio, spesso coperti dalla comprensione di chi, in modo più o meno esplicito, ne condivide le ragioni. Almeno fino a quando un controllo dell’Inps non toglie loro la maschera, mostrandoli per quello che realmente sono: dei falsi invalidi.

Difficile calcolare quanto incidano davvero in percentuale sul totale di coloro – circa 3 milioni – che percepiscono una pensione d’invalidità. Stando agli ultimi dati forniti dall’Inps, la quota dei falsi invalidi si aggirerebbe intorno al 4%: un enorme spreco di risorse per lo Stato. Di quanti soldi stiamo parlando? Un’inchiesta apparsa sulle pagine di Repubblica nel febbraio 2010 (ne riporta ampi stralci un articolo pubblicato su SuperAbile.it) stimava in circa 1 miliardo di euro l’anno il costo dei falsi invalidi, a fronte di contributi complessivi erogati pari a circa 17 miliardi.

Più precisi i numeri relativi alle persone sottoposte a verifica: 200mila nel 2009, 100mila nel 2010, 250mila nel 2011. Risultato: migliaia di contributi revocati, e altrettante persone finite sul registro degli indagati. Che cosa si rischia? Si va dai 3 ai 7 anni di reclusione, con imputazioni “di tutto rispetto”: truffa aggravata, falso in atto pubblico, ma anche associazione a delinquere. Perché in genere chi si finge invalido non agisce da solo. A muoversi sono gruppi gravitanti intorno a una realtà comune: lo stesso medico, lo stesso ospedale, lo stesso rione. Come accaduto a Napoli, nel quartiere Santa Lucia, dove nel 2010 sono stati scoperti 60 finti ciechi, “pizzicati” a pagare le bollette in posta, a leggere il giornale o a guidare l’auto.

Proprio la Campania è tra le regioni in cima alla “lista nera” delle aree in cui il fenomeno pare essere maggiormente radicato (il 43% dei controlli nel 2010 ha dato esito positivo), preceduta dalla Sardegna (53%) e seguita dalla Sicilia (42%). E il nord? Se è vero che Lombardia, Emilia-Romagna e Piemonte (tutte sotto la soglia del 10%) risultano essere le regioni più “virtuose”, non per questo si può dire che il fenomeno sia assente al settentrione. Come dimostra uno degli ultimi casi saliti all’onore delle cronache: un’impiegata dell’Asl di Pavia, ora agli arresti, che non solo si fingeva cieca, ma ha addirittura “creato” altri falsi invalidi manipolando i documenti di decine di persone (135 casi accertati, altri 400 in corso di analisi).

Se a rischiare sono i falsi invalidi, non da meno sono le conseguenze per i medici scoperti ad attestare la disabilità di persone sane. Oltre alle pene detentive previste dalla legge, infatti, sono tenuti a risarcire le somme versate dall’Inps per i non aventi diritto da loro “certificati”, il che va ad aggiungersi alla radiazione dall’albo.

Con l’inasprimento delle pene stabilito nel 2010 prosegue il percorso avviato l’anno precedente, con alcune novità normative che hanno dotato l’Inps di maggiore autonomia. «L’abbiamo dovuto fare perché il fenomeno era diventato di dimensioni troppo grandi. Quello per cui noi siamo motivati è dare certezze e tempi veri ai veri invalidi» spiega il presidente dell’Inps Antonio Mastrapasqua (si veda la già citata puntata di TV7 o l’intervento a UnoMattina Weekend del 27 febbraio 2010). Un obiettivo perseguito secondo una metodologia rigida, che ha sollevato il malcontento delle associazioni dei disabili, a partire dall’Unione italiana dei ciechi e degli ipovedenti: «Scovare i falsi invalidi è un impegno importante e fondamentale in uno stato di diritto – affermava nel febbraio 2011 Tommaso Daniele, presidente nazionale dell’Unione (con parole poi ripetute pochi giorni dopo nel corso di un intervento su RaiNews) – ma la ferocia con la quale sono spesso effettuate le visite di controllo nell’ambito del piano straordinario di verifica sui falsi invalidi sta rasentando la follia».

L’aumento delle verifiche, lamentano le associazioni, sta infatti comportando non pochi disagi a chi è realmente invalido. Tommaso Daniele sottolinea in particolare la frequenza con cui si verificano «ritardi nei controlli che portano in automatico alla sospensione del beneficio economico. È stato più volte denunciato che la sospensione del trattamento economico avviene, in alcuni casi, anche prima della visita di verifica da parte dell’Inps. Così prima che la persona possa avere ragione, rivolgendosi alla magistratura, possono passare mesi o anni» (problema sollevato con toni ancora più aspri da Giuseppe Sannino, presidente di Anida).

Questo fermo restando che «come ho già detto più volte i falsi invalidi danneggiano prima di tutto gli invalidi veri» aggiunge Daniele. «Oltre a truffare lo Stato e contribuire a creare un clima di sospetto nei confronti dei disabili, ogni falso cieco che prende soldi li toglie ad un cieco vero. Per questo tutti noi ci siamo impegnati a collaborare attivamente con l’Inps». Altre maschere sono destinate a cadere.

Diffondi lo spirito Millennial:

2 commenti per “Lotta ai falsi invalidi: tra truffe smascherate ed eccessi da caccia alle streghe

  • giuliano ha detto:

    Il danno cresce se il falso invalido , diventa imprenditore invisibile .

  • luigi ha detto:

    sono fiero e orgoglioso di essere italiano e ancor di più pugliese.
    cosa voglio dire, che gli italiani nella gran maggioranza per fortuna è buona.
    lo schifo sta nei politici tutti, sì tutti e se si considera secondo miei calcoli sono più di 4.500.000 di persone che gravitano intorno è facile capire quale massa di disonesti si muove, e secondo miei calcoli questo danno si aggira fra i 60-70 miliardi di euri.cosa si può fare si direbbe! facile
    applicare al tesserino sanitario un cips con il quale tesserino tutti e per tutto dovremmo utilizzarlo così si avrebbe una partita semplice che non ha bisogno di tanti controllori.
    a fine anno si chiude la partita e in ragione di quanto spendi devi dimostrare quanto guadagni e sulla differenza ci paghi le tasse.
    il momento in cui non sei in grado di dimostrare questo via ai controlli e tutte le conseguenze che ne possono conseguire.
    ci vuole molto a fare questo con tutti i programmi che esistono!!!!!!no.non si vuole perchè ci sono quei famosi 4.500.000 di deliquenti con la D maiuscola che non faranno mai partire un programma così semplice.
    saluti luigi 66

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: