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Gaudì: una maschera particolare

di Lorenzo Sarti

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La maschera è qualcosa di ambiguo, usato spesso per nasconderci durante un lasso di tempo in cui proviamo vergogna per ciò che stiamo facendo. Nella maggior parte dei casi questa è la descrizione più esatta del concetto di maschera, ma per fortuna è possibile sviluppare più dettagliatamente un altro significato.

Mascherarsi può significare volersi divertire, partecipare ad una determinata festa o stupire qualcuno delle proprie doti di trasformazione. Gli antichi usavano le maschere per partecipare a particolari riti a volte religiosi altri ludici o anche per meglio rappresentare determinati personaggi all’interno delle commedie.

Portando ad una scala maggiore il significato del termine, si possono trovare in giro per il mondo interi edifici trasformati in maschere!

Non c’è bisogno di andare troppo lontano dall’Italia: la nostra Europa, culla dell’arte occidentale, ha sfornato il periodo Gotico, in cui ogni edificio pubblico (principalmente religioso) era arricchito e caricato di sculture, facce, oggetti e mostri molto rappresentativi che “mascheravano” la vera identità del luogo interno.

Pensate solo alla cattedrale di Notre Dame: un edificio di culto noto a tutti, grazie anche all’omonimo personaggio del Gobbo e della sua storia, che ci fa pensare alle grandi sculture presenti sulle guglie, i gargouille, che di certo non rappresentano la carità cristiana con le loro “maschere” aggressive.

Pensando alla maschera in architettura non si può fare a meno di collegarsi al personaggio, unico nel suo genere, di Gaudì.

Un architetto spagnolo che progettava edifici a volte più simili a travestimenti o luoghi di carnevale piuttosto che a residenze lussuose, rievocando anche animali e personaggi leggendari per rendere ancora più particolari le sue architetture.

Girando per Barcellona è impossibile non finire per visitare i suoi più grandi capolavori artistici che nel bene o nel male rappresentano un determinato periodo storico della città catalana. Guardando da fuori le più importanti residenze progettate da Gaudì si ha l’impressione di entrare quasi in un cartone animato o addirittura in un film di fantascienza, dove tutto è mascherato o reso caratteristico con la possibilità di potersi estraniare dalla realtà del mondo.

Casa Batllò dall’esterno richiama una fusione tra un drago e un pesce, con i suoi colori particolarmente forti e le “squame” che prendono il posto dei coppi sul tetto. L’interno non è da meno, con una miriade di colori e giochi di luce che rendono la casa ricca di un’accoglienza particolare ma divertente. Dulcis in fundo la parte di tetto praticabile ci regala  immagini curiose e variopinte che ci si aspetterebbe di trovare a Disneyland piuttosto che in cima ad una residenza.

L’altro edificio poco distante, Casa Milà, tutto sembrerebbe al di fuori di un lussuoso condominio. Per i più piccini l’immagine del castello di una strega può essere il richiamo visivo più vicino, mentre ai più grandi può sembrare un edificio futurista, un oggetto in movimento pur essendo saldamente ancorato a terra. In pochi sanno poi che la terrazza sul tetto contiene comignoli mascherati da personaggi spaziali, che sembra essere stata una delle ispirazioni per la nascita di Guerre Stellari.

“Ubriacati” da queste forme e colori non si è mai abbastanza preparati per reggere l’impatto d’urto che ha la visione ravvicinata della Sagrada Familia, una maestosa cattedrale disegnata sempre dall’architetto spagnolo, ma ancora non terminata. Gigantesca e possente, s’impone al visitatore come un enorme castello di sabbia, grazie ai suoi colori e alla sua forma sinuosa e allo stesso tempo spigolosa a tratti. Sulla sua facciata troviamo raffigurate le maschere di tante persone comuni ma anche animali, oggetti ed esseri viventi che accompagnavano la vita dell’artista durante il cantiere. L’interno non delude le attese: enormi pilastri disegnati come fossero alberi sostengono l’elevata altezza e grandezza delle navate e i colori anche in questo caso arricchiscono la visione complessiva.

Per riposarsi dopo una simile abbuffata di edifici più che particolari, la visita “gaudiana” può concludersi con una passeggiata all’interno del Park Guell. L’area non si presenta come un normale parco da biciclettata o per il footing, ma offre l’occasione di osservare Barcellona nel suo panorama migliore e allo stesso tempo continua a stupire, come tutte le opere di Gaudì, con le sue maschere e i suoi colori. Lungo il percorso si ha la possibilità di camminare sotto ad un porticato che viene fuso con l’immagine di una grotta, modellando le colonne come la pietra rude e incontrollata e offrendoci ristoro con delle fontane simili a sorgenti.

La terrazza panoramica assomiglia molto ad una pista da ballo con le panchine sui bordi per riposarsi e il piano sottostante è una selva di colonne che non hanno niente da invidiare alle cripte delle chiese cattoliche. La visita termina con la casa del custode: l’oggetto si presenta come appena uscito da Alice nel paese delle meraviglie, al punto che il visitatore quasi si aspetta di veder comparire lo Stregatto o di essere inseguito dalle carte da gioco dell Regina di Cuori. Ma anche in questo caso si è di fronte ad una maschera, una maschera ben riuscita che stupisce ma allo stesso tempo rilassa e fa apprezzare le bellezze dell’architettura.

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2 commenti per “Gaudì: una maschera particolare

  • Chiara Tadini ha detto:

    Bell’articolo!
    Barcellona è davvero stupenda, me ne sono innamorata…e Parc Guell è qualcosa di incredibile!
    Ti è piaciuta di più Casa Batllò o Casa Milà? Io sono rimasta incantata come una bimba davanti a Casa Batllò!

    • Lorenzo Sarti ha detto:

      Grazie Chiara!!
      Devo essere sincero nel dirti che dentro casa Milà non sono entrato, anche a causa delle lunghe attese, ma ho solo ammirato l’esterno grigio e sinuoso..
      Però sicuramente a prima vista casa Batllò è mille volte più appariscente!!
      I colori, i materiali e le forme attirano troppo l’attenzione e la curiosità di una persona; per non parlare dell’interno…spero tu ci sia entrata!! 😉
      Comunque la sensazione di tornare bambini di fronte ad un così stravagante edificio è più che normale!!
      Sorprendere penso sia una delle principali caratteristiche dell’architettura di Gaudì!!
      Ciao a presto!! E grazie ancora!!

      Lorenzo

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