Magazine

Quando il cambiamento parte dall’alimentazione: i Gas

di Alessandra Modica

Pubblicato il

Non basta criticare il sistema e lamentarsi. Bisogna trovare modelli alternativi, soprattutto quando si parla di mercato alimentare. I Gas, gruppi di acquisto solidale, si basano proprio su questa convinzione. Si tratta di nicchie d’innovazione dove sono in atto processi di apprendimento importanti per la transizione verso un modello sociale ed economico sostenibile per tutti.

Molti cittadini, oggi, avendo sviluppato una certa consapevolezza del proprio impatto ambientale, vogliono far qualcosa per far partire il cambiamento. Così sono nati, negli anni ’90, questi gruppi che, come ogni esperienza di consumo critico, vogliono immettere una domanda di eticità nel mercato, per creare un’economia che non si fondi esclusivamente sullo scambio di merci, ma metta al centro le relazioni tra le persone, i loro diritti e la loro salute.

Il punto di partenza, per i Gas, è la volontà di ricostruire un legame diretto tra produttori e consumatori, contatto che con la grande distribuzione si è perso.

Ma cos’è esattamente un Gruppo di acquisto solidale? Un Gas è un insieme di persone, adulti, anziani, giovani, bambini, che si unisce per comprare direttamente dai produttori alimenti biologici (anche se non necessariamente certificati) e quasi sempre a chilometro zero, a un prezzo accessibile, con la garanzia di avere cibi sani e soprattutto frutta e verdura di stagione.

«E’ stata la cosa che più mi ha colpito – afferma una  studentessa, membro del Gas Pigneto di Roma. Prima di entrare nel Gas avevo soltanto una vaga idea di quali fossero le verdure e la frutta di una determinata stagione, di quando si raccolgono le zucchine, e quando è tempo di cavoli, o di spinaci. Nonostante i miei nonni siano contadini, mi ero ormai abituata a trovare nei banchi del supermercato tutto a tutte le stagioni. È una scoperta che ti fa sentire più vicina alla natura e alla terra».

Gli 800 Gas formalmente registrati (i Gas sono stati riconosciuti dalla legge finanziaria del 2008, commi 266-268 art.1, l. n. 244/2007) sono raggruppati in una rete nazionale, la www.retegas.org, in cui si afferma che «un gruppo d’acquisto diventa solidale nel momento in cui decide di utilizzare il concetto di solidarietà come criterio guida nella scelta dei prodotti. Solidarietà che parte dai membri del gruppo e si estende ai piccoli produttori che forniscono i prodotti, al rispetto dell’ambiente, ai popoli del sud del mondo e a coloro che – a causa della ingiusta ripartizione delle ricchezze – subiscono le conseguenze inique di questo modello di sviluppo».

Ogni Gas ha le proprie regole, la propria storia, e risponde a bisogni ed esigenze diversi, che dipendono dai suoi componenti. La maggior parte dei gruppi si auto-organizza. Alcuni ruotano attorno a botteghe di commercio equo e solidale, che utilizzano anche come luogo di incontro e di divisione della spesa.

Altri hanno come punto di riferimento una casa, un appartamento, una piazza, un garage. I membri dei gas di solito si occupano di tutti i passaggi: scelgono da quali produttori rifornirsi, vanno a visitare le aziende agricole che li servono per verificarne l’eticità e creare un rapporto personale con il produttore; preparano gli ordini; pesano la spesa e la distribuiscono; si incontrano periodicamente per fare il punto della situazione.

«Non sempre è facile far coincidere i tempi di tutti – ci confessa Leandro, membro di un Gas di Firenze. Ci sono volte in cui organizziamo per giorni una riunione ma poi siamo solo in tre o quattro ad andare. È dura. Tra il lavoro, i figli, gli impegni vari, è difficile conciliare i tempi di tutti. Però quando vedi che la tua spesa è bio, sana, buona, e sai anche da dove viene, ti senti soddisfatto. E pensi che valga la pena di impegnarsi un po’ di più perché prima o poi le cose cambino».

Alcuni Gas sono diventati, nel tempo, veri e propri mezzi di azione politica sul territorio, in grado di organizzare eventi, manifestazioni, e gruppi di persone più consapevoli, non solo della ricaduta delle loro azioni sull’ambiente, ma anche dell’importanza di essere cittadini attivi e impegnati su diversi fronti per la costruzione di un mondo migliore.

Insomma, il movimento dei Gas propone un consumo sostenibile e una modalità diversa di vedere l’economia alimentare. E lo fa garantendo il rispetto dei valori economici, sociali e ambientali, e tramite la costruzione di reti di economia locale solidale, che si sviluppa in reti globali, ma orizzontali, lontane da multinazionali e istituzioni verticali.

Diffondi lo spirito Millennial:

5 commenti per “Quando il cambiamento parte dall’alimentazione: i Gas

  • Selene Belingheri ha detto:

    Bell’articolo è una realtà di cui avevo già sentito parlare, da amici. Un modo per fare qualcosa c’è!

    • Alessandra Modica ha detto:

      Direi proprio di sì! In piccolo insomma, e con tutti i limiti del caso…sul sito della rete dei gas c’è l’elenco di tutti i gas iscritti, potresti provare a trovare quello più vicino a casa tua ed entrare a farne parte. E’ forse un po’ più impegnativo che andare al supermercato a fare la spesa, ma dà grandi soddisfazioni!

  • […] QUI l’articolo intero su Dissonanze Share this:TwitterFacebookLike this:LikeBe the first to like […]

  • Rino ha detto:

    bellissimo articolo… vorrei chiedere come si può partecipare al gruppo Gas avendo gia una cooperativa sociale attiva …

  • Un carrello può cambiare il mondo | jeidajade ha detto:

    […] non è possibile ma si può farlo di meno e in maniera più consapevole. Un esempio sono i GAS (gruppi di acquisto solidale), gruppi famiglie che da tempo si sono riuniti per fare la spesa in maniera compatibile ed equa, […]

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: