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La rivincita dei nerd

di Selene Belingheri

Pubblicato il

Il ventunesimo è il secolo dei nerd?

Si aggirano tra noi, hanno le nostre sembianze, cambiano la nostra vita, la controllano! Alieni? No, nerd! Grandi occhiali incerottati, camicie a quadri e brufoli rappresentano lo stereotipo del nerd, appassionato di fumetti, videogiochi, fantasy, tecnologia, fantascienza…

Gli appartenenti a questa categoria vengono descritti come persone con una scarsa cura della propria forma fisica (infatti sono o troppo magri o troppo grassi) e difficoltà nell’interazione sociale (specialmente con l’altro sesso), ma un grande interesse per tutte le materie tecnico-scientifiche. Il nerd dei cartoon è sicuramente l’Uomo Fumetto dei Simpson: obeso, tecno-maniaco ed appassionato di fumetti e telefilm (soprattutto di fantascienza, da Star Trek a Star Wars).

La prima apparizione della parola nerd, ormai parte del linguaggio comune, è datata 1951 in un articolo apparso su Newsweek, che affermava come il termine nerd fosse usato per indicare persone noiose e antiquate.

I nerd precedono però la loro definizione: nascono infatti probabilmente nel corso della grande depressione, durante la quale uscì la striscia Scribbly di Sheldon Mayer (autore e direttore di riviste di fumetti). Scribbly, aspirante fumettista, non era un nerd nel senso di secchione; a scuola i compagni lo adoravano perché rispondeva a tono all’insegnante e riusciva a saltare le lezioni per dedicarsi ai suoi fumetti.

Ma era un nerd perché aveva quello che ai nostri occhi, oggi, è un look da nerd: occhialoni e denti sporgenti, ed era così basso da dover salire sui trampoli per poter ballare con la sua fidanzata. Il suo nemico, nonché rivale in amore, era uno sportivo di nome Bentley.

Nel novembre del 1953 una rivista pubblicò un fumetto dello studente Norm Kurdell, che riassumeva in una sola tavola tutto quanto c’era di buffo in una particolare tipologia di studente. Il protagonista portava occhiali e cravatta, aveva le braccia magrissime e i capelli a spazzola.

Il suo modo di attaccare bottone con l’altro sesso era decisamente poco convenzionale: si sedeva accanto a una donna che non ne voleva sapere niente di lui e le diceva: «Allora, si prende la radice quadrata dell’accelerazione e si divide per il coefficiente di frizione, e naturalmente così otteniamo…».

Era un modo di descrivere il sesso come un processo meccanico: il tentativo, da parte di una persona che ragionava come una macchina, di affrontare un bisogno animale. È però negli anni sessanta che lo stereotipo del nerd assunse la sua forma completa.

Ma i nerd nella realtà oggi non sono più quegli sfigati, con grandi occhiali e camicie a dir poco vintage: oggi i nerd si mettono in giacca e cravatta o jeans e dolce vita. Viviamo degli anni in cui chi nell’adolescenza era un nerd oggi vede il suo sogno realizzato ed è così che personaggi come Steve Jobs, Bill Gates, Mark Zuckerberg (fondatore di Facebook), Linus Torvalds (creatore di Linux), sono detti nerd con un’accezione positiva e non hanno nulla a che vedere con Steve di Otto sotto un tetto (che rispecchia lo stereotipo negativo del nerd).

Questa visione positiva dei nerd è iniziata negli anni novanta, quando personaggi come quelli appena citati, grazie alle loro capacità intellettuali, sono riusciti a raggiungere un successo finanziario mondiale. I nerd hanno contribuito a cambiare la nostra vita: dobbiamo a loro il semplice gesto di fare una telefonata ovunque siamo o scrivere non più solo su carta. Ogni loro creazione, ogni loro passione, ora è parte della nostra vita, del nostro quotidiano.

Anche nel mondo della tv pian piano i nerd han fatto capolino come protagonisti, magari un po’ fissati, ma non poi così sfigati. Un esempio che tutti conoscono è il personaggio di Seth Cohen di O.C., appassionato di fumetti, ma anche autoironico, citazionista e tutt’altro che brutto.

La tv tende a stereotipizzare, ma fa anche cultura: così dopo il bombardamento di nuovi archetipi riguardanti il nerd, questo è diventato quasi più popolare dei soliti ragazzi muscolosi e palestrati della scuola.

Nasce così la nuova cultura del “Nerd Pop”, che come ogni fenomeno pop si appella alle masse, più interessate ad apparire che ad essere, prendendo un fenomeno sociale, culturale o artistico spesso di nicchia per renderlo un fenomeno di costume diffuso e alla moda. Così essere nerd diventa figo… un modo di essere alternativi!

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7 commenti per “La rivincita dei nerd

  • Anonimo ha detto:

    Oggi ho realizzato di essere nerd.ho realizzato anche che farne una classe sociale con un fastidioso nome sia davvero da razzisti.e anche che ogni persona debba vivere la propria vita senza ascoltare la società che un giorno viene a dirti che cosa sei senza neanche sapere chi sei veramente.

    • Selene Belingheri ha detto:

      Sicuramente è sbagliato etichettare eppure tutti noi lo facciamo in continuazione e ti dirò ho letto spessissimo che essere nerd non è poi così grave è solo avere delle passioni. Quindi chiunque si sentisse etichettato forse dovrebbe prenedere il buono della sua etichetta!

  • Selene Belingheri ha detto:

    Durante la mia ricerca ho letto di molti Nerd che si lamentavano come detto da te Gabri del fatto che sia diventata una moda essere, ma soprattutto apparire nerd! Altri invece (probabilmente quelli che hanno vissuto prima l’isolamento e poi il reintegramento) dicevano che si sentivano più accettati pur sapendo di essere diversi da chi si mostra come loro, questo mi ha colpito perchè ho capito quanto sia importante essere uguali nonostante tutti diciamo di essere diversi!

  • Gabri ha detto:

    Ottimo articolo, solo una considerazione: l’essere nerd è stato completamente snaturato negli ultimi anni, basta guardare nell’ambito del filone cinematografico “commedia all’americana/teen movies” (capostipite American Pie) come il nerd alla fin dei conti prevalga sullo sportivo in virtù della sua simpatia. Ma successivamente, negli ultimi anni, l’alta moda ha colpito ancora: ha individuato nel modo di vestire del nerd un che di fashion e quindi ha abbinato ciò a un bel corpo, il fisico del tanto odiato sportivo. Tutti adesso si comprano gli occhialoni da nerd, ma è per essere fighi, così come impone la moda. Per i nerd, è un vero e drammatico snaturamento…

  • Matteo ha detto:

    Così come lo è stato per l’emo, il gabber e via discorrendo:

    un modo di apparie più di essere, per uniformarsi più che per differenziarsi.

    Personalmente non so se posso definirmi nerd(sono interessato a pc, fantasy e via discorrendo e porto occhiali a montatura larga), ma se quello che sono porta altri a definirmi così, bhè, chissene.

    • Selene Belingheri ha detto:

      Proprio vero pian piano l’apparire diventa così importante che non importa cosa sta dietro un idea, l’importante è lo stile!

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