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Social-mente affetti

di Giulia Guizzardi

Pubblicato il

È l’unicità la variante all’alternativa. In questo mondo dominato dai social network c’è sempre un’altra possibilità: Flickr, Tumblr, Twitter, Facebook, Google+ e i loro fratelli sovrabbondano di popolazione e si sovraccaricano con facilità.

Facebook primeggia: 13 milioni  di collegati alla propria bacheca con frequenza quotidiana. I dati forniti da Audiweb registrano all’ incirca 27 milioni di utenti italiani connessi alla Rete, il che significa che circa uno su due spende la propria connessione ed il proprio tempo online sul social network per eccellenza.

In poco le piattaforme si discostano l’una dall’altra, anzi si collegano e si integrano tra loro con varie funzioni come “collega gli account”, però differiscono quel tanto che li rende necessari ai rapporti sociali: c’è chi si specializza nelle foto, chi nelle bloggate, chi negli aggiornamenti continui e impazienti del popolo del web.

Proviamo con curiosità a frequentare la bacheca di un qualsiasi profilo-utente (non più persona reale): numerosi tag – per contattare gli amici a ogni ora del giorno e della notte, gruppi – per riunire profili sotto la bandiera di un interesse comune o missione che dir si voglia, “si trova qui” – ossia registrazioni digitali nel luogo più cool del momento dal proprio smartphone di ultima generazione (meglio se siglato dal logo con la mela morsicata, il cui ideatore fu Steve Jobs).

Sei smartphone dipendente? In questo mondo hai molte opportunità per rendere il tuo oggetto del desiderio unico e simile a te, scaricando app su misura per ogni occasione e personalizzandolo con cover colorate.

Le applicazioni più diffuse del momento sono quelle che ti connettono con il mondo social anche dal piccolo schermo; difatti le app per social network rappresentano la terza categoria più usate fra i possessori di smartphone.

Telefoni che operano in tutti i campi della tecnologia tendono sempre di più ad avvicinarsi alla soglia del personal computer, più maneggevoli e piccoli di un notebook e di un netbook, telefonano, mandano sms, mms, email, si connettono alla chat e rimangono costantemente aggiornati grazie alle memorie espandibili e la loro innata versatilità.

«Ci si sente dopo su Facebook» oppure  «quando sei online twittami» dice la mamma ansiosa alla figlia universitaria fuori sede. I social network calmano gli animi, li rendono affini, più coraggiosi, ma anche più inclini a rispettare il parere dell’altro, oppure a non rispettarlo affatto, ma rigorosamente in gruppo. Nel rigore della conformità, c’è un’alternativa. Sta a voi sceglierla.

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