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Siamo in guerra?

di Beatrice Bittau

Pubblicato il

… SENZA REGOLE NE’  GIUSTIZIA

«Parlo come uno che è in guerra» dichiara a Repubblica uno dei “black bloc” arrestati dopo lo scorso 15 Ottobre. E descrive con cura la strategia militare adottata dai violenti.

«Quei loro blindati sono bersagli straordinari… Prenderli ai fianchi è uno scherzo. Squarci due ruote, infili un fumogeno o una bomba carta vicino al serbatoio ed è fatta».                                                                                                                                      Dalla sua bocca escono queste parole, ma non è lui che parla, bensì una retorica scollegata da qualsiasi logica.

SFASCIARE,  NON COSTRUIRE- una società più giusta, magari.

 

«Un anno fa, avevamo solo una gran voglia di sfasciare tutto. Ora sappiamo come sfasciare. A Roma, abbiamo vinto perché avevamo un piano»                                                                                         Quello che spaventa è che si parli soltanto di “sfasciare tutto” in senso materiale, non ideologico– lo abbiamo visto- come se questo fosse utile.

 

Ciò che questo ragazzino- di 30 anni- non capisce, è che indossando il cappuccio nero e la maschera antigas non è andato ad affossare il sistema.                                                                                                                   Con  questa “ guerra” volevano sovvertire l’ordine economico sociale attuale? Di fatto ne sono stati i più strenui ed efficaci difensori, e questa è la più grande beffa oltre il milioni di euro di danni stimati per Roma.

I VERI DIFENSORI DELL’ORDINE – Neri, felpe nere, incappucciati… hanno messo a tacere l’unica reale speranza di cambiamento, cittadini che si uniscono per fare politica, le 300 mila persone united for global change della manifestazione contro la crisi. Le frange violente del corteo, lo scorso sabato, hanno difeso l’ordine attuale delle cose meglio di qualsiasi corpo di polizia.

In questo modo hanno fatto giustizia? Un carabiniere corre via dal suo mezzo in fiamme, per impedire che cinquanta incappucciati lo ammazzino di botte, corre, fino a “ un drappello di impauriti finanzieri che fanno testuggine con gli scudi di plastica sotto una pioggia di sassi ”. ( M.Lugli, Repubblica)

Questa è giustizia sociale? Qual è il contenuto politico di tutto ciò?

Il termine Black Bloc non designa un’ ideologia o un’ organizzazione, ma soltanto una tattica di protesta, che prevede: marciare in blocco con abiti neri o militari, per creare impatto visivo; atti vandalici; ricerca dello scontro diretto con le forze dell’ordine.

A Roma si è staccato dal corteo principale un blocco di un centinaio di persone, arrivati in Piazza S. Giovanni erano 3000. Si erano aggiunti anche ultrasgruppi di destra, come Casa Pound.

C’è chi dice che le felpe nere sono state pagate, proprio per creare disordini e scontri. Ma la realtà è molto più banale.

Giardullo – segretario generale del sindacato di Polizia Silp-  spiega: «Il governo Berlusconi ha deciso di blindare la zona delle sedi istituzionali, lasciando il resto della città in mano ai violenti. Un modello che è già stato usato a Genovae non ha funzionato. Queste sono scelte politiche e non tecniche». ( Corriere della Sera,17 ottobre)

Se di guerra si tratta, il 15 ottobre ci ha offerto lo spettacolo di una guerra tra poveri.

PARTI  LESE- Da un lato della strada,  gli “indignati” che sono studenti, ricercatori, precari, disoccupati, operai lavoratori e licenziati. Persone comuni, la Cgil, i Cobas, l’Arci e Legambiente.

Dall’altro, le Forze dell’ordine, che la professione chiama a difendere uno Stato che gli fa pagare caro centimetro per centimetro il tessuto della divisa che portano. Fresco del 30 settembre 2011, il DPCM con Berlusconi e Tremonti che firmano un taglio di 700 milioni al ministero dell’Interno, 60 milioni in meno alle voci ordine pubblico e missioni.

«gli indignati siamo noi- non abbiamo i fondi per la benzina».

Il 19 ottobre i Poliziotti scendono in piazza, si affiancano i militari dell’esercito.

il Cocer, che rappresenta l’Arma dei Carabinieri dichiara:

« La sicurezza per l’italiano è gravemente compromessa. Garantire sicurezza, per i Carabinieri vuol dire lavorare gratis, per i nostri amabili parlamentari vuol dire aumento di servizi di esclusiva utilità gratuiti perché pagati con i sacrifici dei cittadini tutti e con i tagli ai servitori dello Stato garanti dell’ordine e della sicurezza pubblica»

Due parti, ma membra di uno stesso Paese che soffre la stessa crisi. È assurdo pensare che lottino l’una contro l’altra.

“ abbiamo vinto!” dicono i violenti… Ma Sabato scorso ha perso tutta l’Italia.

E non c’è stata giustizia per nessuno.


 

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12 commenti per “Siamo in guerra?

  • leather ha detto:

    Questo articolo riporta dei numeri e dei fatti abilmente manipolati da chi lo ha scritto per far raggiungere quello che voleva: sputare sul governo per l’ennesima volta.
    E nessuno ne ha bisogno più.
    Abilmente e ampiamente decentrato verso sinistra, sempre con menzione dei gruppi “di destra” e delle “malefatte” e presunti tagli dell’attuale governo.
    Berlusconi capro espiatorio anche stavolta di una rivolta che è stata fatta da incivili e quasi del tutto di gruppi di estrema sinistra e STRAVOLUTA dai gruppi di SINISTRA “MODERATA” ed ESTREMA. Ma certo un gruppo di destra dentro c’era eh!
    Sarà sempre colpa di Berlusconi e del suo governo? Forse sì, forse no ma di sicuro un pretesto per dargli la colpa di qualcosa c’è stato anche stavolta.
    Complimenti a chi ha scritto l’articolo, perchè è riuscito (o ha tentato) subdolamente di far passare solo ciò che voleva e peraltro far passare in secondo piano la violenza ingiustificata che c’è stata, anzi di farla sembrare quasi necessaria o ovvia conseguenza di qualcosa che non sta bene all’articolista.

    Tra parentesi, io non sono di destra ne di sinistra, ma sono obbiettivo, gli italiani hanno il bisogno di un po’ di imparzialità in più e di sentire meno accuse (soprattutto meno accuse a Berlusconi che ormai non sono più credibili), col rispetto delle opinioni di tutti naturalmente.

    • Beatrice Bittau ha detto:

      “E nessuno ne ha bisogno più. Abilmente e ampiamente decentrato verso sinistra, sempre con menzione dei gruppi “di destra” e delle “malefatte” e presunti tagli dell’attuale governo.”

      sono d’accordo, non abbiamo bisogno di facili lamentele, ma di impegno politico da parte di tutti, di tutta la popolazione, a prescindere da destra o sinistra.
      quello che volevo sottolineare era il fatto che il 15 ottobre ci hanno rimesso tutti i cittadini italiani, perchè erano in piazza per manifestare e sperare in un cambiamento possibile e si sono ritrovati in mezzo a una guerriglia assurda, autolesionista per questo Paese dove è ormai infantile pensare che lo “scontro fra cortei e sbirri” possa avere qualcosa di eroico, possa risolvere qualcosa.
      entrambe le parti soffrono i tagli del governo -che sono assolutamente reali- e invece di unirsi per il bene comune lottano fra loro in piazza, devastando Roma.

      ti sembra abbia un senso?

      ” passare in secondo piano la violenza ingiustificata che c’è stata, anzi di farla sembrare quasi necessaria o ovvia conseguenza di qualcosa che non sta bene all’articolista.”

      sei sicuro di aver letto il MIO articolo?
      in realtà è l’esatto opposto di ciò che volevo far passare.
      “SFASCIARE, NON COSTRUIRE- una società più giusta, magari.” “Si erano aggiunti anche ultras e gruppi di destra, come Casa Pound.”
      ho scritto questo, non perchè volevo infilarci dentro la destra, ma perchè così stato e lo sottolineo perchè questo è emblema dell’assoluta mancanza di contenuto della protesta del Blocco Nero di sabato.
      ciò che è importante sottolineare è che il gruppo che ha devastato Roma non era accomunato da nessun ideale- se non quello della violenza dello slogan “sfasciamo tutto”.

  • icedream ha detto:

    mi sembra che quest’articolo sia un ulteriore pretesto un po’ fazioso per attaccare berlusconi ed il governo cosa lecita, per carità, però mi sembra un po’ che siano stati strumentalizzati alcuni fatti e numeri. Mi sembra per lo meno fuori luogo sottolineare la presenza di gruppi di estrema destra quando i black bloc spesso fanno parte dei centri sociali e l’intera manifestazione è stata voluta dalla sinistra. Va bene è tutta colpa di berlusconi e del governo avete ragione voi anche di questa manifestazione e sarà colpa sua anche dei probabili scontri in val di susa di domani..ma intanto chi glielo spiega all’unione europea che siamo l’unico stato a non volere l’alta velocità? comunque scrivo nel rispetto delle opinioni di chiunque, io sono moderato e ritengo che il governo abbia commesso molti errori, però non mi sembra che abbia colpe anche per ciò che è avvenuto a roma. saluti

  • Lucia Pugliese ha detto:

    Io sono d’accordo con Beatrice, e davvero Ice dream, ti prego di rileggere attentamente il suo articolo. Mi pare, poi chiunque è libero di correggermi se sbaglio, che l’intenzione fosse qui di far notare come una violenza assurda, puramente distruttrice, abbia finito per rovinare il diritto ad esprimersi di chi portava in piazza un’idea( più o meno condivisibile, per carità)e non spranghe e bastoni. Fra i dimostranti pacifici non c’era un solo partito politico: “l’indignazione” accomuna persone di estrazione sociale e ideali diversissimi. Non si tratta, come piace dire a molti giornalisti, di un sentimento di odio verso questo presidente del consiglio, bensì dell’espressione di un disagio verso un’intera classe politica(destra e sinistra) che non dimostra di agire nell’interesse del cittadino. I fatti di Roma ne sono l’ulteriore prova, perchè i Black Block potevano e dovevano essere fermati prima. Ma se le forze dell’ordine vengono dislocate male e vengono anche private dei mezzi,come osserva Beatrice, che possono fare?
    E così ecco il disastro:a Roma si poteva iniziare a costruire qualcosa. Invece abbiamo visto solo la nostra democrazia fatta a pezzi: da un lato la violenza gratuita, dall’altro il potere che protegge solo se stesso.
    Un’ultima cosa: forse sbagliamo a rifiutare l’alta velocità. Io non me ne intendo, e non mi esprimo in merito. Tuttavia fare una cosa perchè la fanno tutti è sbagliato tanto quanto rifiutarla a prescindere. Occorrerebbe parlarne e valutare. Tuttavia, chi si fida più ormai delle rassicurazioni dei politici? Hanno tirato troppo la corda: il risultato è che un progetto, che magari potrebbe essere buono (ripeto, non esprimo opinioni perchè so molto poco a riguardo), viene rifiutato dalla popolazione, perchè viene percepito come l’ennesima prepotenza del potere.
    E così ecco altra violenza. E a rimetterci sono coloro che sperano ancora che in questo paese si possa costruire qualcosa.

  • Nicola Dellapasqua ha detto:

    mi sento di esprimere la mia solidarietà a beatrice e di complimentermi per il buon articolo. francamente questo difesa d’ufficio al governo espressa nei commenti che ho letto mi pare assolutamente paranoica e fuori luogo. mi sembra un fatto oggettivo che il giorno della manifestazione in questione l’ordine pubblico non sia stato assicurato in maniera efficiente, non credo ci sia bisogno di accusare nessuno di misticazioni o di lesa maestà nei confronti del premier se si appura questo. come diceva montanelli delle due l’una:o si pone come dato di fatto che lo stato italiano non ha neppure la forza coercitiva per evitare che poche migliaia di facinorosi mettano a ferro e fuoco roma o bisogna prendere atto che sono state commesse leggerezze nella tutela dell’ordine pubblico e che di conseguenza vi sono delle oggettive responsabilità, se non della persona di berlusconi, comunque del ministero degli interni e degli organi (prefettura/questura) deputati alla tutela della difesa della società civile da questi criminali, aggressori del nostro ordinamento. per il resto l’unica mistificazione pare l’ossessiva riproposizione nei commenti letti del ”teorema berluscones” ovvero appena si mette in discussione o si cerca di ragionare sull’operato del governo subito a buttare sull’interlocutore il macigno dell’accusa di ritenere berlusconi la matrice dei mali del mondo, così da trasformare una discussione su questioni di merito in una guerra di religione. per quanto mi riguarda il tempo delle religioni politiche è finito da un pezzo. da tempo ho deciso che le professioni di fede le faccio solo in chiesa. per fare bene il mestiere del cittadino non bisogna credere ma ragionare. e questo articolo mi ha spinto a farlo. saluti

  • Lorenzo ha detto:

    Distruggere fa parte del processo creativo, perciò bruciare i soldi è una provocazione. Vogliono vedere che cosa succede a sfasciare il mondo, vogliono cambiare le cose. (da Donnie Darko)

  • Elena Ramilli ha detto:

    senza accusare governo, berlusconi o chi altro, si dovrebbe ragionare, a mio parere, riguardo al fatto che volontariamente non è stato evitato il peggio, così da strumentalizzarlo contro chi ha manifestato in modo pacifico. Questa secondo me è la beffa più grande.

  • Lorenzo Gasperoni ha detto:

    Mah questo articolo penso sia molto più pacato di quanto alcuni commenti vogliano farlo sembrare. E non mi pare sia un’apologia della sinistra italiana. Iniziamo un po’ a guardare oltre la punta del nostro naso e del nostro piccolo orgoglio di parte. Se un governo fa politiche sbagliate va detto. Mi fa un po’ ridere che ci si definisca super partes dopo che si è detto con incredibile sicurezza (ci fornisci qualche prova?, sarebbe interessante) che la manifestazione è stravoluta dalla sinistra). Valutazione se non altro grossolana e che umilia un po’ le vere motivazioni sociali che hanno spinto i pacifici a manifestare.

  • leather ha detto:

    Innanzitutto vorrei precisare che nessuno vuol far sembrare questo articolo poco pacato o inadeguato.
    Ho solo detto, a mia personalissima opinione (ed evidentemente condivisa anche da qualcun altro) che è un po’ fazioso. Si può essere d’accordo oppure no. Se poi mi sono sbagliato meglio così ma, ripeto, non sono l’unico a notare questa cosa.

    @ Lorenzo: potrei anche accusare la sinistra anche se sono di sinistra, per essere obbiettivo.
    Essere super partes e poi non auto-accusarsi non è essere super partes.
    E poi non sto accusando nessuno. E non c’entra niente con l’orgoglio, commento l’articolo solo per dire la mia opinione e capire quella degli altri, se fosse una questione di orgoglio farei altro che scrivere su internet in un box commenti peraltro dicendo la mia per primo e non rispondendo ad altri. A meno che tu e l’autore non pensiate che l’articolo sia volutamente provocatorio per la destra, allora in quel caso sono sempre più convinto della imparzialità dello stesso.
    Le prove non servono, sono nelle coscienze di chi ha voluto tutto ciò e le dichiarazioni dei politici non sono da sottovalutare (poi i black bloc sono gruppi di estrema sinistra, gli organi manifestanti pacificamente erano quasi tutti di sinistra e nessuno comunque ha fatto niente per autoregolare la manifestazione, come è stato fatto ad esempio in val susa e le cose sono andate meglio – e qui vi do ragione sul fatto che la violenza serve solo a cancellare le vere motivazioni di ogni cosa. Anche se secondo me nel caso di sabato, molti sapevano delle infiltrazioni e hanno fatto finta di niente – mio pensiero.

    @ Elena: tutto può essere, io non credo sia così. Insomma spero che non lo sia. Pensare sempre che ci sia una strumentalizzazione, pensare sempre ed essere convinti che ci sia il male a prevalere sul bene non manda avanti nessuno.
    A pensare sempre male allora si può anche dire che quello che stai dicendo è una strumentalizzazione al contrario, sembra quasi che si usi la violenza come pretesto (perchè non si hanno altri argomenti) per sostenere il “siamo noi le vittime i violenti ci hanno rovinato tutto e la protesta è stata inutile, le idee buone le abbiamo noi e non sono state ascoltate”.

    @ Nicola: non difendo nè accuso il governo, era solo un mio ragionamento, volevo solo essere obbiettivo e dire che secondo me l’articolo era un altro dei pretesti per riproporre il “teorema berluscones”. Se mi sbaglio tanto meglio, ma la mia opinione è la stessa. Sono d’accordo con te nel dire basta alla guerra politica, sarebbe bello ragionare costruttivamente per migliorare il paese.

    @ Beatrice: non era nulla di personale, solo una mia osservazione. E’ anche un bell’articolo, però – per me e non solo ME – tira da un lato.
    Cit. “emblema dell’assoluta mancanza di contenuto della protesta del Blocco Nero di sabato” sono d’accordo con te.

  • Lorenzo Gasperoni ha detto:

    Alla fine non la pensiamo in modo così diverso. Solo che la dietrologia sta iniziando a diventare per me insopportabile e mi piacerebbe che si ragionasse un po’ di più intorno ai fatti che alle supposizioni. E poi sinceramente non attribuirei un’intelligenza così raffinata alla “sinistra” italiana, tale da tenere le redini di fenomeni di quella portata. A presto.

  • Alessandra ha detto:

    Al di là delle convinzioni politiche e delle accuse di faziosità, quello che in generale emerge da tutti i commenti fatti da media e politici sulla manifestazione del 15 ottobre, io penso che in ogni caso sia necessario riflettere su un concetto: i cortei non sono più efficaci per portare a dei cambiamenti reali. Nessuno sembra essersi chiesto per quale motivo la gente è scesa e perché sono entrati in atto meccanismi di violenza organizzata [che non condivido]. E’ necessario trovare forme alternative di rivolta, forme non violente, che però possano avere degli effetti reali. Facciamo uno sciopero dei consumi per qualche giorno per esempio, vediamo che succede…vediamo se il presidente del Consiglio di turno avrà di nuovo il coraggio di dire che “in Italia la crisi non è così forte perché i ristoranti sono sempre pieni”…

    ps. icedream, come immagino saprai, i Notav sono riusciti a fare una manifestazione pacifica in cui hanno violato la zona rossa senza scontri…

  • Alessandra ha detto:

    ehm, scusate, nella fretta ho fatto un po’ di errori di battitura…

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