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Regole

di Francesco Campana

Pubblicato il

Sono poche le regole che contano nella vita.

Certe volte ci illudiamo che più regole abbiamo, più la nostra società è progredita. Vorremmo una regola per sancire il corretto utilizzo di ogni cosa, che stabilisca i termini di una corretta relazione, che ci aiuti a vincere l’indecisione fra giusto e sbagliato.

Altre volte siamo in piazza a bruciare i faldoni che ammuffiscono negli archivi del legislatore, ci sentiamo oppressi dalla burocrazia, sentiamo di essere ingranaggi vincolati dalla routine.

Vogliamo regole che ci tutelino, ma che ci lascino liberi di fare quello che ci pare. Forse non ci rendiamo conto che la nostra libertà consiste proprio nel decidere quali regole rispettare.

La regola che mi fa comodo o la regola giusta.

Vedo nella regola un fallimento dell’intuito, del rispetto, dell’amore.

Una regola che deve tutelare ciò che è ovvio è una regola terrorizzante, segna che le fondamenta iniziano a cedere. La fiducia rende le regole banali, la paura le fa più dettagliate.

Se fossimo così bravi da intuire cosa è giusto non solo per noi stessi, le regole risulterebbero totalmente superflue.

Ma sarebbe una noia mortale.

Siamo in tanti e tutti diversi, ma non dobbiamo perdere l’entusiasmo di darci delle regole. C’è chi è mosso unicamente dal proprio tornaconto personale, chi da un altruismo cieco ed ingenuo, chi ricerca un ordine di giustizia trascendentale, chi ci richiama al materialismo della quotidianità. Certe volte può succedere che la cosa migliore sia non darsi una regola. Ma anche questa è una regola.

Ce lo ripetiamo spesso, ma dobbiamo scrivere nuove regole. Regole per una nuova economia, regole per aprirci al mondo, una regola per fare le regole. Speriamo di avere la diligenza di rispettarle.

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6 commenti per “Regole

  • Manu ha detto:

    Hai detto bene: “La fiducia rende le regole banali, la paura le fa più dettagliate”.
    Le regole devono esistere. La maggior parte delle volte è sbagliato il fine per cui le regole vengono create.
    La regola fondamentale dovrebbe essere il rispetto assoluto della natura che ci circonda. Parlo soprattutto per quelle aziende e multinazionali che ci contaminano. E noi, a nostra volta, comprando i loro prodotti, veniamo contaminati e contaminiamo a nostra volta. E’ un’esigenza, più che una regola, insita nel nostro NASCERE-VIVERE, CRESCERE-VIVERE, VIVERE-MORIRE

  • Sabry ha detto:

    credo che le regole debbano puntare al bene. spesso indicano una strada da seguire, non solo una decisione da prendere. e questo ci confonde!fatta la regola, occorre la vigilanza nel rispettarle… che spesso affidamo solo all’autorità. La fedeltà alle regole e quindi a noi stessi, che spesso ne siamo creatori e custodi, spetta prima di tutto a noi. Se la regola fa il bene ed il bene è di tutti, dovrebbe spettare a tutti, richiamarci a rispettarle. Forse è l’indifferenza alle regole date per noi e per gli altri che ci frega!è così difficile richiamare un altro al rispetto delle regole! dal fare la fila, dal non usare scorciatoie non eque per tutti, dal non costruire case abusive, dal pagare le tasse, dal votare. le regole vanno a passeggio con diritti e doveri. Sabry

  • […] scritto per Regole, numero di Ottobre/Novembre di Dissonanze> Share this:Like this:LikeBe the first to like this […]

  • Oliver ha detto:

    abbiamo bisogno di “buone regole” che tutti debbono rispettare. Ne abbiamo le scatole piene di governanti ,locali o nazionali,preoccupati solo di produrre “regole finalizzate”. Abbiamo anche bisogno che i primi a rispettare quelle regole siano le persone che le hanno fatte nella consapevolezza che solo così si potrà sperare in una società più giusta.Dobbiamo impegnarci ( ed adoperarci tutti)per una stagione che ci dia non solo una buona politica ma, soprattutto, una buona clase politica per realizzare una buona politica
    +1

  • Alessandra ha detto:

    “Se fossimo così bravi da intuire cosa è giusto non solo per noi stessi, le regole risulterebbero totalmente superflue”…non sempre le regole servono a stabilire ciò che è giusto e ciò che è sbagliato. Possono anche indicare la procedura corretta per raggiungere un obiettivo, e in quel caso non c’è un giusto e sbagliato, ma più semplicemente la necessità di stabilire un metodo convenzionale uguale per tutti.
    Il problema è riuscire a stabilire regole eque, che facciano l’interesse di tutti mediando tra le parti

  • Mario Molinari ha detto:

    abbiamo bisogno di “buone regole” che tutti debbono rispettare. Ne abbiamo le scatole piene di governanti ,locali o nazionali,preoccupati solo di produrre “regole finalizzate”. Abbiamo anche bisogno che i primi a rispettare quelle regole siano le persone che le hanno fatte nella consapevolezza che solo così si potrà sperare in una società più giusta.Dobbiamo impegnarci ( ed adoperarci tutti)per una stagione che ci dia non solo una buona politica ma, soprattutto, una buona clase politica per realizzare una buona politica

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