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Sol Invictus

di Angela Gattei

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Sarà a causa del suo attraente campo magnetico, del suo splendore accecante, della strana corrispondenza fra elementi del cielo (sole/pioggia) e della terra (fuoco/acqua), dell’importanza della luce e del calore per la vita in tutte le sue forme, il sole è stato il protagonista indiscusso di culti, riti e credenze religiose, mitiche e/o esoteriche.

Amon-Ra, Mitra, Sol Invictus, Aion, Zeus e Giove sono solo alcuni dei nomi attribuiti al dio sole, venerato dai popoli pagani prima dell’avvento delle grandi religioni monoteiste.  Era venerato perché incontrollabile, perché attraverso il suo moto apparente agiva sull’organizzazione della vita dell’uomo, dal lavoro, alla vita sociale, al sistema economico legato all’agricoltura. E se Tolomeo l’aveva declassato a pianeta luminoso incastonato nella rigida cosmografia geocentrica (nonostante Amon Ra fosse il dio più importante del pantheon egizio, tanto che gi imperatori prendevano l’appellativo di Figli del Sole), Galileo Galilei lo ha riportato al centro dell’universo, posto sotto lo sguardo curioso di scienziati e astronomi.

Tuttavia la rivoluzione scientifica, la scoperta dell’elettricità, del carbone, del petrolio e  l’avvento dell’industrializzazione hanno di nuovo allontanato l’uomo dal sole… con l’avvento del capitalismo del sole non c’è stato più bisogno. I cambiamenti climatici, la siccità e l’effetto serra hanno offuscato la bellezza e lo splendore del sole, che solo è diventato un affare turistico. Ci hanno offerto un sole di cartone, ci hanno quasi convinto che l’uomo avrebbe potuto farne a meno, che sarebbe stato even better than the real thing.

Ma ognuno lo sa… le bugie hanno le gambe corte. Non possiamo sopravvivere senza i raggi caldi del sole, senza la luce e senza il suo calore… non possiamo smettere di venerare e rispettare il sole, non possiamo smettere di guardare il sole e rimanere accecati dal suo splendore.

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