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Quando il sole è la cura

di Lucia Pavolucci

Pubblicato il

Il sole può far bene alla mente?

Sembra di sì, infatti il suo ruolo è determinante nell’origine di uno dei più comuni disturbi psichiatrici: la depressione.

La depressione è una condizione mentale caratterizzata dalla presenza di episodi di tristezza, agitazione o rallentamento mentale e motorio, mancanza di interesse per tutte o quasi le attività quotidiane e comparsa di sentimenti di colpa eccessivi o inappropriati.

Oltre alla sfera dei sintomi classici, la depressione può manifestarsi anche con il coinvolgimento di funzioni corporee: riduzione o aumento di peso, insonnia o ipersonnia, riduzione della libido, stanchezza o mancanza di energia nei confronti di attività motorie e mentali.

Questo disturbo rappresenta un problema sociale, poiché le persone che ne soffrono hanno un rischio di suicidio considerevolmente più alto rispetto al resto della popolazione: il 4-5% degli individui depressi arriva infatti a togliersi la vita.

Ma il sole in tutto questo che c’entra? La risposta viene dalla ricerca sulla frequenza del disturbo in Europa, osservata tra gli altri dallo European Study on the Epidemiology of Mental Disorders in sei diversi Stati del vecchio continente.

I risultati? In Italia e Spagna, che hanno un’esposizione solare più marcata rispetto agli altri Paesi analizzati, si riscontrano tassi di depressione più ridotti. Sicuramente il sole non è l’unico elemento che spiega queste differenze di diffusione, ma di certo contribuisce in maniera rilevante: vediamo come.

Alcune funzioni corporee vengono dirette da un orologio biologico, il cosiddetto ritmo circadiano. Si tratta di un ciclo di 24 ore attraverso il quale l’attività cerebrale, la produzione di ormoni, l’alternanza sonno-veglia, la temperatura corporea e la pressione sanguigna vengono finemente regolati.

Il principale sincronizzatore di questo ritmo è rappresentato proprio dalla luce solare. Nei pazienti depressi è stato evidenziato come siano considerevolmente alterati diversi aspetti regolati dal ritmo circadiano. Infatti si riscontrano aumentati livelli di cortisolo, l’ormone dello stress, ma anche ridotte concentrazioni di ormone tireotropo, che regola la funzione della tiroide. Si  riscontrano inoltre squilibri a livello del sonno notturno, come nella produzione e funzione di due sostanze che regolano l’attività cerebrale: noradrenalina e serotonina.

È quindi evidente come nella depressione si verifichi una sorta di scompenso biologico: per ripristinare la regolarità dell’organismo, uno strumento efficace sarebbe proprio l’esposizione alla luce. Diversi esperimenti effettuati su pazienti depressi hanno dimostrato come la light terapy porti ad un miglioramento consistente dello stato dell’umore, determinando di fatto un riequilibrio delle alterazioni biologiche sopra descritte.

In conclusione, la luce non solo può rappresentare la cura, ma anche un elemento di prevenzione: chi è più esposto al sole come i Paesi mediterranei è anche più protetto contro la depressione.

 

Fonti:

Harrison’s Principles of Internal Medicine – Kasper, Braunwald, Fauci
Circadian rhythm disturbances in depression – Germain, Kupfer
Pubmed

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