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She’s only happy in the sun

di Chiara Tadini

Pubblicato il

Qual è la vostra stagione preferita?

La mia è l’estate. Il mare, il caldo, le notti spensierate, i gelati, i vestiti leggeri, ma soprattutto: il sole. Sono tutti elementi che mi mettono allegria, che mi rasserenano.

…Oserei dire che mi fanno stare meglio.

C’è una parola per definire con più precisione questo fenomeno: “meteoropatia” (spesso scritto erroneamente metereopatia). Con il termine meteoropatia si indica un insieme di sintomi negativi di tipo psicologico e fisiologico legati alla variazione delle condizioni meteorologiche (come pressione atmosferica, temperatura, umidità, quantità di precipitazioni e di sole, intensità del vento) nell’arco di breve tempo o sulla base dell’alternarsi delle varie stagioni. Lo sappiamo fin dal tempo degli antichi Romani: tutte le condizioni che coinvolgono la sfera della psiche, come lo stress o la depressione, sono condizionate dal tempo e dalle stagioni. Persone celebri hanno sofferto di questo fenomeno: il celebre musicista Wagner faticava sullo spartito del Parsifal rimpiangendo il sole, così come il poeta Goethe, quando scriveva «Sono le menti nobili a soffrire di più degli effetti nocivi dell’atmosfera. ». Attualmente, sembra che questo fenomeno arrivi a colpire addirittura un italiano su quattro!

Ma perché ciò accade?

Il nostro organismo tende continuamente all’omeostasi, all’equilibrio di tutte le sue componenti: quando gli sbalzi di temperatura lo mettono in difficoltà, esso non sempre riesce a reagire e a ritrovare il suo normale funzionamento. Una momentanea difficoltà in tal senso può capitare a tutti (così come capita a me quando torna l’inverno), ma nelle persone maggiormente soggette a tali dinamiche, definite appunto meteoropatiche, le variazioni climatiche possono dare vita a vere e proprie patologie psicofisiche, provocando così scompensi e disturbi di vario genere.

Un fenomeno strettamente legato alla meteoropatia è la “meteorosensibilità”, che provoca la riacutizzazione di problemi già esistenti nella persona proprio in concomitanza alle variazioni di temperatura o clima, come accade a chi soffre di asma, allergie o reumatismi.

Ma la mancanza o la scarsa presenza di luce solare può provocare un terzo tipo di fenomeno, noto come “Seasonal Affective Disorder” (SAD): esso si verifica soprattutto all’inizio dell’inverno, con la diminuzione delle ore di luce, e provoca sintomi quali insonnia, irritabilità e stanchezza.

Certo, è vero che a quasi tutti noi l’inverno e il freddo mettono tristezza, ma non a tutti basta una tazza di cioccolata fumante sorseggiata davanti a un caminetto acceso per rasserenarsi….

 

Il verso del titolo è di Ben Harper

 

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