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Verona, trasferimento del Sert: sì a una ghettizzazione dei tossicodipendenti

di Arianna Beccaletto

Pubblicato il

Verona, 9 febbraio 2011: il Comune di Verona annuncia di aver trovato un accordo con l’Ulss 20, secondo il quale il Sert (Servizio tossicodipendenze) di via Salvo D’Acquisto (a pochi metri da piazza Brà, cuore della città) verrà trasferito nella periferia est della città in via Pacinotti, a poche centinaia di metri da un altro Sert.

Questo l’oggetto della querelle che da mesi è al centro della cronaca veronese. La decisione è stata presa in seguito a numerose segnalazioni di residenti e commercianti del quartiere in riferimento alla presenza di tossici e alcolisti nei vicini giardini Pradaval, zona ormai di degrado e scenario di alcuni episodi di violenza.

Il sindaco Tosi ha ricollegato la situazione di disagio alla presenza del Sert e ne ha quindi richiesto lo spostamento.

A favore di tale decisione la direttrice dell’Ulss 20 Giuseppina Bonavina che, considerata la futura vicinanza di due strutture identiche, parla di razionalizzazione della presenza di esperti e di maggior efficienza nell’ambito della sorveglianza. Della stessa opinione anche il presidente della prima Circoscrizione, Matteo Gelmetti, che ritiene lo spostamento del Sert un passo importante verso il restyling dei giardini Pradaval.

Contrari i rappresentanti del PD, a partire dal segretario provinciale D’Arienzo: la presenza di due Sert a poche centinaia di metri porterà a una ghetizzazione del quartiere e a un aumento di episodi di violenza. Viene inoltre sottolineata con forza l’assenza delle autorizzazioni per poter procedere al trasferimento: sopralluogo della agenzia regionale sanitaria, approvazione della Giunta regionale per l’accreditamento, decreto del dirigente del settore e parere del Crite (commissione regionale per l’investimento in tecnologia ed edilizia).

In protesta contro la decisione presa da Ulss e Comune, i cittadini del quartiere della zona est della città si sono riuniti nel Comitato vivi@Golosine-Zai-Santa Lucia con l’intento di promuovere manifestazioni, raccolte firme e incontri straordinari tra le parti in causa. Uno dei rappresentanti del Comitato ci tiene a sottolineare che: «il problema non è l’utente che ritira il metadone e se ne va. Lo è invece il nullafacente che poi bivacca nei giardini e agli angoli delle strade».

Forte preoccupazione è espressa anche dai genitori dei giovanissimi che sono in cura nel centro: la zona di via Pacinotti è mal servita dagli autobus e questo ulteriore problema logistico potrebbe spingere i ragazzi ad abbandonare la riabilitazione.

Il 12 maggio scorso anche il Consiglio Comunale aveva espresso contrarietà nei confronti della decisione proposta dal sindaco e dall’Ulss 20, ma la stessa Bonavina aveva ribattuto che il Consiglio non era nella posizione di poter interferire nella vicenda.

Dal 30 maggio il nuovo Sert è entrato in servizio, ma la protesta dei residenti continua. Il numero di tossici ai giardini Pradaval è diminuito e sulle panchine si rivedono i primi anziani o bambini, ma non mancano gli alcolisti.

Il problema per ora non è stato risolto, è stato solo spostato in periferia.

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