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Si potrebbe dire che…

di Angela Gattei

Pubblicato il

Foto di Andrea Valentini

Si potrebbe iniziare parlando delle guerre dell’oppio fra Cina e Stati Uniti. Del proibizionismo e del moralismo. Del fatto che originariamente le droghe servivano a non sentire la fatica della fabbrica e dei campi. Degli effetti devastanti ed antisociali che provoca l’abuso di sostanze. Del fatto che non si può contestare il sistema ed allo stesso tempo alimentare il mercato illegale in mano alla mafia. Del fatto che Hitler faceva abuso di anfetamine e Stalin era drogato di se stesso. Di come le foglie di coca abbiano guidato le truppe boliviane e gli agenti della CIA sulle tracce del Che ed abbiano stroncato la rivoluzione. Di quanta droga usavano le truppe americane in Vietnam e quanta ne usano in Afganistan. Del fatto che “la casta” è la maggior consumatrice di sostanze stupefacenti. Di come siano seducenti le pubblicità di alcolici e gioco d’azzardo. Di quanto sia labile ed inconsistente il confine fra concesso e proibito. Di quanta parte abbiano le dipendenze nella vita di ogni cittadino. Di quanto uscire dalla realtà a volte sia necessario per restarci.

Si potrebbe parlare del fatto che nemmeno le droghe rendono tutti uguali: ci sono i drogati di serie A e i drogati di serie B, quelli di cliniche super lussuose per ripulirsi e quelli pericolosi della stazione. Oppure potremmo analizzare perché gli alcoolici ed il tabacco sono monopolio di stato, perché il popolo ha bisogno dell’oppio, non importa sotto quale aspetto, l’importante è che sia dipendente. Ecco la fortuna del capitalismo. Ci ha reso dipendenti da talmente tante cose che non riusciamo nemmeno più a dire “no, non mi serve”. Disturbi compulsivi (shopping compulsivo, sesso compulsivo, gioco d’azzardo) vanno ad allungare la lista delle “sostanze” stupefacenti ed allargano la schiera delle categorie a rischio.

Si potrebbe parlare del legame intimo fra droga, arte, musica e letteratura. Di come la psicadelia e le droghe abbiamo guidato la scienza nel subconscio dell’uomo. Del fatto che Freud ha spiegato tante cose, nei momenti in cui non picchiava la moglie sotto l’effetto della cocaina. Del fatto che la marijuana ha realmente effetti terapeutici.

Del fatto che per il momento non esiste una droga senza effetti collaterali e che da sempre “è una questione di qualità”!

 

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