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E se domani non sorgesse il sole?

di Luca Rasponi

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Come reagirebbe l’umanità se l’inesorabile alternanza tra notte e giorno dovesse venir meno? Da questa ipotesi prende vita Notturno, romanzo fantascientifico di Isaac Asimov e Robert Silverberg pubblicato nel 1990. L’idea nasce da un racconto scritto nel 1941 dello stesso Asimov, in risposta all’intrigante quesito del filosofo americano Ralph W. Emerson: «E se le stelle apparissero una sola notte ogni mille anni?».

Nel fantastico mondo di nome Kalgash la notte non esiste. Illuminato senza sosta da sei soli, questo pianeta lontano non conosce l’oscurità naturale della notte, né ha mai visto le stelle. La luce perenne degli astri illumina una civiltà tecnologicamente avanzata, dove la scienza regna sovrana e ogni religione è considerata superstizione.

Tra i culti relegati nell’oblio di Kalgash, la piccola setta degli Apostoli della Fiamma sostiene che la civiltà del pianeta debba andare incontro alla propria distruzione ogni duemila anni, come testimonia il Libro delle Rivelazioni, testo sacro del culto.

La gente di Kalgash non dà alcun peso a questa profezia, che tuttavia assume contorni sempre più inquietanti man mano che il giornalista Theremon indaga su di essa. L’archeologa Sifarra rivela scavi recenti che hanno portato alla luce resti di civiltà passate, distrutte nel giro di pochissimo tempo dopo una storia lunga all’incirca duemila anni.

L’astronomo Beeney scopre una falla nella Teoria della gravitazione universale, che da secoli spiega il moto dei corpi celesti. Come un novello Copernico, Beeney si scontra con l’ostilità di una comunità scientifica conservatrice, che non consentirà al giovane studioso di divulgare le proprie scoperte.

L’indagine di Theremon svela il mistero della profezia quando ormai è troppo tardi: gli errori di calcolo della Teoria della gravitazione universale nascondono al mondo la presenza di un satellite che compie un’orbita ellittica lunghissima e ogni duemila anni passa vicino a Kalgash, provocando un’eclissi totale.

È il Buio, l’Oscurità, sconosciuta e quindi atavicamente temuta dagli abitanti del pianeta, che vengono colti da un’ondata inarrestabile di follia collettiva e finiscono per distruggere il loro stesso mondo, perpetuando il ciclo di morte e resurrezione già sperimentato innumerevoli volte in passato. Anche in questa occasione, gli unici a sopravvivere e conservare memoria dell’accaduto sono gli Apostoli della Fiamma con il loro Libro delle Rivelazioni.

Oltre ad essere un’avvincente romanzo di fantascienza, Notturno è un’interessante riflessione sulla perdita degli schemi di riferimento da parte dell’umanità intera, evento storicamente raro quanto incredibilmente devastante, e sul confronto con le paure più profonde della nostra specie. L’ostilità subita da Beeney ricorda quella sperimentata dagli innovatori di ogni epoca, osteggiati da ogni autorità che vedesse posta in dubbio la propria posizione consolidata.

Il buio della notte, invece, rappresenta per gli abitanti di Kalgash una paura ignota e terribile, con cui risulta impossibile confrontarsi attraverso strumenti razionali. Se Theremon e Sifarra riescono a proseguire le loro vite sul sentiero tracciato dalla ragione, per tutti gli altri la risposta alla domanda di Emerson è la scelta, più o meno volontaria, tra due strade: il misticismo religioso o la pazzia.

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