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Black dog – Un drink ispirato a Sherlock Holmes e il mastino di Baskerville

di Paola Cecchini

Pubblicato il

Tornano i nostri drink ispirati al cinema e oggi vi portiamo tra le note gialle e horror di Sherlock Holmes e il mastino di Baskerville, film del 1939 diretto da Sidney Lanfield, tratto dal terzo racconto di Arthur Conan Doyle. Il film è il primo dei quattordici film con protagonista il mitico Basil Rathbone nel ruolo di Sherlock Holmes.

Black Dog, il drink ispirato a sherlock holmes e il mastino dei baskervilleAntonio De Meo, barman romano, si è ispirato alla leggenda del Cane nero, una creatura della notte ricorrente nel folclore del Regno Unito e solitamente presagio di sventura. Secondo le descrizioni, si tratta di esseri soprannaturali dalla forma di grossi cani con la pelliccia completamente nera che si muovono compiendo lunghi balzi sui sentieri di campagna.

Gli occhi, che rosseggiano nel buio e indicano la ferocia della bestia, nel cocktail sono rappresentati dalle gocce di olio rosso. Un netto contrasto con il colore completamente nero del drink, a base di whisky torbato scozzese Laphroaig e del Liquore Strega, a base di zafferano.

Solitamente sono visti come simboli di cattivo augurio, ma hanno ispirato numerosissime opere cinematografiche e letterarie tra cui anche la saga magica di Harry Potter.

Ingredienti:

Antonio De Meo

30 ml di Laphroaig 10yo infuso al carbone vegetale
30 ml di liquore Strega
25 ml di succo di limone

 

5 ml di sciroppo di vaniglia
2 gocce di olio extravergine d’oliva tinto di rosso

Bicchiere: coppa Martini
Garnish: Olio tinto di rosso

Preparazione:

Versare tutti gli ingredienti nello shaker e agitare vigorosamente. Quindi, filtrare con strainer e passino a maglie strette in una coppa Martini. Infine, decorare con 2 gocce di olio extravergine d’oliva, tinto di rosso.

Alcune curiosità su Sherlock Holmes e il mastino dei Baskerville

Sapevate che Basil Rathbone non fu il primo nome a comparire nei titoli di testa di Sherlock Holmes e il mastino dei Baskerville? Già, proprio così.

Benché oggi sia molto difficile non associare il volto storico di Sherlock Holmes a quello di Basil Rathborne, all’epoca la Fox non era sicura del successo del film – figuriamoci pensare di farne addirittura quattordici.

Locandina Sherlock Holmes e il mastino dei Barkerville. (Credits: FOX)

Il primo nome a comparire nei titoli di testa è invece quello di Richard Greene, che interpretò il giovane Henry Baskerville. Sempre per la paura di un fallimento, il film lascia molto più spazio alla sottotrama romantica tra lui e Beryl Stapleton rispetto a quella originale del libro.

Ma non è l’unico grande cambiamento rispetto al libro. A differenza del libro – dove il ruolo di Watson è molto più rilevante – nel film il ruolo impersonato da Nigel Bruce è esclusivamente quello di spalla comica.

Un ulteriore cambiamento – questa volta molto meno rilevante – rispetto al libro è stato l’inserimento di una seduta spiritica per aggiungere enfasi horror alla storia.

Sherlock Holmes e il mastino dei Baskerville fu un enorme successo e piacque anche alla stampa inglese, che si stupì della bravura degli americani nel riuscire a rendere in modo autentico la loro brughiera.

Purtroppo, dopo un secondo film prodotto dalla Fox – che deteneva i diritti sul personaggio – ci fu una controversa con gli eredi di Arthur Conan Doyle e lo studio abbandona il personaggio. Siamo nel frattempo alle porte della Seconda guerra mondiale e le priorità sono altre.

Rathbone e Bruce continuano a interpretare i due ruoli iconici alla radio finché la Universal riesce ad acquisire i diritti del personaggio. Si tratta, tuttavia, di produzioni di livello molto inferiore, che spostano l’ambientazione avanti nel tempo e fanno scontrare Holmes con i nazisti.

Gli eredi di Conan Doyle e le cause sterili per lo sfruttamento del diritto di autore

Un peccato davvero che a causa di controversie con gli eredi di Conan Doyle si sia rovinata una saga che poteva essere davvero magnifica. Purtroppo non sarà l’ultima volta che i discendenti dell’autore scozzese fanno qualcosa di simile.

Nel 2014 hanno perso la prima battaglia alla Corte Suprema degli Usa che aveva dichiarato il personaggio di Holmes di dominio pubblico su suolo americano. Questa libertà di azione riguarda 46 racconti e 4 libri, mentre le storie pubblicate fra il 1923 e il 1927 – dieci in tutto – rimangono protette dal diritto d’autore.

Ma la sconfitta non li ha fermati: ci hanno riprovato ultimamente facendo causa a Netflix per l’utilizzo di Sherlock nel film sulla sorella Enola Holmes. Il film è in realtà tratto dalla serie letteraria, inedita in Italia, The Enola Holmes mysteries della scrittrice americana Nancy Springer, che ha immaginato l’esistenza di una terza Holmes.

 

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Enola Holmes only on Netflix this September #enolaholmes @netflixfilm

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Ma allora perché la causa? Qui le cose diventano divertenti. Gli eredi di Conan Doyle si appellano al fatto che il personaggio di Sherlock – interpretato da Henry Cavill – abbia dei sentimenti. Ma cosa c’entrano i sentimenti con il copyright? Certo, è risaputo che Sherlock Holmes non sia affatto un tipo sentimentale!

Tuttavia, dopo la morte del suo secondogenito in guerra, Conan Doyle rese Holmes più umano. E – poiché i libri in cui Holmes mostra dei sentimenti sono quelli ancora coperti da copyright – dichiarano che l’utilizzo di un Holmes sentimentale sia di loro proprietà!

Cosa ne pensate? Riuscirà Netflix a vincere questa battaglia o gli eredi di Conan Doyle bloccheranno l’uscita del film?

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