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Perché i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società

di Amelia Williams

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Quante volte avete sentito ripetere che i bambini non dovrebbero stare sempre davanti a uno schermo e che “quando eravamo bambini noi/quando eravamo genitori noi si stava molto di più all’aria aperta e si giocava a giochi più costruttivi”?

Per quanto ci siano dei prodotti videoludici intelligenti e costruttivi è innegabile che il restare sempre davanti a uno schermo, e giocare per lo più da soli, sia una piaga delle generazioni di bambini di oggi. Secondo Alberto Oliverio nell’articolo “Nativi digitali. Non lasciamoli soli con i media” della rivista Vita e pensiero n. 2/2014, «un bambino piccolo che fruisce di un’ora di TV al giorno, è a rischio di sviluppare deficit di attenzione due volte superiore a chi non la guarda». Purtroppo, per quanto sia importante uscire a giocare all’aria aperta non è sempre possibile quando è inverno o c’è brutto tempo; ma al di là del tempo del freddo e della pioggia perché i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società? 

Foto di Ylanite Koppens da Pixabay

Come tutti sappoamo una delle componenti fondamentali per lo sviluppo delle capacità di ogni bambino è il gioco. Attraverso il gioco il bambino impara a interagire con l’ambiente, sviluppa le sue prime abilità motorie e a relazionarsi con gli altri. Cooperazione, competizione, vittoria, sconfitta, abilità mnemoniche, fisiche e mentali si apprendono giocando. Per loro tutto è un gioco e lo utilizzano per affrontare il mondo. Crescendo poi, e giocando a giochi sempre più complessi, oltre a queste abilità base i bambini (così come gli adulti, perché “non si smette mai di imparare”), apprendono il problem solving, il pensiero logico e quello  creativo e la strategia.

Secondo Assomensana (Associazione per lo sviluppo e il potenziamento delle abilità mentali con sedi in tutta Italia) i giochi di società aiutano a plasmare nuove forme mentali (anche grazie alla compagnia degli altri) e producono effetti positivi sul cervello. In poche parole, dunque, il gioco allena il cervello.

 

Quali sono questi benefici che ci spiegano perché i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società? Vediamoli nel dettaglio.

Sempre da Assomensana, nella voce del presidente Giuseppe Alfredo Iannoccari, arriva qualche dettaglio in più: “I giochi da tavolo, compresi quelli con le carte, ma con più di due giocatori, arricchiscono le reti neurali – spiega Iannoccari – ovvero i legami tra le cellule, e stimolano i neuroni a prendere contatti tra loro, accrescendo importanti ‘riserve’ del cervello. Un recente studio, condotto al Max Planck Institute di Berlino, ha messo in evidenza come il gioco aumenti le capacità di pianificazione, memoria, attenzione e ragionamento.

 

1) Memoria e capacità cognitive

scatole giochi di società per spiegare perché i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società

Foto di Alois Grundner da Pixabay

Giocare ai giochi di società aiuta a sviluppare le capacità cognitive essenziali, come la capacità di problem solving e di prendere delle decisioni.

In particolare i giochi di strategia stimolano la corteccia prefrontale e l’ippocampo – le due aree responsabili dei ragionamenti più complessi.

L’ippocampo, che sovraintende alle funzioni legate alla memoria, è infatti stimolato moltissimo durante una partita a un gioco di società.

Vi è mai capitato di giocare con i vostri nonni a scopa, scoprendo che non solo sapevano sempre quali erano le carte che mancavano, ma (ancor prima di contare i punti) sapevano già chi aveva vinto e di quanto? Questo perché giocare ripetutamente a un gioco come quello delle carte aiuta la nostra mente a ricordare quali carte ci sono in un mazzo; e, se allenata, permette anche di seguire il filo del punteggio e delle carte rimaste.

 

2) Sviluppo dell’empatia e riduzione dello stress

Anche se chi ha giocato a Risiko almeno una volta (per non parlare dei +4 a tradimento alle partite di UNO) potrebbe non essere d’accordo, una delle ragioni per cui i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società è perché aiutano a sviluppare l’empatia e a ridurre lo stress.

Mentre è più difficile trovare un videogioco che non porti con sé moltissima competizione, esistono molti giochi cooperativi di società in cui, cioè, non si gioca uno contro l’altro ma tutti contro il tavolo.

La condivisione delle risate e del divertimento fra le persone che partecipano aiuta i giocatori ad aumentare l’empatia, il feeling e la fiducia con gli altri partecipanti.

Inoltre dedicare del tempo in famiglia per giocare ai giochi di società, staccando i cellulari e dando la totale concentrazione agli altri, aiuta a rafforzare il legame sociale fra i componenti della famiglia.

 

3) Controllo dell’impulsività

Proprio perché i giochi di società favoriscono lo sviluppo delle abilità critiche, della concentrazione e aumentano l’empatia, riescono anche ad aiutare i bambini a riflettere sulle proprie azioni prima di compierle.

Se ad ogni azione che compie un giocatore corrisponde una reazione da parte degli altri partecipanti (che influisce sul giocatore stesso) questo porterà il bambino a riflettere con più attenzione sulla prossima mossa da compiere. Un comportamento, questo, che si porterà anche fuori dal tavolo da gioco, in altre situazioni della vita quotidiana.

Il bambino, perciò, diventerà meno impulsivo e imparerà a trattenersi nei vari contesti sociali.

 

4) Sviluppo del pensiero critico

Foto di panichunter da Pixabay

Lo abbiamo già detto: una delle ragioni per cui i bambini dovrebbero giocare ai giochi da tavola è perché sviluppano le abilità nel prendere le decisioni e di problem solving. Ma non si tratta solo di quello.

Discutere con i bambini delle tattiche e delle strategie che vogliono mettere in atto – e far loro notare come sono sempre più bravi tra una partita e l’altra – instilla in loro l’idea che l’intelligenza si possa allenare. E anche se sembra un concetto scontato, questo implica anche che il tempo “perso” a studiare (perché spesso è così che vedono la scuola quando una materia non piace loro, non neghiamolo!) è in realtà tempo che allena la propria intelligenza. Quando l’intelligenza non è più solo qualcosa che o si ha o non si ha ma è qualcosa che si può allenare e può migliorare, dà ai bambini una ragione per farlo.

 

5) Vittoria e sconfitta

Ammettiamolo: molto spesso da bambini  – quando giocavate coi vostri genitori o con gli adulti in generale – vi sembrava di essere invincibili; vincevate quasi tutte le partite e i vostri avversari erano davvero imbranati. Crescendo avete capito che loro perdevano appositamente per non darvi dispiacere.

Ma siamo sicuri che questo sia davvero utile? Se come abbiamo detto prima è essenziale far notare ai bambini quanto migliorino di partita in partita, è anche vero che insegnare ad affrontare una vittoria, quanto una sconfitta, è essenziale per la loro crescita.

Imparare che non sempre si vince (anzi il più delle volte si perde) è il primo insegnamento per crescere: da un lato insegna che se questa volta hai perso non vuol dire che lo farai per sempre – e quindi è importante allenarti – mentre dall’altra insegna a rispettare gli altri giocatori sia quando ci battono sia quando vengono battuti da noi.

Ma forse quest’ultimo è un insegnamento più adatto ai genitori visti i comportamenti che tengono alcuni di loro alle partite amatoriali dei figli!

Quindi, per concludere: perché i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società?

In sintesi i bambini dovrebbero giocare ai giochi di società perché questi li rendono degli adulti migliori.

Sul piano intellettivo ne sviluppano abilità e competenze, mentre sul piano emotivo li rendono persone migliori, capaci di cooperare oltre che di competere in modo civile, di inseguire le vittorie così come di affrontare le sconfitte.

I giochi da tavola, in un mondo sempre più virtuale e solitario, sono il collegamento, soprattutto in giovane età, tra i bambini e la realtà che li circonda. E se questo collegamento è sano, ci sono davvero ottimi presupposti perché crescano bene.

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