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Casa Balbiano – Quando il vino è cultura e tradizione

di Laura Musso

Pubblicato il

Casa Balbiano

Andezeno è un piccolo centro situato sulle pendici della collina torinese nella zona del Monferrato. Percorriamo un breve viale, arriviamo in un cortile e ci troviamo all’ingresso di Casa Balbiano. Nella sala in cui siamo accolti un grande camino acceso, illumina e riscalda l’ambiente.

 

Vini…

La famiglia Balbiano produce vini dal 1941 quando Melchiorre Balbiano inizia l’attività vitivinicola. In quegli anni il vitigno predominante nelle terre piemontesi è il Freisa, una varietà complessa da curare e gestire. Il secondogenito di Melchiorre, Francesco, rivoluziona le tecniche di vinificazione delle Cantine Balbiano: il Freisa di Chieri ottiene la certificazione DOC nel 1973 anche se ancora poco noto.

…ma anche cultura e tradizione

La settecentesca dimora di campagna dei Balbiano diventa Cascina di produzione dei vini e successivamente enoteca e museo. Quest’ultimo inaugurato nel 1990.

Adiacente alla sala c’e la zona degustazione dove è possibile assaggiare i vini tipici della zona. Verso il fondo una antica porta si apre su un lungo corridoio.

Un percorso tutto da scoprire….

Percorriamo il corridoio tra bottiglie, quadri e oggetti antichi. Al termine un passaggio che…riserva una sorpresa.

 

 

 

 

 

 

Inizia la nostra passeggiata, torniamo indietro nel tempo e…scopriamo insieme le nostre radici!!

 

Una raccolta di oltre duemila oggetti appartenenti alla civiltà contadina e più di seicento giocattoli antichi. Una collezione che è cresciuta negli anni grazie alla passione e alla paziente ricerca. Ora a disposizione dei visitatori. Un tuffo nel passato che ricorda alle generazioni adulte le origini e le tradizioni della gente delle Langhe, del Monferrato e del Roero. Per le generazioni dei giovani e dei giovanissimi è una opportunità di scoprire un mondo ad essi sconosciuto,  avvicinarsi e comprendere il significato della tradizione e della cultura della nostra terra.

La terza generazione

Luca rappresenta oggi la terza generazione di produttori e ha scelto di legare le due passioni di famiglia: la linea di etichette dei vini Balbiano ha ora come concept proprio i giocattoli antichi del Museo.

Per aspera, ad astra

Oggi Francesco e Luca lavorano insieme con l’obiettivo di far conoscere la biodiversità enologica che la Collina Torinese offre, ma non solo. Tra i progetti  quello più ambizioso è stato il recupero del Vigneto Reale di Villa delle Regina a Torino.

Un vigneto abbandonato

Luca Balbiano ci ha parlato del progetto.

“Il progetto nasce dall’amore per la nostra terra e in particolare per Torino. Anche dal coraggio di rischiare, buttandosi in un’avventura che molti credevano impossibile. Quella di ridare a Torino il suo Vigneto Reale”.

Come è iniziata l’avventura…?

“Dopo quattrocento anni di vita, viva e produttiva, negli anni ’50 la Vigna della Regina venne completamente abbandonata, diventando un bosco. Nel 1993 la Villa della Regina inizia la rinascita grazie al lungo e paziente lavoro di restauro. Al termine la Soprintendenza ci ha contattati proponendo il progetto di recupero del Vigneto. Guardando quella collina, in completo abbandono, ci siamo resi conto subito di quanto potesse essere importante riportare in vita un vigneto nel capoluogo di una delle regioni viticole più importanti del mondo”.

…e oggi?

“Sono seguiti anni di duro lavoro: analisi dell’aria e del terreno, ricerche clonali, rimozione degli infestanti, risagomatura della collina, scasso, impianto. Nel 2009 la prima vendemmia del Vigna della Regina, diventato DOC nel 2011 ed ora Freisa di Chieri Superiore Vigna Villa della Regina. Unico vigneto urbano d’Italia. Uno dei tre in Europa insieme a quelli di Vienna e Parigi. Con cui è rispettivamente gemellato dal 2014 e dal 2016.

La Vigna della Regina è un vero e proprio gioiello incastonato nella Collina di Torino”.

Se vi incuriosisce, per saperne di più:

http://www.vignadellaregina.it/

Una famiglia…come tante

La famiglia Balbiano, una storia come tante. La passione per il vino e l’amore per la propria terra trasmesse di generazione in generazione. Tante volte quando parliamo di vita e lavoro in campagna, tra i filari di viti, in quegli spazi meravigliosi che sono le nostre colline vediamo solo il lato romantico e bucolico. Pensiamo alla fuga dal traffico, dalla frenesia della città. Sogniamo di rifugiarci in quei luoghi. E magari, perché no, lavorare in campagna. Ma non è proprio così. Un lavoro duro che richiede passione, ma anche sacrificio, competenza, coraggio di continuare anche quando tutto sembra crollare, voglia di lottare per qualcosa in cui si crede.

La famiglia Balbiano si racconta

http://www.balbiano.com

Il vino…una storia antica

Un lungo viaggio tra storia, cultura, millenarie tradizioni e stupendi paesaggi di lunghe distese di vigneti. La celebrità vinicola del Piemonte ha un’origine assai antica. I Greci sarebbero stati i      primi a portare i vini di qualità in questa regione. Dalle coste del Mediterraneo Orientale giunsero con le loro navi cariche d’anfore di vino ai porti liguri. Di qui penetrarono poi nell’entroterra. Quindi in Piemonte con barbatelle e talee che servirono per costruire i primi impianti di vigneti.

Così in piena età romana, la coltivazione della vite era già fiorente. Tanto che Plinio cita l’uso in questa regione delle botti di legno come contenitori di vino. Con la caduta dell’Impero Romano e le invasioni barbariche, la viticoltura dell’area piemontese subì devastazioni. Anche se si mantenne abbastanza efficiente e continuò ad estendersi nei periodi di pace.

…che continua…

L’espansione dei vigneti proseguì dopo il mille, ricoprendo molte zone collinari di alcuni comuni come Alba, Asti, Bra. In queste zone tale era l’importanza del vino che, nei bandi vendemmiali del ‘200, era in atto la tutela della qualità delle uve a mezzo dei divieti di vendemmia antecedenti il 29 settembre. In vari documenti e trattati del Trecento è citato  l’antenato del vitigno Nebbiolo derivante da una qualità di uva nera detta Nubiola.  Con il passare del tempo si trovano testimonianze della coltivazione di nuovi vitigni. Per giungere al Cinquecento ‘500 quando si ebbe una decisa svolta ai tradizionali metodi di vinificazione.

Viticoltura e… politica 

In Piemonte l’orgoglio d’essere vignaioli è sempre stato così grande. Tanto che anche re Carlo Alberto ne fu contagiato. Per essere annoverato tra i produttori di vino nell’Ottocento costruì una cantina a Verduno. Lì si produceva Barolo e Moscato. Da quella sarebbe poi sorto lo stabilimento Cinzano di Vittoria.
Ma si deve a Camillo Benso conte di Cavour la fama internazionale del Barolo. Oltre che grande politico fu produttore di vini. Con malizia e arguzia utlizzò il Barolo a fini diplomatici definendolo “vino da re e re dei vini”. Forte era l’interesse e la passione del Conte per quel rosso nettare. Dopo aver acquistato il Castello di Grinzane vi impiantò duecentomila viti di Nebbiolo. In seguito si avvalse della collaborazione del famoso enologo francese Odart per  migliorare le tecniche di coltivazione e vinificazione.

…e oggi

Oggi il Piemonte presenta una grande ricchezza di rossi importanti nella zona delle Langhe, del Roero e dell’Astigiano, esemplificata dai grandi Barolo, Barbaresco, Dolcetto e dai Barbera, il cui vitigno è il più diffuso e occupa circa metà della superficie viticola dell’intera regione.
Nel Piemonte nascono anche ottimi bianchi come l’Erbaluce, l’Arneis, il Gavi e il Dolce Asti, famoso in tutto il mondo il cui antenato – secondo la tradizione – avrebbe ricevuto la definizione di “optimum et sacrum” da Papa Leone X.

Una eccellenza conosciuta in tutto il mondo

Paesaggi e spazi aperti dove si fondono i colori della terra e del cielo. Terre care a Pavese e Fenoglio. Un parco da percorrere dove si incontrano lavoro, fatica, raccolti perduti, raccolti copiosi, cultura, tradizione e letteratura.

Le parole non sono sufficienti a descrivere i paesaggi e queste terre. Solo lo sguardo può cogliere le sensazioni e le emozioni, e trasmetterle agli altri sensi trasformandole.

https://www.paesaggivitivinicoli.it

http://www.unesco.it/it/PatrimonioMondiale/Detail/160

Il nostro paese è nato e si è sviluppato con l’agricoltura e la viticoltura. I nostri prodotti sono noti e apprezzati in tutto il mondo. Una vera e propria forza, una grande eccellenza.

Ma troppe volte ce ne dimentichiamo.

 

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