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Perchè aprire un blog aziendale nel 2017

di Lucia Pugliese

Pubblicato il

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Curare un blog per il business è un’attività che richiede molto tempo, molte energie e anche risorse economiche adeguate. Per un non addetto ai lavori fare blogging significa spesso dover imparare da zero a scrivere per il web, a consultare gli analytics e ad essere attivi sui social, mentre rivolgersi ad un professionista che sappia già fare tutte queste cose può costare ( giustamente ) anche molto. Per questo molte aziende e professionisti esitano ad aprire un blog aziendale.

C’è poi confusione sulla materia, in primo luogo proprio sul tipo di professionalità a cui affidarsi:  serve un copywriter o un content writer? Basta un neolaureato in materie umanistiche? E non è nemmeno semplice valutare se si è sulla strada giusta o meno. Il ritorno economico di un blog infatti non è immediato, anzi: per sua natura fare blogging in genere porta risultati ( o fallisce ) sul medio e lungo periodo.

Ma quindi, vale la pena di lanciarsi in un’impresa così piena di insidie?

La risposta è (sorprendentemente ) sì, nella maggior parte dei casi conviene aprire un blog aziendale. Occorre però usare il buon senso nel valutare i propri obbiettivi di business e le proprie prospettive di crescita, oltre che le risorse di tempo e di denaro che si hanno a disposizione.

Quali sono davvero i vantaggi del blog?

 

I principali vantaggi che un’azienda o un professionista possono ricavare dal fare blogging possono, a mio giudizio, ricondursi a quattro aree fondamentali:

  • Avere un blog aumenta il traffico in entrata sul tuo sito aziendale.
  • Avere un blog aiuta a convertire i visitatori del tuo sito in potenziali clienti interessati ai servizi che offri.
  • Avere un blog aiuta a presentare te o la tua attività come autorevole nel tuo settore di competenza
  • Avere un blog di successo porta vantaggi duraturi.

In che modo aprire un blog aziendale aumenta il traffico al tuo sito?

 

Perché chi non ha mai sentito parlare di te si imbatta nella tua attività cercando su Google i servizi che offri, non basta che tu abbia un bel sito: quest’ultimo deve avere un buon posizionamento nei motori di ricerca per le parole chiave rilevanti per il tuo business.

Uno dei fattori che influenza l’indicizzazione della tua attività è la frequenza con cui pubblichi qualcosa di nuovo sul sito: per presentare risultati di ricerca il più possibile corretti e aggiornati,infatti, Google privilegia i contenuti più recenti.  Va da sé che difficilmente si riuscirà a tenere il ritmo solo con una serie di pagine statiche: come si fa a rinnovare continuamente i contatti o la pagina Chi Siamo?

Al contrario, un blog curato con una certa regolarità, permette di pubblicare  articoli sempre nuovi e di allinearsi ai trend del proprio settore. Ogni nuovo post diventa così una nuova possibilità di farsi notare nell’indicizzazione, ma non solo: ci permette anche di differenziare molto le parole chiave per cui ci posizioniamo.  

Infatti, le persone vanno su internet non tanto per cercare una specifica azienda, ma per trovare la risposta a una domanda, la soluzione a un problema, il riscontro ad una specifica esigenza. Chi ha una tubatura rotta, per esempio, potrebbe voler cercare la keyword numero telefono idraulico, ma anche parole come casa allagata cosa fare, tubatura rotta come risolvere  ecc…

Riuscire a intercettare tutti questi bisogni, spesso variegati e posti in modi sempre diversi, è più semplice attraverso post dedicati sul proprio blog aziendale.

In che modo questo traffico può essere convertito potenziali clienti?

 

Il traffico che arriva sul tuo sito tramite il blog è composto perlopiù da di utenti interessatiSi tratta di persone che stanno cercando attivamente le cose di cui scrivi, ed è molto facile che siano interessati a leggere di più, a stabilire legami commerciali e ad acquistare i tuoi servizi.

Non si tratta però di un processo automatico: non basta scrivere articoli interessanti e aspettare. I post devono essere ben curati, con una SEO ben fatta ma, soprattutto, è necessario che ci sia almeno un invito all’azione, o call to actionL’invito all’azione può includere l’iscrizione alla newsletter, contenuti free come ebook, o ancora la richiesta di un primo contatto/consulenza  gratuita o scontata.

Una parte importante di questo lavoro è il monitoraggio: se l’invito all’azione non funziona, occorre ripensarlo, ponendosi le domande giuste. Il contenuto che propongo è di valore? la call to action è pertinente? Si nota a sufficienza? ecc..

A cosa mi serve essere autorevole sul web?

 

Lavorare solo per avere autorevolezza, senza però riuscire a guadagnare di più, non serve a molto. E tuttavia, nell’ambito di una strategia di blogging che includa la conversione dei lead, essere autorevole significa costruire fiducia intorno al proprio brand e alla propria attività.

Scrivere post che risolvano alcuni problemi comuni dei tuoi clienti crea una relazione di fiducia: stai aiutando questi ultimi senza che te l’abbiano chiesto ed è facile che, già conoscendo il tuo valore, siano interessati ad acquistare i servizi che vendi. E non solo: poiché non è sempre facile condurre una trattativa con un cliente che non ti conosce,  il tuo blog aziendale può diventare un modo per educare l’audience sulle basi del tuo business, sul modo in cui lavori e su quali sono le tue competenze.

E se per tutto questo ci vuole tempo, è anche vero che i risultati che vengono dall’aprire un blog aziendale sono duraturi:  il valore di un post cresce con il tempo ed il numero di visite, per cui attira traffico per molto tempo dopo che è stato scritto. Vale la pena quindi di scrivere non solo post che cavalchino l’onda del momento, ma anche abbiano un valore assoluto.

A chi mi devo rivolgere?

 

L’ideale è sempre rivolgersi ad un professionista. La scelta di assumere qualcuno senza esperienza o di fare da soli non è da escludere, però: a patto che si abbia voglia di investire nella formazione, che sia propria o del proprio dipendente.

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