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Santiago Bernabeu, uno spettacolo impetuoso

di Francesco Sbordone

Pubblicato il

Stadio Santiago Bernabeu

Il Santiago Bernabeu, uno degli stadi più belli al mondo. Anche se chiamarlo stadio è molto riduttivo. Basta presentarsi all’esterno della struttura per poi entrare e capire che questo non è semplicemente uno stadio bensì un vero e proprio teatro in cui assistere al fantastico spettacolo del calcio.

Il museo del Barnabeu

Il Bernabeu è la casa del Real Madrid. All’interno dello stadio c’è un museo sulla storia del club, uno dei più vincenti al mondo. Fortunatamente è possibile effettuare un tour e gustarsi la magnificenza sia del club che dello stadio.

Per i calciofili è un vero tempio: il percorso parte con la presentazione del club e i cambiamenti avvenuti negli anni. Dai vari giocatori che hanno vestito la maglia bianca a come proprio le divise siano cambiate con il passare del tempo. La prima parte termina con un’esposizione delle maglie dell’attuale rosa del Real Madrid, con i vari Bale, Benzema e Cristiano Ronaldo in bella mostra.

Successivamente si passa nella zona trofei. In questa parte del museo, si capisce realmente chi è e chi è stato il Real Madrid per il gioco del calcio.  Un’intera sala dedicata solo alle Champions League vinte, ben dodici. L’unico club al mondo ad averne vinte così tante. Dai campionati alle coppe nazionali ed internazionali, un vero e proprio museo di vittorie.

Dopo i trofei di squadra, trovano spazio le vittorie dei singoli. Tutti i palloni d’Oro, le scarpette d’Oro e i Golden Foot vinti dai calciatori con addosso la “camiceta” del Real Madrid. Oltre ai molteplici premi vinti da Cristiano Ronaldo, da buon italiano, gli occhi e il cuore si sono soffermati sul Pallone d’Oro di Fabio Cannavaro.

Il tour del Bernabeu, dopo la sala trofei, prosegue con l’ingresso sul campo da gioco e l’accesso alla tribuna VIP. Essere in mezzo a quel campo, sedersi sulle panchine e stare seduti al posto del Presidente Perez, ha dell’incredibile. Al visitatore non resta altro che immaginarsi al posto dei grandi campioni e vivere per alcuni momenti come se fosse un vero giocatore del Real Madrid.

Il tour si conclude con la visita alla maestosa sala stampa, luogo di conferenze stampe e presentazioni dei campioni che continueranno a fare la fortuna di questa squadra.

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Bernabeu

Una partita dal vivo al Bernabeu

Davvero bello il tour e tutti gli aneddoti legati alla squadra, ma allo stadio si va per vedere una partita. L’occasione e la partita perfetta è Spagna-Italia, gara di qualificazioni ai prossimi mondiali di Russia 2018. Certo, il risultato non è stato dei migliori per i colori azzurri, ma vedere e vivere una partita al Bernabeu è da brividi.  La visuale è praticamente perfetta da ogni settore dello stadio.

Ore prima del match è già festa. All’esterno è tutto rosso, come il calore e il colore della selezione spagnola. In Italia è difficile vedere una cosa del genere, sia a livello di club che con la nazionale, che un intero stadio indossi la maglia o i colori della propria squadra. Una differenza di mentalità e di abitudini che molte volte può incidere anche nel risultato prettamente sportivo.

L’orario del calcio d’inizio si avvicina e il Bernabeu diventa sempre più rosso, l’aria inizia a farsi elettrizzante. Tutto lo stadio scandisce all’unisono il coro “ESPANA”. Sia per i tifosi che per i calciatori dell’Italia, i brividi e le emozioni sono assicurate.

Le squadre scendono in campo e si schierano per i consueti inni nazionali. Gli oltre duemila tifosi azzurri sparsi in ogni settore si fanno sentire e l’Inno di Mameli risuona tra le mura madrilene. Sembra che l’Italia giochi in casa ma poi tocca all’inno spagnolo e ogni speranza svanisce. Tutti rigorosamente in piedi con mano sul petto, testa alta e adrenalina a mille. I decibel salgono regalando uno spettacolo incredibile, i tifosi dell’Italia non possono far altro che impugnare i loro smartphone e riprendere la scena.

Ad inizio gara, arriva la prova di civiltà e di sportività di un’intera nazione. I saluti e la standing ovation per Gigi Buffon, colonna del calcio italiano. Il giusto contributo ad uno dei migliori giocatori degli ultimi anni. Questo gesto di sportività fa da contraltare ai pessimi fischi riservati a Piquè, simbolo del Barcellona e della Catalogna da sempre rivali dei madrileni.

Fischi per Piquè e ovazione per Isco. Il talentuoso giocatore, attualmente al Real Madrid, con una strepitosa doppietta è il protagonista indiscusso del match. Giocate sopraffine e deliziose, il Bernabeu impazzisce per lui, e pure la difesa italiana. A pochi minuti dalla fine, il Ct della Spagna lo sostituisce per regalargli l’ovazione del pubblico di casa. I tifosi si alzano in piedi e simulano il gesto dell’inchino, un’apprezzamento vero e viscerale verso un campione incredibile.

A chiudere i giochi ci pensa Morata, subentrato a venti minuti dalla fine. Da ex giocatore del Real Madrid, il pubblico impazzisce al suo ingresso in campo. Entra e prova subito a mettere in difficoltà Barzagli, che vince il primo duello ma si arrende poco dopo, quando la punta spagnola lo brucia e insacca su assist di Ramos. 3-0, delusione italiana e festa spagnola.

La partita finisce, ma il pubblico di casa sembra non voler andare via e i cori e gli applausi verso i propri campioni continuano.

Il risultato finale è stato tremendo per l’Italia, un perentorio 3-0 per la Spagna a dimostrazione di una netta  superiorità. Nonostante la sconfitta, vivere una partita al Santiago Bernabeu è una delle emozioni più incredibili della vita anche se non si è amanti del calcio.

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