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Quagliarella, essere vittima di stalking ti cambia la vita ma c’è il lieto fine.

di Francesco Sbordone

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quagliarella napoli

Quagliarella e Napoli, un rapporto rovinato per colpa di uno stalker ma a tutto c’è un lieto fine con la pace fatta con i tifosi azzurri.

Per molti giorni, ha fatto clamore l’intervista rilasciata da Fabio Quagliarella al programma televisivo “Le Iene”, in cui dichiara di essere stato vittima di uno stalker che ha complicato la sua vita negli ultimi cinque anni.

Ricominciamo tutto dall’inizio, Quagliarella nasce a Castellamare di Stabia nel 1983. Gira l’Italia per affermarsi come calciatore professionistico, passando per Torino, Fiorentina, Chieti, Udinese, Ascoli, Sampdoria ed approdare al Napoli nella stagione 2009/2010. Per Fabio è un sogno che si realizza, giocare nella squadra della propria città e della quale ha sempre fatto il tifo. In realtà non è un sogno ma un incubo. Nel capoluogo campano, Quagliarella conosce un poliziotto di nome Raffaele Piccolo e da quel momento la sua vita cambia e Fabio inizia a vivere un’esperienza che difficilmente dimenticherà. “Mi accusavano di tutto. Da foto di ragazzine nude, dove diceva sotto che ero un pedofilo, che avevo a che fare con la camorra, che avevo a che fare con la droga, che avevo a che fare col calcio scommesse. Stiamo parlando di centinaia e centinaia di lettere, non di una o due lettere o due messaggi anonimi. A mio papà, quando ero in giro, gli arrivava un messaggio dove gli dicevano “Tuo figlio è in giro per Castellammare e ora gli spezziamo le gambe, lo ammazziamo”. A volte io ero fuori casa e avevo due o tre chiamate perse di mio papà perché io ero impegnato e mi preoccupavo. Quando uscivi di casa, a un certo punto ti guardavi intorno, ti sentivi osservato, ti sentivi minacciato. Non sapendo chi fosse, guardavi tutti con altri occhi, con occhi dubbiosi”.

L’infamata più grande, Quagliarella, la riceve quando le stesse lettere insinuanti arrivano, nello stesso periodo, alla Società Calcio Napoli che si affretta a liberarsi dell’attaccante cedendolo alla Juventus. “La Juventus mi aveva già cercato prima – racconta il calciatore alle Iene – ma avevo rifiutato”. E invece il passaggio alla Juventus viene fatto passare come un tradimento che i napoletani non perdonano. “Hanno detto che ero passato alla Juventus per i soldi, ma ho preso gli stessi soldi che prendevo nel Napoli”, commenta. E racconta: “Mi ricordo che dovevamo andare a giocare in Svezia. Io ero uno dei titolari. Prima della gara mi chiamarono e mi dissero: ‘No, tu non giochi, non giochi perché ti abbiamo venduto alla Juve, quindi fai meglio a non giocare’. Fu un attimo di shock”. Da questo momento in poi, il rapporto tra Quagliarella e i tifosi del Napoli si rompe del tutto, Fabio non può dichiarare quello che sta succedendo dato che c’era già un processo in atto. Dopo un errore commesso dal signor Piccolo, Fabio e suo padre vanno alla polizia a raccontare i loro sospetti. Finora hanno pensato che le forze dell’ordine stessero indagando sul molestatore anonimo ma scoprono che nessuna denuncia è mai stata depositata perché colui al quale si sono rivolti in cerca di aiuto è, in realtà, il loro terribile aguzzino.

La sentenza finale arriva qualche giorno fa, dopo un calvario durato anni: condanna lo stalker a 4 anni e 8 mesi di detenzione che, si rammarica il papà di Fabio, visibilmente commosso e provato anche lui di fronte a Giulio Golia, “non sconterà mai” perché la giustizia italiana prevede il ricorso, tempi lunghi e prescrizione. E anche il fatto che la condanna sia quasi più breve del periodo di terrore e sofferenza inflitto alla famiglia lascia l’amaro in bocca.

Se la condanna non ripaga in modo giusto, ci pensano i tifosi del Napoli a risollevare il morale di Quagliarella. I tifosi azzurri presenti al San Paolo in Curva A per il match tra la squadra di Sarri e il Crotone, hanno voluto esprimere la loro vicinanza all’ex attaccante partenopeo. Un segnale di riavvicinamento dopo gli anni di conflitto tra i sostenitori campani e lo stesso giocatore classe 1983. Ecco lo striscione: “Nell’inferno in cui hai vissuto… enorme dignità. Ci riabbracceremo Fabio, figlio di questa città”. Non si è fatta attendere la risposta di Quagliarella. Il giornalista Valter De Maggio, ai microfoni di Premium Sport, ha riferito il messaggio ricevuto su WhatsApp da parte dell’ex giocatore azzurro: “Sono emozionato e super felice. E’ una domenica speciale: dopo la vittoria del derby, questo striscione. Un bel gesto che mi fa finalmente riappacificare con la mia gente”.

Un rapporto d’amore inclinato ma che si chiude con un lieto fine. Quagliarella e Napoli si amano ancora.

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