Blog

L’amicizia, quella vera, nello Sport

di Francesco Sbordone

Pubblicato il

amicizia

foto fidal.it

La rivalità ma soprattutto l’amicizia, elementi essenziali nel mondo dello sport. Quando due atleti lottano e si allenano per lo stesso obiettivo, non sempre corre buon sangue ma questo non è il caso di Rafer Johnson e Yang Chuan-kwang.

 

L’amicizia da DIECI

Un’amicizia da dieci come dieci sono le prove in cui si affrontano gli atleti di USA e Taiwan. La loro specialità è il decathlon dove hanno rappresentato la più pura rivalità e la più forte delle amicizie. Il luogo di questo immenso spettacolo non può che essere Roma che nel 1960 ospita i giochi Olimpici in una fantastica cornice di spettatori e di monumenti. Johnson e Yang sono arrivati al decathlon in modo diverso: l’americano rifiutò i soldi di Hollywood e il professionismo del basket e del football, il taiwanese venne indirizzato a questo sport dalla sua federazione che vide in lui un modello di rappresentanza e separazione dalla Cina. La loro amicizia è iniziata due anni prima delle Olimpiadi di Roma, avendo lo stesso allenatore si sono allenati insieme per due anni. In quegli anni insieme, ognuno dei due ha sempre saputo che mentre diventava più forte, stava contemporaneamente rendendo più difficile il raggiungimento dell’obiettivo finale.

La prima prova sono i 100 mt, scatta meglio Yang che arriva due centesimi prima dell’amico e si porta primo in classifica con 44 punti di vantaggio. La seconda prova è il salto in lungo, in questo sport la parte fondamentale è essere il più vicini possibile all’asse di stacco e ad andarci più vicino è Yang che vince la prova e si porta a 130 punti di vantaggio. Nella terza prova, il getto del peso, arriva il ribaltamento in classifica. Johnson è più forte in questa specialità e ne approfitta battendo l’amico e portandosi al primo posto. La quarta prova è il salto in alto che viene caratterizzata dalle pioggie romane. Il campo è una palude e ad approfittarne è Yang cha salta 5 cm in più di Johnson e accorcia a 55 punti il distacco in classifica generale. I 400 mt sono la quinta prova, un giro intero della pista senza mai prendere fiato. Yang vince in volata e accorcia ancora di più in classifica. La sesta prova è l’emblema degli ostacoli, i 110 mt ostacoli. Johnson va in difficoltà e Yang sfrutta l’occasione vincendo la gara e balzando al comando. Il lancio del disco, la settima prova, viene stravinta dall’americano che ritorna primo in classifica. La fatica e lo stress s’iniziano a sentire anche nell’ottava prova e a pagarne di più le conseguenze e Johnson che salta 20 cm in meno del taiwanese ma riesce lo stesso a mantenere il primato.  La nona prova è un altro lancio, quello del giavellotto. A vincere è Johnson che conserva il primo posto ma con soli 67 punti di vantaggio. La decima ed ultima prova  è la massima prova di resistenza, i 1500 mt. Dopo tre giorni di prove, finire con i 1500 mt è una dimostrazione di forza e tenacia che solo in pochi riescono a sostenere. Nel terzo ed ultimo giro, tutti soffrono ma Rafer Johnson riesce a trovare le forze che non ha ed accorcia su Yang che vince ma di solo 1″2 secondi. Johnson ha perso sette prove su dieci da Yang, ma ha vinto il decathlon più bello della storia con soli 58 punti di vantaggio.

Il vincitore è più sollevato che felice e quasi sembra voler consolare il rivale, anzi l’amico. “Sei stato il migliore” gli dice Yang. “Lui mi ha reso migliore sia come persona sia come atleta” ha detto Johnson al suo funerale. La foto che ritrae Rafer Johnson poggiare la testa sulla spalla di Yang è una delle più significative della storia delle Olimpiadi. Questa foto racconta sacrificio, competizione, spirito olimpico, lealtà, passione ma soprattutto amicizia.

Diffondi lo spirito Millennial:

Lascia un commento

Lasciaci un commento

*

error: