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Carlo Ancelotti, l’allenatore di un’Europa intera

di Francesco Sbordone

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ancelotti

foto blitzquotidiano.it

Carlo Ancelotti uno degli allenatori più vincenti al mondo. Partito da un paese in provincia di Reggio Emilia ha conquistato l’Europa prima da calciatore e poi da allenatore.

 

Carlo Ancelotti, la storia

Da giocatore ha esordito nei professionisti in Serie C nel Parma per poi passare, prima alla Roma, dove ha vinto il tricolore, e poi al Milan dove ha conosciuto arrigo Sacchi. In rossonero ha vinto due Coppe dei Campioni consecutive. La carriera di allenatore inizia da vice del CT di Sacchi ai mondiali di USA ’94 e nella Reggiana in Serie B. Poi l’ascesa verso il grande calcio in seguenza con Parma, Juventus e Milan (2001-2009). Negli anni con la squadra rossonera ha vinto uno scudetto, una Coppa Italia, due Champiuons League, due Supercoppe Europee e un mondiale per club. Carlo Ancelotti diventa un allenatore di successo e dopo le esperienze nella nostra Serie A, iniziano quelle all’estero, tra il 2009 e il 2011 è stato sulla panchina del Chelsea, vincendo Premier League e FA Cup. Nella stagione 2011-2012 è subentrato in corsa sulla panchina del PSG, vincendo il campionato al secondo tentativo nel 2013. Nell’estate dello stesso anno approda al Real Madrid con l’obiettivo di vincere la “decima” Champions League. Alla sua prima stagione sulla panchina delle Merengues ha conquistato la Coppa del Re e la storica decima Coppa dei Campioni/Champions League. Attualmente è sulla panchina del Bayern Monaco per confermare ancora di piùil suo spessore a livello internazionale. Nella sua carriera ha vinto la Champions League tre volte da allenatore (due volte con il Milan e una con il Real Madrid) e due volte da calciatore (sempre con il Milan). La conferma del successo a livello internazionale arriva nel 2014, quando Carlo Ancelotti entra a far parte della Hall of Fame del calcio italiano. Considerato uno dei migliori allenatori al mondo, è stato soprannominato Carlo Magno dalla stampa spagnola in onore alla sua grandezza.

 

Carlo Ancelotti e le sue citazioni

Tante le frasi e le citazioni famose di Carlo Ancelotti, eccone alcune delle più celebri:

-„[In risposta al coro Juventino: “Un maiale non può allenare”] È un’insopportabile mancanza di rispetto verso la figura del maiale. (pp. 27-28)“

-„[Su Kaká] Sul suo conto mi ero sbagliato. L’avevo paragonato a Tonino Cerezo e lui continuò a prendermi in giro a lungo, per quel paragone errato. Altro che Cerezo: Kakà era un fenomeno e, a differenza di Zidane, quello che mostrava in allenamento faceva anche in partita. Fu una fortuna averlo.“

-„La cosa di cui più mi vanto è stata l’invenzione del modulo ad albero di Natale: avevo tantissimi centrocampisti dai piedi buoni e fu la chiave per farli giocare tutti insieme dando alla squadra un equilibrio unico. Il giorno più importante fu la finale di Champions vinta a Manchester contro la Juve: mi permise di togliermi l’etichetta di allenatore perdente che i due anni alla Juventus mi avevano appiccicato addosso.“
-„[Sulla scelta di Moggi e Giraudo di sollevarlo dall’incarico di allenatore della Juventus] Non ho alcun rancore. Anzi, Moggi mi prese bloccandomi mentre stavo andando in Turchia ad allenare il Fenerbahce. Alla Juve ho imparato quanto importante sia la sintonia tra allenatore e dirigenti. L’accantonamento finale? Mettiamola così: quando si chiude una porta, a volta si apre un portone. E a me è successo: col Milan.“

 

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