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Una porzione di Brasile, per favore

di Giada Magnani

Pubblicato il

img_2742I cibi brasiliani sono come le persone, un miscuglio di sapori e colori. In un piatto brasiliano puoi trovarci del riso condito con fagioli, circondato da carote gialle e zucca, incastrato ad una fettina di maiale, abbellito con un po’ di uova fritte e insaporito con tapioca. A Belo Horizonte per pochi reals si possono trovare buffet coloratissimi, che offrono ingredienti spesso sconosciuti tipici della comida mineira, la cucina brasiliana del Minas Gerais. In queste poche settimane in Brasile il cibo ha accompagnato la mia scoperta di questo paese e di questo popolo fantastico, perciò ecco un elenco di cibi che porterò finora nel cuore e nella pancia:

Pan de queijo: è stata la prima cosa che ho mangiato a Belo Horizonte. Sulla strada dall’aeroporto a casa, la mia coinquilina ha rallentatato l’auto e mi ha puntato gli occhi addosso: “Noi in Minas Gerais amiamo molto le tradizioni. Una di queste è il Pan de queijo, che offriamo come segno di benvenuto. Se non ti piacerà, ti riporterò subito  in aeroporto”.  pan_queijo_largeLa mattina seguente, camminando a tentoni in pigiama, sul tavolo della cucina  ho trovato un cestino con 10 Pan de queijo e un foglio che diceva “Questi sono per te”. La mia fortuna è stata quella di essere a casa da sola mentre davo il primo morso. Erano buoni, ma essendo intollerante al latte ho trascorso i resto della mattina coi dolori, sperando di non essere cacciata dal Brasile per questo. Al ritorno da lezione, Caroline ha scambiato la mia faccia da coliche per un sorriso.  Promossa.

coxinha

Coxinha: da fuori sembra un arancino ma quando le dai di morso, si sgretola il croccante della panatura e i denti affondano in un ripieno morbido fatto di pollo e podoro. La coxinha viene venduta ad ogni angolo di strada, dai bar e dai carretti di fronte alle scuole o ai musei. L’invenzione della coxinha sembra riasalire all’epoca dell’impero, quando a corte viveva un bambino con problemi mentali, che non accettava di mangiare altro se non le cosce di pollo. Siccome mangiava come un lupo con la sindrome premestruale, un giorno accadde che finirono le cosce da servire. Al cuoco di corte venne perciò l ‘idea di ingannare il bambino creando una finta coscia di pollo, e riempì l’impasto con petto di pollo e altre parti snocciolate, dandogli alla fine la forma di una coscia. Fu un successo.

 

Lasagna di pollo: i miei amici brasiliani hanno riso tantissimo vedendo la mia faccia davanti a queste lasagne. “Davvero mettete il pollo anche nelle lasagne??” Lo so, sono atipica, ma in genere io non amo le lasagne che mi cucina mia nonna, per via della besciamella che mi rimane tra lo stomaco e il duodeno. Io queste le ho mangiate in un secondo, mentre il ragazzo seduto di fronte a me cercava di capire se fosse vero che il cibo italiano è tanto buono come si dice. Io annuivo con le lasagne sparso sulle guance, non so se mi abbia creduto. Per i più coraggiosi c’è anche lo spiedino coi cuori di pollo, che ho provato come buon auspicio per il tirocinio di cardiologia che sto seguendo. Buoni, ma mi è sembrato di masticare sabbia.

Assortment of tropical fruit

Suco natural: è il succo di frutta che puoi trovare praticamente ovunque e molti negozi te lo fanno frullandoti la frutta davanti agli occhi. La frutta Brasiliana è una meraviglia e ogni volta che tagli in due un frutto non sai mai che colore e che gusto ci troverai dentro. Al supermercato la prima volta ho fatto la scorta di goiaba, cajà, mango, papaya, abacaxi e maracuja; da quella volta il padre della mia coinquilina mi porta a casa quintali di frutta tagliata e confezionata per vedermi sorridere.  Lo scorso weekend ho provato l’agua de coco, bevuta direttamente con una cannuccia da una noce di cocco forata. Il tizio che ce l’ha venduta l’ha poi tranciata in due con una mossa da Jack lo Squartatore, per farci assaggiare  la crema rimasta intorno alle pareti. Sublime, ma avevo i sensi di colpa per la violenza usata contro quel frutto.

509003037_xsAcai: la moda del momento, una specie di gelato che viene gustato con le farciture più varie da persone di tutte le età, a qualsiasi ora del giorno.  L’acai è un frutto della foresta amazzonica che, nel resto del Brasile,  ha riscontrato un gran successo servito in questa modalità gelata. Io l’ho mangiato in un piccolo bar davanti alla facoltà, dopo che una ragazza mi aveva confessato di esserne dipendente e di non riuscire a vivere senza il suo acai quotidiano. Mi è piaciuto abbastanza, ma i problemi sono iniziati mentre ero in sala operatoria quel pomeriggio, perchè inspiegabilmente avrei voluto saltellare e ballare sul paziente intubato. Dopo una notte insonne a leggere tutto il dizionario italiano-portoghese, ho infine scoperto che nella preparazione dell’acai è compreso del guaranà, al quale evidentemente sono molto sensibile. Buono a sapersi per quando deciderò di tornare in Europa a nuoto.

Cachaca: eccoci alla fine. O meglio, all’inizio, perché la cachaca è il brodo primordiale da cui ha sono nati i brasiliani.La caipirinha l’ho bevuta la prima volta a casa sul divano della sala, mentre le amiche della mia coinquilina mi raccontavano del Brasile e delle sue contraddizioni. Il primo bicchiere col lime mi ha fatto sentire leggera, il secondo con la fragola mi ha stesa, mentre loro mi spiegavano che esistono varietà di caipirinha fatte con tutta la frutta possibile e immaginabile. A fine serata sono stata truccata da una delle sue amiche e mi sono ritrovata ad un concerto di musica funk. E nel mezzo della pista ho intuito che ballare , sorridere, muovere i capelli e sculettare con un uomo attaccato al tuo fondoschiena, purtroppo non è un’arte accessibile a tutti.

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