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Ajax, una fucina di talenti

di Eugenio Petrillo

Pubblicato il

Vorrei iniziare questo blog con una semplice domanda: cosa c’è di più bello – in ambito calcistico e  anche sportivo più in generale – di veder crescere un ragazzo con la cultura del lavoro fino a diventare un talento mondiale?
La più veloce ad alzare la mano per rispondere a questo quesito è l’Ajax che dal lontano 1950 ha iniziato questo progetto di sviluppo e di crescita di giovani talenti.
Ad oggi poi si sono aggiunti altri club con questa peculiarità come la “cantera” del Barcellona, conosciuta come Masia; gli impianti messi a disposizione dallo sceicco proprietario del Manchester City e perché no, anche tante altre squadre olandesi (Feyenoord e PSV su tutte).
In Italia purtroppo ancora – come spesso accade – siamo indietro rispetto agli altri paesi che basano i loro successi su giocatori cresciuti nel vivaio: basta solo considerare la vittoria della Germania negli ultimi Mondiali.

Prima foto

Tornando all’Ajax, che è di ciò che ci occuperemo, come già detto è stata una dei precursori di questo movimento calcistico degli ultimi 70 anni, progredendo e sviluppandosi nel tempo.
I giocatori che hanno scritto la storia dell’Ajax (i tifosi del Milan li ricorderanno sicuramente con piacere!) tutti li conosciamo e non penso ci sia bisogno di nessuna spiegazione: 33 campionati olandesi, 18 coppe nazionali, 4 Coppe Campioni (poi diventata Champions League), una Coppa delle Coppe, una Coppa Uefa e due Supercoppe europee ed Intercontinentali.
Questi numeri – quelli europei – nell’ultimo ventennio non sono progrediti come d’abitudine per via dell’arricchimento degli altri grandi campionati come quello spagnolo, tedesco, inglese ed italiano.
Questo fatto comunque non ha scoraggiato la società biancorossa che ha impostato il proprio punto di forza proprio sul vivaio e la crescita dei “talentini” disponibili in casa.
Nella periferia di Amsterdam infatti è stato costruito – oltre che il bellissimo stadio Amsterdam ArenA – un centro all’avanguardia con tutti gli strumenti necessari allo sviluppo dei propri ragazzi.
Ma esiste una struttura perfetta se all’interno non ci lavora un staff di preparatori e allenatori all’altezza?

Seconda foto

Non è un reato considerare il settore giovanile dell’Ajax una vera e propria industria, in quanto produce giocatori, li forma fino a livello professionistico ed infine li vende (anche a caro prezzo) ai top club europei.
Il vivaio dell’Ajax (chiamato De Toekomst “Il Futuro”) si basa su tre criteri semplici, spietati ma fondamentali.
Il primo e più importante è il metodo di scelta dei giovani da parte degli osservatori:  non importa se un ragazzo segna 20, 30 o 100 gol o se è una saracinesca e para tutti i rigori, bensì vengono scelti i ragazzi con più passione e voglia di far parte della famiglia Ajax.
Questo è facilitato anche e soprattutto dal secondo punto: raramente vengono osservati ragazzi fuori dai Paesi Bassi o addirittura lontano da Amsterdam. Detta in altre parole, è più probabile che un ragazzo di Amsterdam sia motivato a giocare per l’Ajax rispetto ad uno proveniente da un altro paese.
Dunque per gli osservatori è assolutamente una priorità quella di valorizzare giovani giocatori locali. Un elemento a cui tengono molto riguardo a ciò è che alla sera dopo gli allenamenti i calciatori possano tornare nello loro abitazioni dalle loro famiglie. Rispettando la vita privata, le future promesse si sentiranno ulteriormente a casa e vicini ai loro cari durante la loro crescita.
Il terzo e ultimo criterio è, come detto, duro e spietato. Non c’è compassione, non ci si può permettere di tenere ragazzi che non sono all’altezza o che sono dei pesi morti. Infatti ogni anno dei 300 giocatori (si parte dai 6-7 anni fino ai 19) ne vengono scartati decine. Questo anche perché il calcio è business e l’obiettivo è quello di vendere i propri talenti al prezzo più alto possibile!

Terza foto

La società Amsterdamsche Football Club Ajax è contraria assolutamente alla teoria del “pay to play” infatti coniando la frase “no pay to play” le famiglie dei ragazzi devono sborsare una cifra irrisoria.
Per poche decine di euro vengono messi a disposizione pullman che prelevano i giovani dalle scuole e li portano ai campi da gioco o nelle strutture d’allenamento, vengono coperte tutte le spese per l’educazione,  il materiale calcistico, i viaggi per i tornei e la quota per gli allenatori.
Gli allenamenti, nonostante il basso costo, sono duri e seri. I mister sono motivati e motivano gli stessi ragazzi, tutto funziona e tutti lavorano per essere efficienti al 100%.
Si controlla tutto, ogni minimo dettaglio, perfino le coperte, i piatti e le tazze che usano i giovani del vivaio e i professionisti della prima squadra. Tutto deve essere al proprio posto per creare giocatori preparati tecnicamente, tatticamente ma soprattutto mentalmente ed essere disponibili per ogni squadra. Ricordiamo che ogni elemento è visto come una possibile entrata economica: l’esempio che la società prende sempre in considerazione è quello di Wesley Sneijder che arrivò all’Ajax all’età di 7 anni e se ne andò a 23 al Real Madrid, per una cifra attorno ai 30 milioni di euro.
Vengono fatte infine quotidiane analisi sui talenti: per esempio vengono controllate le frequenze dei battiti cardiaci per essere sicuri che i ragazzi non fatichino né di più né di meno dei giorni precedenti.
Questo modello di allenamento e di sviluppo delle individualità creato dall’Ajax è stato seguito dal club che negli ultimi anni ha avuto più successo dal vivaio: il Barcellona.

Quarta foto

Tutto ciò che è stato detto non è nulla di astratto e di impossibile da raggiungere.
In Italia ancora troppo poco si sta facendo per arrivare a ciò (giusto la Juventus negli ultimi anni ha iniziato a migliorare questo aspetto): la maggior parte dei club del nostro paese ha giocatori stranieri e non più giovanissimi.
Ho potuto constatare con i miei occhi il grande sviluppo della società che fa sede ad Amsterdam, avendo la fortuna di fare un tour guidato al meraviglioso stadio e nelle aree riservate.
È difficile in un momento di crisi investire molti soldi sui giovani, però allo stesso tempo sono proprio loro il futuro. Dovremmo smettere di pensare solo e solamente ad ottenere risultati oggi, ma focalizzarsi maggiormente sul domani, proprio come stanno facendo i “Lancieri.

Quinta foto

 

PS: in questi giorni è venuto a mancare una leggenda del football, dell’Ajax. Il profeta del calcio totale, nonché il 14 più famoso di sempre. Johan Cruyff.  

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