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Quando la Marvel riordina: Infinity e i suoi fratelli

di Luigi Ercolani

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imagesE così, è successo anche nella Casa delle Idee. Era naturale delle cose che dovesse accadere, prima o poi, e anzi l’autentico miracolo è stato farla durare più di cinquant’anni, ma era scritto che prima o poi la continuity della Marvel dovesse essere riorganizzata, semplificata e reindirizzata. Peraltro in un modo pressoché identico a quello adottato della rivale DC negli anni ’80 con Crisi sulle terre infinite (per saperne di più su quest’ultimo è bene andare a rispolverare l’articolo specifico della rubrica di Discorsivo Parlando con le nuvole).

 

Quale sarebbe questo modo? Semplice: distruggere, ma senza cancellare. “È tempo di distruzione!” tuonerebbe in questo caso Ben Grimm/La Cosa, e nel bullpen della 50esima strada un paio di anni fa in fondo devono aver pensato la stessa cosa. Se ipoteticamente hanno provato a fare la stessa cosa che abbiamo provato noi, ovvero mettersi a contare tutti gli universi introdotti dal 1961 in qua, devono essere usciti da quella riunione tutti con un gran mal di testa. Per dire: c’è quello classico, la famosa Terra – 616, poi quello Ultimate, quelli degli Squadroni Supremi (uno di Gruenwald e uno di Stranczynski), quello dei Marvel Zombi, quello 2099 e potremmo andare avanti all’infinito. Tutto un insieme di mondi, avventure, personaggi, storie che sono stati presentati e cavalcati per un certo periodo, prima di fare il loro tempo. Anche perché è ovvio che alla fine i fan guardano soprattutto all’universo originale, il loro punto di riferimento e metro di paragone.

 

a-new-look-at-infinity-1-from-marvel-comics-L-kSFl6_ Per essere più chiari, ipotizzammo la situazione in uno spazio e un tempo. Sede della Marvel, inizio del 2013. Come già detto, si avverte la necessità di ridefinire tutto il marasma di storie sviluppato in più di mezzo secolo di continuity e di ridurre un po’ gli universi proposti ai lettori. L’idea, parafrasando Lubrano, sorge spontanea: un evento distruttivo colossale che tolga di mezzo qualche universo ormai in disuso, e quindi di troppo. Tipo Crisi delle Terre Infinite, per intenderci. L’evento in particolare (solo un caso?) viene chiamato Infinity, che viene sviluppato su due binari differenti per rendere più viva e drammatica (e quindi anche lunga, ça va sans dire) la vicenda. Da una parte c’è il cataclisma che vede due universi qualsiasi del sistema multiversale collidere su stessi per cause inizialmente ignote: il punto di incontro è la Terra in entrambi, e se una delle due viene di distrutta ambedue gli universi vengono risparmiati, se no il destino è l’annientamento di tutte e due le realtà. Questi fenomeni, chiamati incursioni, si verificano di continuo tra mondi differenti, e se per caso si scampa una volta non è detto che una seconda il risultato sia identico. Nello stesso filone si inserisce poi l’assalto alla Terra (616, ovviamente) dei Costruttori, una misteriosa razza aliena che sarebbe addirittura all’origine della creazione dell’universo, che viene respinta grazie a epiche battaglie che hanno luogo nello spazio.

 

L’altra linea narrativa vede invece le forze supereroiche rimanenti sul pianeta blu contrastare l’attacco di Thanos, venuto a riprendersi le Gemme dell’Infinito (andate però distrutte nel tentativo di fermare una incursione) e già che c’è ad eliminare il figlio avuto circa vent’anni prima con una concubina inumana, che una leggenda vuole come destinato ad eliminare il tiranno (d’accordo, lo si poteva anche corrompere, i politici umani lo fanno dall’alba dei tempi). Tra l’altro, sempre a proposito di miopia politica, la controffensiva terrestre viene notevolmente ostacolata dalla discordia tra Atlantide e il Wakanda e i rispettivi re, anche se poi la situazione alla fine viene ugualmente risolta per il meglio.

 

 

Come detto, Infinity ha avuto il ruolo dell’introduzione: ha dato il via a una situazione e al tempo stesso ha dato una spiegazione razionale agli eventi che verranno dopo. O meglio: all’ Evento. Sì, perché Infinity e i suoi fratelli (AXIS e Time runs out in primis, ma non solo) sono semplicemente il preludio di quello che sarà la storia che dovrà razionalizzare l’Universo Marvel, quella Secret Wars di cui ci occuperemo ben presto. Per ora non anticipiamo niente, se non altro perché ci vorrebbe un solo articolo per spiegarne le dinamiche e l’organizzazione, sempre che noi stessi ovviamente arriviamo a comprenderla a pieno. Fatto per nulla scontato quando si tratta di una continuity che come si accennava all’inizio ha cinquant’anni di storie alle spalle e universi tirati fuori ogni volta come da un cappello a cilindro senza fondo. Staremo a vedere, intanto però le premesse sembrano promettenti, e il fatto che Jonathan Hickman sia l’autore tanto di Secret Wars quanto di Infinity garantisce continuità e limita il rischio di eventuali falle. Come sempre, l’importante resta il greater good della Marvel.

 

 

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