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Otto cose da non fare alla (ri)proiezione di un film cult

di Fabio Pirola

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Ottobre, tempo di film celebri e piccole perle cinematografiche che tornano, per pochissimi giorni, sul grande schermo. Cosa fare, per prepararsi al meglio? Innanzitutto, nulla di quanto scritto qui sotto.doc marty

  1. L’attesa. Non c’è bisogno di presentarsi in anticipo di ore davanti alla sala cinematografica per scaldare il terreno, soprattutto se avete già prenotato il biglietto settimane prima, assicurandovi i posti migliori. Se proprio volete radunarvi per tempo, evitate assembramenti rumorosi e pietose recite improvvisate di battute del film. Quei pochi passanti che rideranno, staranno ridendo di voi e non certo con voi.

  2. Collegandoci al punto precedente, ve lo chiedo con il cuore in mano: c’è davvero bisogno di vestirsi come i protagonisti del film cult che si sta per (ri)vedere? La piaga del cosplay non risparmia questi momenti anzi se possibile ne è amplificata, per il fatto che si tratta di eventi tendenzialmente unici per i queli vige il motto ora o mai più. Anche qui, richiamo le conclusioni di cui al punto 1, aggiungendo che se qualche bambino vi osserverà confuso credendo che sia già arrivato carnevale bé, probabilmente avrà ragione.

  3. Lo so, la tentazione è forte. Non basta farsi fotografare davanti ai cartelloni del film, o postare su facebook l’istantanea del biglietto con tanto di hashtag improvvisati e improbabili, voi volete di più: non contenti della misera schedina celebrativa che vi hanno regalato alla cassa, volete portarvi a casa uno di quei cartelloni o, ancora meglio, una bella sagoma gigante del vostro idolo. Se non avete amici che lavorano in quella sala disposti a farvi ottenere il tutto una volta che il film è passato, il furto goffo e rocambolesco è pratica vivamente sconsigliata. Piuttosto, passate in tipografia.

  4. Gli spettatori che quella stessa sera sono in attesa di guardare altri film, compresa l’ultima spumeggiante commedia di Federico Moccia, non sono esseri inferiori a voi né vanno guardati dall’alto in basso, con gli occhi che dicono “poveretto, mi fai pena, non sai cosa ti stai perdendo”. Sono persone come voi, soltanto hanno gusti diversi. Gusti. Sì lo so, non è facile da capire.

  5. Ai cassieri e ai baristi del cinema non interessano i motivi per cui tu stai andando a vedere questo film, per cui non dirglieli, perché faranno finta di ascoltarti sorridendo, quando va bene, o ti consegneranno bruscamente biglietti e resto chiamando con voce svogliata il prossimo, guardandoti con occhi pieni di infinita compassione.

  6. Buio in sala, finalmente si comincia. Buona parte degli spettatori di queste proiezioni sono persone che conoscono già il film, alcuni l’hanno visto poche volte, ma ce ne sarà certamente un buon numero che conosce a memoria ogni singola scena e ogni singola battuta che verrà pronunciata dagli attori. Vietatissimo, in questa fase, anticipare i personaggi sullo schermo prorompendo nelle loro battute pochi istanti che le dicano loro, magari per farsi belli agli occhi dell’amico/a o dei vicini di posto, per fargli capire “che voi conoscete veramente quel film”. Ecco, no grazie. Tenetevele per voi le anticipazioni, reprimete il vostro istinto spoileratore perché tanto non anticipate nulla di nuovo e create solo fastidio.

  7. Terminata la proiezione, inizia la fase del “farla pesare a chi non c’è stato”. Non c’è patito di film che non sogni, in cuor suo, di portare al pentimento l’amico scettico. Ora, le strade sono due: o l’amico in questione sarebbe venuto con tutto il cuore ma un imprevisto gliel’ha impedito, per cui non ha certo bisogno di un giullare che gli giri in coltello nella piaga, o del film in questione non gliene fregava una cippa e la tua presenza fastidiosa a tentare di convincerlo del contrario risulterà patetica e inopportuna. In entrambi i casi, ripeti dentro di te il detto antico: il silenzio è la saggezza degli umili.

  8. Per chiudere, vivete queste esperienze per sé stesse, come se fossero qualcosa di unico e che non debba per forza ripetersi, magari con altri classici che bramate di vedere al cinema fin dall’infanzia. Godetevi il momento e non pensateci più. Se ricapiterà sarete fortunati, ma non abituatevi a questi eventi. Conosciamo gli intricati meccanismi della distribuzione italiana, ed è molto meglio non farsi illusioni.

Dopo questa bella sfilza di regole pratiche, annuncio pubblicamente che la sera del 23 ottobre 2013, in occasione della storica riproiezione di Ritorno al Futuro – parte II, sono intenzionato a violarne un numero rilevante. I motivi? Perché sarà divertente, e perché chi non ci sarà non potrà capire cosa significhi vedere la De Lorean a 88 miglia orarie sul grande schermo o sentire le urla di Doc Brown amplificate dall’impianto stereo di una sala cinematografica. In ogni caso, sto già violando una delle regole. Ve la sto facendo pesare… 😉

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