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Verona capitale dell’omofobia?

di Lara Conte

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alcune-persone-sono-gay-fattene-una-ragione-L-8lGoi1Amare è un diritto umano.

Uno degli slogan del presidio organizzato ieri in Piazza Bra a Verona dalle realtà LGBTQ locali Cricolo Pink, Arcigay Pianeta Urano, Centro Milk, a cui hanno aderito ufficialmente PD, Se non ora quanto, CGIL e che ha visto la partecipazione di collettivi e individualità arrivati da tutta Italia.

Eravamo lì per protestare e manifestare a difesa dei diritti civili più volte minacciati nel nostro Paese e che ieri venivano messi in discussione una volta di più a livello ufficiale con l’appoggio delle istituzioni politiche e della Chiesa.

Ieri nella Sala Convegni del Palazzo della Gran Guardia si è tenuto infatti il convegno Teoria del Gender: per l’uomo o contro l’uomo? organizzato dall’Associazione Famiglia Domani e il MEVD-Movimento Europeo Difesa della Vita. Patrocinata dal sindaco leghista Flavio Tosi e dal vescovo Giuseppe Zenti la conferenza -a pagamento- si è svolta nell’arco dell’intera giornata e ha visto l’intervento dell’infettivologa Chiara Atzori dell’Ospedale Luigi Sacco di Milano e di docenti di spicco dell’Università Europea di Roma (Rete Internazionale Università Legionari di Cristo), Tor vergata e dell’A.E.S.P.I.

Il tema centrale verteva su argomentazioni filosofiche, storiche e scientifiche con il fine di dimostrare che gli studi di genere fossero il prodotto di un complotto internazionale orchestrato dall’intera comunità LGBTQ con lo scopo di sabotare i sacri valori cristiani della famiglia, partendo dalla ridefinizione di sesso e di genere. Riconoscere diritti a questi individui sarebbe quindi moralmente e scientificamente sbagliato.

Un complotto che, secondo uno dei relatori, si servirebbe anche dell’istituzione del matrimonio: a suo dire gli omosessuali rivendicherebbero il diritto al matrimonio per inserirsi in una visione sociale di normalità sdoganando cosi’ l’immagine negativa legata alla propria diversità sessuale.

La dottoressa Chiara Atzori, intervenuta a Radio Maria sull’argomento, ha dichiarato che: “la normalizzazione dell’omosessualità, nei paesi in cui è avvenuta (si intende la parificazione sostanziale con le famiglie eterosessuali, ndr), ha portato risultati sanitari devastanti: si evince sia dagli studi epidemiologici degli Stati Uniti, e direi ancora di più dai dati inglesi, in cui la prevalenza delle infezioni nella popolazione omosessuale sono estremamente elevate ma soprattutto dove, purtroppo, anche la propagazione di una normalizzazione dell’omosessualità non fa altro che incrementare i comportamenti cosiddetti esplorativi”.

In altre parole, oltre a considerare la mancanza di prevenzione come sinonimo di omosessualità, se si riconoscono i diritti si mette in atto un meccanismo che favorirebbe la promiscuità e i comportamenti “esplorativi” anche in quelle persone che in una società senza parificazione, non penserebbero mai a indagare le proprie pulsioni omosessuali, contribuendo così a diffondere le malattie infettive.

Una denuncia a chiare lettere partita dalle sale comunali di Verona: l’omosessualità è stata presentata come una malattia infettiva ma curabile. Chi ne è affetto non intende riconoscersi contro natura ma pretende un riconoscimento giuridico da parte dello Stato per poter essere equiparato a un normale cittadino.
Una minaccia gravissima per la famiglia e per la specie, la cui diffusione deve essere impedita esattamente come se si trattasse di virus. Uno scenario apocalittico degno dei migliori film horror in cui pochi discepoli ben accorti riescono a rendersi conto della situazione.
Al posto di armi da fuoco i nostri ipotetici eroi brandiscono intolleranza, omofobia e discriminazione.

Un evento che segue di pochissimi giorni il via libera all’emendamento salva associazioni introdotto su iniziativa di Gregorio Gitti (Sc) e accettato dal Pd per avere il via libera al testo. Da una parte la modifica alla Legge Mancino introduce un aggravante per i reati di omofobia e transfobia, stabilendo pero che “non costituiscono discriminazione, né istigazione alla discriminazione, la libera espressione e manifestazione di convincimenti od opinioni riconducibili al pluralismo delle idee, purché non istighino all’odio o alla violenza, né le condotte conformi al diritto vigente”.
Una legge farsa che, come la 194 sul diritto all’aborto, si auto sabota garantendo una difesa dei diritti e della persona pari a zero.

Inoltre il sindaco Tosi ha negato il patrocinio per la Marcia contro la Pedofilia di venerdì 20 settembre a Verona per ricordare le vittime degli abusi sessuali da parte di 26 sacerdoti ai danni di 67 bambini sordomuti all’Istituto per sordi Antonio Provolo. Uno degli scandali italiani piu gravi di cui parla anche il docufilm Mea Maxima Culpa. Denunce che rimasero inascoltate per trent’anni prima che due dei 27  sacerdoti venissero riconosciuti colpevoli e condannati a una vita di preghiere e penitenze.

Tutto ciò mi stimola una particolare riflessione in relazione al fatto che la figura dell’omosessuale sia stata spesso associata alla pederastia e alla pedofilia all’interno di una cultura come quella italiana profondamente avvelenata dall’integralismo cattolico. Una casta religiosa di dottrina sessuofobica che ritiene più onesto condannare due persone che si amano in modo consenziente e reciproco perchè non eterossesuali e quindi contro natura, mentre si ostina a non punire adeguatamente i reati sessuali di pederasti e pedofili ai danni di innocenti perché all’interno delle proprie file.

 

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