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Ti amo come se mangiassi il pane – storia di un’ignoranza artistica

di Sara Pasini

Pubblicato il

“Ti amo come se mangiassi il pane
spruzzandolo di sale 
come se alzandomi la notte bruciante di febbre 
bevessi l’acqua con le labbra sul rubinetto 
ti amo come guardo il pesante sacco della posta 
non so che cosa contenga e da chi pieno di gioia 
pieno di sospetto agitato 
ti amo come se sorvolassi il mare per la prima volta in aereo 
ti amo come qualche cosa che si muove in me quando il 
crepuscolo scende su Istanbul poco a poco 
ti amo come se dicessi Dio sia lodato son vivo.”

 

Sicuramente il 99% dei lettori non conoscerà questa poesia di Hikmet. O meglio: il 99% dei lettori non conoscerà lo stesso Hikmet.

Ma non è colpa vostra. Fino a pochi mesi fa non lo conoscevo nemmeno io. Quindi non è nemmeno colpa mia.

Forse è colpa dell’ignoranza, del “non ho tempo”. Insomma, della svalutazione, perpetua, inarrestabile, della poesia.
Poesia contemporanea, classica, ermetica, barocca. Tutto in sconto, a metà prezzo.

Se mi prende Dante e Marino, Pascoli è in omaggio: sa, in questo secolo vige il 3×2. 

“Il più bello dei mari
è quello che non navigammo.
Il più bello dei nostri figli
non è ancora cresciuto.
I più belli dei nostri giorni
non li abbiamo ancora vissuti.
E quello
che vorrei dirti di più bello
non te l’ho ancora detto.”

Dai, ammettiamolo: chi di voi non ha mai usato o sentito una storpiatura di questo testo, per fare bella figura con le cosiddette “frasi fatte”?

Questo vuol dire che non  fa così schifo  ‘sta poesia!

Sapete cosa penso? Che siamo pigri. Non si legge più la poesia perché costa fatica. Tocca pensare. Non basta spingere un pulsante del telecomando come quando ci si lascia  tatuare passivamente culi e minigonne nella memoria a breve termine.

Bisogna ragionarla, sentirla. Bisogna usare il cuore. Bisogna saper ascoltare ed ascoltarsi.

Ma tutto ciò fa paura…

La mamma dice che se apro la mente, poi arriva l’uomo nero e mi ruba tutti i neuroni.

Facciamo un giochino?

Io vi proporrò delle immagini, e voi dovrete indicarmi la più bella, con tanto di motivazione.

Pronti?

vergine

michelangelo_tondo_doni_450

Parmigianino -Madonna dal collo lungo

quadro franz marc

Dunque? Chi siamo noi per dire che la tale opera “fa schifo”?

Nessuno. Perché non siamo competenti, non abbiamo strumenti per esprimere un giudizio autorevole. E anche se, di colpo,  fossimo tutti professori ed esperti d’arte, non avremmo comunque il diritto di sentenziare e di condannare un artista o un quadro, un qualsiasi lavoro, espressione di una personalità, perché questa rimarrebbe tale e quale, manterrebbe la sua essenza,anche chiamandola “obbrobrio” o “capolavoro”.

 

Ma non è finita qui! Che ne pensate di questo complesso scultoreo?

pietà rondanini

E ci credereste che questa è una “Pietà (Rondanini)” compiuta, o meglio incompiuta, da Michelangelo?

Sì, lo stesso autore di questa qua sotto!In poche parole, signori miei… la poesia, così come qualsiasi altra forma d’arte, ha bisogno di essere compresa. Esiste sotto varie forme:  forme mutevoli, incerte, cangianti e spesso incomprensibili a prima vista… eppure c’è, è lì, sotto i nostri occhi e non aspetta altro che essere scoperta. E amata.

pietà michelangelo

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