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Lo sapevi che un gruppo di scienziati…

di Sara Pasini

Pubblicato il

…ha sintetizzato in laboratorio un derivato delle proteine del latte che, se impiegato nell’industria dolciaria, è in grado di annullare il contenuto calorico all’interno delle merendine comunemente divorate dai bambini durante la ricreazione?

 

 

Ovviamente questa notizia è una balla.

Non so voi, cari lettori, ma tutte le volte che leggo su internet, o sento al telegiornale (o, sempre più spesso nei quiz a premi in TV) la frase “Lo sapevate che un gruppo di scienziati…” mi vengono i brividi. Questo succede perché il 99,9% delle volte le notizie riportate riguardano una scoperta inutile, come ad esempio l’orgasmo dei colibrì, o la sincronizzazione di sanitari igienici con il lancio di un razzo spaziale e chi più ne ha più ne metta.

Insomma, per farla breve, sembra che moltissime università/centri studio di paesi stranieri amino sperperare denaro pubblico in ricerche pressoché ininfluenti (per non dire cretine, e passatemi il francesismo) sull’esistenza del Pianeta e i suoi abitanti (chiedetevi perché a “Pianeta” ho messo la maiuscola e ad “abitanti” no).

 

E intanto in Italia il ministro Profumo si dice dispiaciuto per essersi dovuto accanire ancora una volta sui già irrisori fondi per la ricerca. 

Niente soldi?

Nada.

No.

Niet.

Non.

Nein.

Zero, finiti, adios!

 

Ma come mi diverto a inserire spazi doppi di interlinea! Ma sì,  visto che gli euro son pochi e non si possono buttar via, sprecare il cibo è peccato, gli abiti smessi vanno alla Caritas il silenzio vale più di mille parole, ho deciso che sarò prodiga di spazi vuoti, solo e soltanto questi.

 

Uno qui.                      Uno là.                                   Uno più a destra.

Uno giù.                                                                                                                      Uno su.                                          Quanti spazi…

 

Credo proprio che non ci sia più posto per l’innovazione in questa nazione, la democrazia ha raggiunto la sua massima portata, la gente che è rimasta fuori dal sistema, come me e qualche altro milione di persone,  (vuoi che siamo arrivati troppo tardi, vuoi che non abbiamo fatto abbastanza per meritarcelo) è OUT. Le menti sono in esubero. Troppi pensieri là fuori.

E allora fingo di crearmelo da sola lo spazio.                                                                     Così.

 

C’è posto per ognuno di noi  in quello che scriviamo, quello che facciamo.

L’importante è farsi sentire e riempirli, questi spazi.

 

Potrei riattivare l’economia finanziando la produzione di tastiere per PC, a partire dalla barra spaziatrice. E a pensarci bene anche le industrie di matite aumenterebbero gli introiti…

Ma…se invece di abbattere gli alberi per scarabocchiare fogli di carta, scrivessimo una pagina della storia dell’Italia?

 

Buon spaziamento a tutti.

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