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Trees of paper: corrispondenza dal Brasile #8

di Cecilia Polizzi

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Cecilia Polizzi è una giovane laureata in Scienze della Comunicazione all’università di Bologna. Da tre anni è membro del comitato direttivo dell’associazione di volontariato “Mateando for Children”, che si occupa della tutela, della formazione e del sostentamento ai minori che vivono situazioni di disagio nella provincia di Buenos Aires.
Da aprile di trova in Brasile, per svolgere un’attività di volontariato itinerante dal sud verso il nord del paese allo scopo di acquisire maggior consapevolezza delle problematiche che affettano il continente latinoamericano anche al di fuori dell’Argentina.
Durante la permanenza in Brasile, ci ha inviato e continua a spedirci corrispondenza.  
Pubblichiamo qui a cadenza regolare le pagine del suo diario.

Intervento precedente >> Tress of paper #7

 

07-05-2012

Stringo la mano ad André Fernandes in un pomeriggio afoso.
Mi abbraccia e mi sorride.
Il fondatore dell’ANF-Agencia de Noticias das Favelas é un uomo semplice ma con negli occhi la determinazione di chi ha investito tutte le sue forze in un obiettivo che é si onorevole, ma soprattutto umano.
La prima agenzia stampa che fa delle favelas il proprio focus nasce nel 2001 quasi in sordina con l’obiettivo di democratizzare l’informazione che ruota attorno ad una realtá cosí complessa.
“A minha Africa foram as favelas” dice André.
Di qui la necessitá di farne la propria missione.
La necessitá di creare attraverso un sito internet una rete aperta di collaborazioni.
Una volta ottenuto un account chiunque puó partecipare con il proprio personale apporto, sia questo di tipo professionale o piú semplicemente basato sul vissuto personale, alla costituzione di uno spazio telematico di incontro e dibattito.
La notte stessa ho preso parte al R.E.P, un evento dedicato al ritmo e alla poesia direttamente all’interno dello Jacarezinho, una delle favelas non ancora pacificate dal governo federale.
Cade una pioggia leggera su Praça da Concordia, alcuni anziani giocano a scacchi e André e la sua equipe montano casse e altoparlanti.
La pioggia aumenta ma le persone cominciano ad avvicinarsi.
Mi ritrovo a parlare con Gabriel, un ragazzo di poco piú di vent’anni con una serie di piccole fotocopie e libricini nella mano.
É cosí che scopro la “Letteratura Marginale”.
Sono le parole di chi in prima persona la favela la vive.
Le parole di chi conosce le sfumature di una realtá di confine e sente la necessitá di raccontarla.
André con le sue serate a microfono aperto dà loro questa possibilitá.

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