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Long road to Codroipo: i Foo Fighters un anno dopo

di Chiara Tadini

Pubblicato il

Poco più di un anno fa, in un caldo pomeriggio di giugno, mi accingevo a scrivere il mio primo articolo per Dissonanze. Avevo appena partecipato al Rock in IdRho, e i residui di adrenalina mi spinsero a tentare di mettere le emozioni vissute nero su bianco, per poterle condividere con i lettori virtuali.

Ed è con la stessa motivazione che mi appresto a scrivere questo articolo oggi.

 13 agosto 2012, Villa Manin, Codroipo (UD). Location cinquecentesca che negli ultimi anni ha ospitato esibizioni di gruppi quali Iron Maiden, R.E.M. e Motorhead. Uno scenario estremamente romantico, un parco enorme circondato da interminabili portici di colonne per una capienza massima di 20.000 persone. Rispetto allo scorso anno, i numeri sono tutti diminuiti: 10.000 persone in meno (dovuto alla capienza inferiore), poco più di 4 ore di attesa (calcolando dal momento dell’apertura dei cancelli) e anche la temperatura, fortunatamente, era decisamente inferiore ai 40 gradi dell’asfalto di Rho. Solo i chilometri, quelli fatti per arrivare quasi al confine con la Slovenia, sono aumentati, anche se il viaggio condiviso con altri 6 fan ha reso i 350 chilometri una passeggiata.

Il concerto è stato aperto dai The Gaslight Anthem, una band ancora non molto conosciuta in Italia ma che è già riuscita ad entrare nelle grazie di Bruce Springsteen. Un punk-rock che è pienamente riuscito nell’intento di riscaldare e di coinvolgere il pubblico, cosa alquanto ardua per un gruppo poco noto e consapevole del fatto che gli spettatori stiano aspettando qualcun altro.

A seguire, il palco viene calcato dal ben più celebre Bob Mould, ex Hüsker Du (band a cui i Foo Fighters, a detta dello stesso Dave Grohl, devono molto), tra gli apprezzamenti di molti e la disapprovazione di altri. Forse una musica per palati (o meglio, timpani) più raffinati. De gustibus…

Alle 21.15, finalmente, comincia il vero concerto, quello che ha spinto migliaia di persone a prendere aerei, organizzare autobus, percorrere centinaia di chilometri.

I Foo Fighters sono sul palco.

Lo show si apre con alcuni dei pezzi più carichi, come White Limo, All My Life, Rope e The pretender, e con un Dave Grohl che si lancia scatenato da una parte all’altra del palco accennando qualche parola in italiano, per coinvolgere ulteriormente un pubblico già elettrizzato. Durante uno dei pezzi più celebri del gruppo, Learn To Fly, parte un flash mob organizzato dal Foo Fighters Italian Fan Club, e così decine e decine di aereoplanini di carta sorvolano il pubblico davanti agli sguardi sorpresi (e un po’ distratti) di Dave & co.

Lo spettacolo prosegue per la bellezza di due ore e mezza: ventidue canzoni di cui solo 6 dell’ultimo album, due cover (In The Flesh?, dei Pink Floyd, e Breakdown, di Tom Betty and the Heartbreakers) e, dopo una breve pausa in cui il pubblico non ha mai smesso di richiamare i propri idoli sul palco all’inno di “O-ohhh” (Best Of You), una commovente Times Like These, anticipata da un discorso strappalacrime di Dave, e un intervento di Bob Mould per Dear Rosemary, la stessa canzone a cui ha collaborato nella produzione dell’album Wasting Light.

Come da tradizione, il concerto è finito con Everlong, pezzo ben noto anche a chi i Foo Fighters li conosce poco; un pezzo che ha fatto cantare ed emozionare tutti, un brano perfetto per chiudere una performance entusiasmante, sia per chi i Foo Fighters se li era già goduti un anno prima, che per chi, al contrario, cantava all’unisono con Dave per la prima volta.

In chiusura, inoltre, è stato suggellato un patto che i Foo fans difficilmente dimenticheranno; Dave ha infatti promesso: « Dovremmo suonare più spesso in Italia. Se torniamo noi, tornate anche voi.»

Non ci resta che sperare che i Foo siano di parola.

 

Si ringrazia Simone De Luca per le fotografie.

Di seguito, la scaletta completa del concerto:

THE GASLIGHT ANTHEM SETLIST
“Great expectations”
“45”
“Old white Lincoln”                                                              
“Howl”
“Mulholland Drive”
“American slang”
“The ’59 sound”
“Handwritten”
“Too much blood”
“The backseat”

BOB MOULD SETLIST
“The act we act”
“A good idea”
“Changes”
“Helpless”
“Hoover dam”
“The slim”

“If I can’t change your mind”
“Fortune teller”
“Slick”
“Man on the moon”
“The descent”
“Round the city square”

“Chartered trips”
“Celebrated summer”

“Makes no sense at all”

FOO FIGHTERS SETLIST
“White limo”
“All my life”
“Rope”
“The pretender”
“My hero”

“Generator”
“Learn to fly”
“New way home”
“Walk”

“Cold day in the sun”
“Arlandria”

“These days”
“Aurora”
“Monkey wrench”
“Hey, Johnny Park!”

“This is a call”
“In the flesh?” (Pink Floyd cover)
“Best of you”
Bis:
“Times like these” (Dave solo)
“Dear Rosemary” (con Bob Mould)
“Breakdown” (Tom Petty and The Heartbreakers cover)
“Everlong”

 

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