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Battiato- Short Summer Tour 2012 (il giorno dopo)

di Sara Pasini

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Ieri, finalmente, ho realizzato uno dei miei desideri più grandi: assistere ad un concerto del Maestro, l’inesauribile Franco Battiato.

Sono riuscita ad accaparrarmi i posti seduti, centrali, in prima fila. Perfetto.

Arrivo nell’affollatissima piazza di Sogliano al Rubicone, con estrema euforia passo oltre le transenne e mi avvio verso l’agognata pole position.

Posso affermare con sicurezza che l’apertura del live è stata la migliore della mia vita: una chitarra e un ometto canuto si presentano sul palcoscenico, armati di una tranquillità assoluta. Si tratta di Roberto Fabbri. Dopo aver recitato una poesiola di Neruda, comincia ad accarezzare il suo strumento e… il resto non so spiegarvelo. Il brusio della gente non sembra scalfire le sue armonie innaturali, per trattarsi di una semplice chitarra.

Appena svanisce questa impalpabile magia, un’altro incantesimo è pronto ad emozionare il pubblico. Gli archi prendono posto (il quartetto italiano della Filarmonica Toscanini) , poi il pianista, poi lui, il grande Battiato.

Per prima viene suonata Stati di gioia. In seguito fanno la loro entrata anche un chitarrista, un bassista, un batterista e l’addetto agli effetti.

Si susseguono tantissimi capolavori, come Aria di neve (Sergio Endrigo), Te lo leggo negli occhi (Sergio Endrigo) , La canzone dei vecchi amanti (Jacques Brel) -ammetto che dopo questa sono impazzita-, Inverno (Fabrizio De André), E più ti amo, Café de la paix, Se mai (Charlie Chaplin),  Il re del mondo, Segnali di vita, Lode all’inviolato, Gli uccelli  -avevo letteralmente i brividi-, La cura,Prospettiva Nevski, La stagione dell’amore, E ti vengo a cercare, Tutto l’universo obbedisce all’amore, L’era del cinghiale bianco, Summer on a solitary beach, Voglio vederti danzareStranizza d’amuri, Povera Patria, Inneres Auge, Up Patriots to Arms, Cuccuruccuccu e, per finire, Centro di gravità permanente.

Probabilmente mancano una o due canzone all’appello, ma la poesia della voce, dei movimenti del Maestro impedivano ogni connessione logica e cosciente con la realtà, tutte le percezioni sensoriali venivano assorbite con gentile prepotenza dall’acustica degli strumenti.

Ho anche avuto l’impressione che il Battiato salito sul palco fosse un uomo anziano, ringiovanitosi assieme alla musica crescente. Che ci crediate o no, c’è stato un vero e proprio percorso sul palco, un processo di trasformazione, anzi, trasfigurazione del suono e dello stesso cantautore.

Un’esperienza quasi mistica, indimenticabile.

Il miglior live della mia vita…per i primi novanta minuti.

Dopo di che un branco di zoticoni si accalca e mi si mette a ballare sui piedi. Capisco benissimo che il “bello” dei concerti è proprio quello, ma dal momento che noi tutti della platea abbiamo sborsato 57€ per stare SEDUTI e comodi il più vicino possibile al palco, mi sarebbe piaciuto se si fosse rispettata questa piccola clausola.

Fatto sta che gli ultimi trenta minuti li ho passati imprecando per i fondoschiena esibiti e movimentati davanti alla mia faccia, senza poter assolutamente vedere nulla.

Di solito la maleducazione e l’euforia eccessiva delle persone non mi indispone così tanto. L’unica spiegazione plausibile che sono riuscita a darmi è che in qualche modo stava andando a crearsi un dialogo biunivoco tra anima e musica, la mia mente era strettamente e continuamente richiamata dalla poesia dei testi, dalla quasi “spiritualità” delle note.

Ma dopotutto siamo in Italia, e il rispetto delle regole è solo un vago e nebuloso optional nella vita quotidiana.

Sono anche riuscita a scattare alcune foto, che ho voluto disseminare qua e là per questo post.

Che altro dire? Se non ascoltate Battiato siete delle capre, quasi come quelle che mi hanno urtato i calli ieri sera, ansimando affannosamente, tra un salto, un applauso e le urla.

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2 commenti per “Battiato- Short Summer Tour 2012 (il giorno dopo)

  • Nicola ha detto:

    Anche io ho assistito al live di ieri sera, davvero stupendo, tuttavia la scaletta da te pubblicata a in molti punti inprecisa, per esempio la canzone di apertura non era l’Addio bensì Stati di gioia. Comunque non importa…

  • Sara Pasini ha detto:

    Hai perfettamente ragione, provvederò subito a correggerla. La scaletta non è in ordine, ho elencato i brani che ricordavo. Grazie per la correzione.

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