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Conquiste: ordinarie gioie – Intervista ai Cosmetic

di Ilaria Virgili

Pubblicato il

«Il Sidro è il locale più bello della Romagna».
Bart ha ragione.
È il locale più bello, in un senso abbastanza ampio del termine, situato in quello che di sera diventa uno dei luoghi più desolati e inespressivi della città (zona artigianale) – cosa che probabilmente lo rende ancora più interessante e di valore. Dove nemmeno un black out che mette al buio metà paese riesce a fermare l’energia della musica, e il concerto psycho folk più interessante del mese si trasforma nel set acustico più intensamente e intimamente onirico della settimana. Ma questa è un’altra storia.

Dicevo. È proprio perché il Sidro è il locale più bello della Romagna che i Cosmetic hanno deciso di presentare ufficialmente “Conquiste” e inaugurare il nuovo tour proprio a Savignano sul Rubicone, il 14 aprile scorso.
Tornata di concerti che li sta portando e li porterà a toccare svariate città e alcuni dei club più interessanti e attivi dello stivale.

Ma il punto di partenza è la Romagna.
Dove ci sono gli amici. Quelli che credono in loro da sempre, e da sempre vengono ringraziati; quelli che cantano tutte le canzoni anche se il nuovo disco è ufficialmente uscito solo da poche ore, e che tengono sempre acceso il principio di fiamma del pogo, aspettando la deriva noise. Quelli che aprono il concerto. Quelli che riempiono il locale di passione e sudore fino a renderlo un muro umano.

Il calore del parterre è fondamentale per definire la serata. Gli altri elementi imprescindibili sono Bart, chitarra elettrica e acustica, voce, testi, storia, voglia di fare chiasso, quindi di fare le cose come si deve; Emily, basso e compostezza: delicatamente posata; Motobecane (o Pain, o Simone Marzocchi, o non so), chitarra elettrica, tastiera a lato e trasfigurazione da concerto: posseduto, ma con moderazione; Mone, batteria e pilastro portante della band: sicurezza ed elemento di unione.

E “Conquiste”, che come ogni buon disco necessita di qualche ascolto attento, ma che dal vivo fa la sua figura. Bella e vigorosa e inaspettatamente multiforme.

Si potrebbe citare anche lo strano individuo che, giunto al Sidro direttamente dal Maximum Festival, in modo totalmente improvvisato ha animato la prima parte del concerto e intrattenuto le prime file travestito da uomo dello spazio, muovendosi come in assenza di gravità.
Si potrebbe, ma meglio lasciare spazio ai Cosmetic, che appena concluso il primo soundcheck del nuovo tour hanno risposto in formazione completa a queste domande.

 

Scorrendo la presentazione di “Conquiste” fatta nel comunicato stampa che ne anticipava l’uscita, si leggevano riferimenti al concetto di bellezza, e tanti ringraziamenti. Mi hanno colpita soprattutto questi ultimi: pare abbiate fatto una sorta di punto della situazione, una riflessione che vi ha poi portato a ringraziare le persone importanti per voi. È così?

Bart: Non è andata letteralmente così.
In realtà, non abbiamo dato per scontato l’essere riusciti a fare un altro disco. E tante persone hanno reso possibile tutto ciò: quelle che ci stimolano, che ci chiamano a suonare, che ci apprezzano. Quindi i ringraziamenti sono dovuti a questo.

 

Tra genesi, cambi e formazioni stabili, siete una band attiva da oltre 10 anni.

Dalle esibizioni alle prime edizione del Sammaurock, a quello che è il secondo disco con La Tempesta, cosa è cambiato? Vi prendete più sul serio? La musica è diventato per voi un mestiere?

Bart: È una passione, presa seriamente, ma non un mestiere.

Mone: Ora è sempre più difficile riuscire a fare diventare la musica il proprio mestiere, però è chiaro che ci stiamo prendendo più sul serio, perché c’è tanta gente che crede di più in noi.

 

Foto di Marco Gessi

 

In riferimento al titolo del disco, quali sono state le vostre conquiste?

Motobecane: Il disco è venuto bene: è una bella conquista!

Bart: È un titolo un po’ ironico, in quanto non abbiamo conquistato grandi cose, ma abbiamo fatto piccole conquiste.
Abbiamo deciso di titolare così il disco con lo stesso atteggiamento con cui gli Statuto cantavano “Abbiamo vinto il festival di Sanremo”. E come dicevo prima, riuscire a fare un altro disco è una conquista.

Poi abbiamo dato il compito a Elvira di fare la copertina, e lei ha ideato l’ufo. Diversi blogger hanno supposto che l’ufo rappresentasse noi, come alieni che vogliono conquistare la terra. In realtà non è così.

 

“Prima o Poi“, quinta traccia dell’ultimo disco, appariva anche in “In Ogni Momento”, l’EP che contiene quelli che avete considerato gli scarti di “Non siamo di qui”, il disco precedente. E ora appare anche in “Conquiste”.
A cosa è dovuta la scelta di riproporla nel nuovo disco?

Bart: Prima o Poi era l’unica canzone nuova di “In Ogni Momento”, l’unica che non fosse stata composta nel periodo di stesura di “Non siamo di qui”.
Per la precisione, è la seconda canzone nata di Conquiste, e che c’era già allora.

Motobecane: La questione della pubblicazione sul nuovo disco l’abbiamo dibattuta un po’, tra di noi. Abbiamo considerato che essendo stata pubblicata solo in 100 vinili, a parte la possibilità di scaricarla da internet, chi non fosse riuscito a entrare in possesso del vinile in questo modo avrebbe potuto trovarla su cd.
Quindi è stata un’idea condivisa, discussa e approvata.

 

Come è nata la collaborazione con Costanza dei Be Forest?
Immagino abbiate stima della scena pesarese, ultimamente così attiva.

Bart: Innazitutto, personalmente ritengo che il disco dei Be Forest sia uno dei tre più belli del 2011.
Costanza ha una voce molto adatta a quello che abbiamo sempre fatto. Nei due dischi precedenti cantava qualche pezzo la nostra amica Alice; e anche in questo caso avremmo chiamato Alice a fare un paio di duetti, ma siccome la sala prove dei Be Forest si trova di fianco allo studio dove abbiamo registrato, la situazione si prestava a questa collaborazione.
All’inizio c’è stato un po’ di imbarazzo da parte nostra nel proporle la sua partecipazione, poi abbiamo avanzato la richiesta e lei ha accettato volentieri, rimanendo molto contenta del lavoro svolto insieme.

Motobecane: Ci piace pensare che nel nostro piccolo facciamo sentire e in qualche modo promuoviamo anche gli artisti che stimiamo.

 

Un atteggiamento che vi fa onore, e ritengo per nulla scontato, considerato che sempre più spesso si tende a fare ciascuno per sè anche in questo ambiente, a volte alimentando invidie e dissapori.

Leggevo alcune recensioni di “Conquiste” pubblicate su autorevoli magazine di settore, nelle quali si sprecano i riferimenti alla musica degli anni ’90, quando si parla di ciò che fate. È una cosa che accettate volentieri, o preferireste che chi scrive trovasse e valorizzasse qualcosa di vostro personale, qualche tratto distintivo?

Bart: Più che altro non ci riferiamo solo agli anni ’90. Molti gruppi da cui abbiamo copiato un sacco di cose sono degli anni ’80.
Inoltre un’altra band che ci ha influenzato molto sono gli Interpol: un riferimento che nessuno fa. E gli Interpol sono una rilettura degli anni ’80 fatta negli anni zero.

Essere etichettati va bene, perché facilita una certa comprensione.
Poi c’è qualcuno che si spinge in profondità a capire i dischi, e realizza che c’è dentro un po’ di tutto.
Quando c’è stata la reunion degli At The Drive-In abbiamo avuto un collasso mentale, che sono un gruppo degli anni ’00 per antonomasia.

Chissà: un giorno verrete citati in qualche recensione come fonte d’ispirazione.

E pare sia già successo.
Vado a rintracciare l’articolo.
Nel frattempo sappiate che anche quello della prossima estate, sarà un grande Soglianois.

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Un commento per “Conquiste: ordinarie gioie – Intervista ai Cosmetic

  • Anonimo ha detto:

    Beh, direi che più scrivi più migliori… una bella intervista, senza eccessivi fronzoli o lungaggini. chiara e approfondita con la giusta misura.
    brava Ilaria! (trema Boschero…! hi hi hi).
    a.

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