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Giordano Bruno: ricordo di un uomo libero

di Luca Rasponi

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Sono passati 412 anni dal 17 febbraio del 1600, giorno in cui nella piazza di Campo dei Fiori a Roma veniva barbaramente ucciso Giordano Bruno. Il filosofo nato nel 1548 a Nola (nei pressi di Napoli) era stato processato dal Santo Uffizio della Chiesa cattolica di Roma e giudicato colpevole di eresia. Diversamente da Galileo Galilei, cui alcuni anni dopo toccò un simile destino, Bruno scelse di non abiurare le sue convinzioni filosofiche. Il pensatore nolano non volle ritrattare perché, a suo dire, non aveva nulla di cui pentirsi: «Tremate più voi nel pronunciare questa sentenza che io nell’ascoltarla», disse ai giudici del Santo Uffizio chiamati a decidere il suo destino.

Giordano Bruno fu condannato al rogo per le sue teorie filosofiche. Il nolano non negava l’esistenza di Dio, ma il «suo pensiero lo condusse a scelte intellettuali che progressivamente si rivelarono, su alcuni punti decisivi, incompatibili con la dottrina cristiana» (Giovanni Paolo II, 18 febbraio 2000). Tra pensatori più importanti del XVI secolo, con le sue teorie Bruno era pienamente inserito nel filone che andava proponendo una nuova visione del mondo in tutti gli ambiti del sapere umano. Dall’affermazione del metodo scientifico per merito di Galileo alla teoria eliocentrica di Copernico la scienza era in fermento, e la filosofia non poteva essere da meno.

Giordano Bruno sosteneva il sistema copernicano, e quindi il moto della Terra intorno al Sole, in disaccordo con quanto scritto nella Bibbia. Il suo pensiero contrastava con il Libro anche in merito alla vastità dell’universo, che il pensatore nolano riteneva infinito. Inoltre Bruno aveva una visione della divinità immanente rispetto al mondo (ovvero identificava Dio nella natura e viceversa), contrariamente alla teologia cristiana che ha una visione trascendente (Dio è altro rispetto alla materia). Accanto alla disputa dottrinale, Bruno era accusato anche di disconoscere il Cristianesimo, fino a sostenere che Gesù Cristo fosse una sorta di mago e i suoi miracoli semplici illusioni. Capi d’imputazione fermamente repinti dal filosofo nolano, che era di fede cattolica pur nel contesto della sua indipendenza intellettuale. Del Cristianesimo Bruno rifiutava i dogmi, affermando un culto libero da costrizioni teologiche e una filosofia non più ancella della fede. Tutto ciò era troppo per la Chiesa dell’epoca, che non esitò a bruciarlo vivo sul rogo.

Con la sua morte atroce, Bruno è diventato un simbolo: non solo di un’epoca che ha cambiato il mondo scontrandosi con resistenze di ogni tipo, ma anche di coerenza, integrità e libertà intellettuale contrapposte ad ogni forma di chiusura, intolleranza e dogmatismo. Da quattro secoli a questa parte Bruno rappresenta la dignità del pensiero libero di fronte all’oppressione religiosa, politica o di qualunque altra matrice: da qui discende il seguito di cui gode anche nell’arte popolare, come dimostrano film, canzoni e fumetti a lui dedicati.

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6 commenti per “Giordano Bruno: ricordo di un uomo libero

  • Arianna ha detto:

    Tralasciando la barbaria del bruciare vivo un uomo, che cos’è cambiato oggi? Al tempo era la teoria copernicana, oggi è il concetto di famiglia in tutte le sue sfumature, l’ecumenismo, la vera accoglienza dell’Altro. Tutto ciò in natura già esiste, ma la Chiesa non ha occhi per potersene davvero accorgere.

  • Luca Rasponi ha detto:

    Pienamente d’accordo. E da non credente non arrivo a sostenere che la Chiesa debba accogliere come suoi certi principi, ma che almeno non si metta di traverso nel loro riconoscimento da parte della società civile.

    Proprio qui sta la questione, a mio modo di vedere: è giusto che ognuno abbia la sua opinione; quello che non va è il tentativo di imporla agli altri o adoperarsi in tutti i modi perché le persone non possano vivere seguendo le proprie idee.

  • giuseppe ha detto:

    L’ infinito dello spazio, l’infinito numerico non sono opinioni, ma limiti dell’uomo nel concepirli e chi come tanti religiosi presume di conoscerne il limite o crede di trarne vantaggio dall’umanità o farnetica.Da piccolo mi hanno presentati i cristiani come sicuramente lo erano,dei perseguitati.Ora, con una maggiore maturità,mi accorgo che le maggiori atrocità le hanno commesse i cristiani e non solo loro, ma tutti quelli che pensano al potere, credendo di infinocchiare la gente, con la pretesa di avere solo chi è religioso la coscenza del voler di Dio.Dio lo presentano come un Padre che ha fatto figli a cui dire la verità e fgliastri che che devono rispettare le regole che di volta in volta i fratelli inteligenti offrono.I figliastri devono accettare ciecamente e fede quando c’è da credere, annientando la ragione e ragionare in altri casi perchè dotati di intelligenza ragionevole.Giordano Bruno è un martire ancora oggi quando gli assassini ne parlano prendendo in giro il martire e l’umanità

    • Luca Rasponi ha detto:

      Sono d’accordo sul fatto che ogni forma di dogmatismo rigido non possa portare progresso all’umanità, anzi sia naturalmente fonte di conflitto sociale tanto quanto di ordine imposto (e dunque sbagliato). Se vogliamo che le cose cambino è necessario insegnare alle persone a pensare con la propria testa; non otterremo mai alcun risultato fino a quando imporremo idee che, per quanto giuste, vengono vissute come un’imposizione e quindi abbandonate alla prima buona occasione. E questo non vale solo per i fondamentalismi religiosi, ma anche per i fanatismi politici e per tutte le forme di ideali assoluti.

  • W Giordano Bruno ha detto:

    Il boia serrò la mordacchia, trapassando la lingua al condannato perché non emettesse più voce. Quel gesto consegnò alla storia un’immagine che avrebbe rappresentato per l’eternità il simbolo dell’intolleranza di pensiero, zittendo per sempre un profeta: Giordano Bruno.

    Tratto dal libro: La coincidenza degli opposti.

    Non possiamo dimenticare che hanno azzittito la voce ma non il pensiero.

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