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Sangue su sangue su sangue

di Beatrice Bittau

Pubblicato il

Vedano i poveri e si rallegrino;
voi che cercate Dio, fatevi coraggio,
perché il Signore ascolta i miseri
e non disprezza i suoi che sono prigionieri.

(la foto che ho messo è una delle più leggere, se riuscite a reggere, su Reuters c’è un servizio fotografico che mostra tutto nel dettaglio: http://www.reuters.com/news/pictures/slideshow?articleId=USRTR2XG81#a=3)

SANGUE SULLA SIRIA

In Siria le forze leali al presidente Bashar al-Assad oggi hanno ucciso almeno 47 civili entrando a Homs: hanno sparato razzi e colpi di mortaio per sottomettere i quartieri cuore dell’opposizione, dopo che ieri la Russia ha detto che Assad vuole la pace, riferiscono gli attivisti.

I blindati sono entrati nel quartiere di Inshaat e si sono avvicinati al distretto di Bab Amro, che è stato obiettivo dei più pesanti attacchi delle truppe governative che negli ultimi due giorni sono costati la vita ad almeno 150 persone, dicono gli attivisti di Homs e fonti dell’opposizione.

“L’elettricità è tornata brevemente e siamo riusciti a contattare diversi quartieri, perché gli attivisti locali sono riusciti a ricaricare i loro telefoni cellulari. Abbiamo contato 47 persone uccise da mezzanotte”, ha detto l’attivista Mohammad Hassan parlando da un telefono satellitare.

Hassan ha detto che il bombardamento si è intensificato nelle prime ore della giornata, concentrandosi su Bab Amro, al-Bayada, al-Khalidiya e Wadi al-Arab, quartieri sunniti che si sono sollevati contro gli 11 anni di regime di Assad, che appartiene alla minoranza alawita che domina il Paese a maggioranza sunnita da cinquant’anni.

L’Osservatorio siriano per i diritti umani dice che i miliziani leali ad Assad hanno ucciso almeno 20 civili facendo irruzione nelle abitazioni di tre famiglie disarmate nella parte periferica dei distretti dell’opposizione.

“Gli shabbiha (miliziani di Assad) hanno fatto irruzione in tre case nella notte e hanno massacrato una famiglia di cinque persone – padre, moglie e i loro tre figli -, una famiglia di sette persone in un’altra casa e otto in una terza”, ha detto a Reuters il dissidente in esilio Rami Abdelrahman, che guida l’Osservatorio con sede in Gran Bretagna.

Gli attacchi su Homs – nel centro della Siria – proseguono nonostante la Russia abbia ottenuto da Assad la promessa di mettere fine alla carneficina.

Non è stato possibile verificare le notizie perché le autorità siriane hanno messo in atto pesanti restrizioni nei confronti dei media occidentali presenti nel Paese.

L’agenzia stampa di stato dice che “gruppi terroristici armati” hanno attaccato posti di blocco stradali della polizia a Homs e hanno lanciato delle bombe in città, tre delle quali contro la raffineria di Homs, una delle due del Paese.

(http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIE81700S20120208)

 

Tra le vittime delle violenze in Siria, secondo quanto denunciato dall’Unicef, ci sarebbero anche molti minori. “Alla fine di gennaio, sono 400 i bambini morti e oltre 400 sono stati arrestati” dal marzo scorso, quando è iniziata la rivolta, ha affermato la portavoce dell’Unicef, Marixie Mercado. Intanto, continuano le violenze in Siria. E’ di almeno 21 civili e quattro soldati morti il bilancio delle vittime che anche oggi si registrano nel Paese, in particolare a Homs. Lo denuncia l’Osservatorio siriano per i diritti umani, precisando che ieri sono state uccise 113 persone. Le forze governative siriane hanno ripreso questa mattina i cannoneggiamenti sulla città. Lo riferisce la Bbc. Il timore degli abitanti della città è che l’esercito si stia preparando a un’operazione su vasta scala.I carri armati dell’esercito siriano si stanno dirigendo verso il centro di Homs, denuncia l’inviato della Bbc, uno dei pochi giornalisti sul posto, secondo il quale gli abitanti della città stanno subendo uno dei più violenti attacchi da parte delle forze governative da quando sono iniziate le rivolte.Il ministero dell’Interno siriano ha annunciato che andranno avanti le operazioni delle forze governative ”contro bande di terroristi armati” nella provincia di Homs. ”Le operazioni contro i gruppi terroristici proseguiranno fin quando non saranno ripristinati ordine e sicurezza”, si legge in una nota del dicastero. Nel comunicato, ”gruppi terroristici” vengono indicati come responsabili di quanto avvenuto a Homs.

(http://www.adnkronos.com/IGN/News/Esteri/Siria-richiamato-lambasciatore-italiano-Unicef-400-bambini-uccisi-da-inizio-rivolta_312948423221.html)

 

Gli Usa chiudono l’ambasciata; Francia, Spagna, Uk, Olanda e Italia hanno richiamato i loro ambasciatori da Damasco, mentre L’UE dichiara:

Non ritireremo  le delegazioni diplomatiche dalla Siria – dice un portavoce dell’alto rappresentante Ue Catherine Ashton – E’ importante avere persone sul terreno, considerando che in Siria non possiamo contare su libertà di stampa”

(http://www.repubblica.it/esteri/2012/02/07/news/siria_bambini_unicef-29468491/?ref=HRER1-3)

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