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Autolesionismo: il dolore fisico sostituisce quello dell’anima

di Selene Belingheri

Pubblicato il

“E mentre il sangue esce a gocce dai tagli,

mi sento euforica, leggera.

Come se il dolore fisico

riuscisse ad annebbiare quello sentimentale.

Sentire i tagli che pulsano per il dolore…

ed un misto di orgoglio, paura e vergogna,

mi assalgono.”

In America li chiamano cutters che significa taglierini, ma potrebbe anche essere tradotto come tagliatori, o burners che potremmo tradurre come bruciatori.

Tagliarsi, graffiarsi, bruciarsi, mordersi, strapparsi i capelli, picchiare la testa contro il muro, anoressia, bulimia, dipendenza da droga o alcol: sono i sintomi diun’intera generazione che va dai dodici ai trent’anni, che ha perso i contatti con la realtà e a cui nessuno ha insegnato a volersi bene. È il nuovo e sconosciuto fenomeno dell’autolesionismo. Di cui si parla troppo poco.

Forse ciò che non sappiamo è che il fenomeno ci circonda. Secondo un recente studio il 27% degli universitari ed il 31% degli studenti di scuola superiore afferma di essersi auto-lesionato almeno una volta nella vita. Altro interessante dato è che la maggior parte degli autolesionisti sono donne. Parlano di 900.000 solo di ragazze che si fanno male volontariamente. Lo studio però denota anche quanto poco venga confessato il fatto, persino a se stessi, ciò presuppone che i numeri rilevati siano quindi più bassi di quelli reali.

“Ma quando vedo il sangue uscire, mi sento più libera, più leggera…non provo più la rabbia che avevo prima ..è strano, ma anche se dico non lo faccio più ci ricasco comunque. Tagli, sigarette spente, tentativi di modificare il mio corpo, ucciderlo, cambiarlo.”

L’autolesionismo oltretutto crea dipendenza.

Ma come fai a chiuderla una cosa del genere??..rimane sempre un pò dentro di te…sentir male mi rilassa.. Il primo taglio me l’ero procurato quasi incosciamente.. ma dopo.. non riuscivo più a fermarmi.. osservavo il sangue scendere dal mio polso..e sorridevo, compiaciuta. Quella sensazione… mi faceva stare bene. Credo di capire cosa prova un’eroinomane.”

L’Autolesionismo non è una malattia mentale. Anzi è spesso il sintomo di una patologia (come la depressione) o dell’incapacità di sfogare la propria rabbia, il senso di emarginazione o la frustrazione. Gli autolesionisti nei momenti di stress, di disperazione, di rabbia, di angoscia, di noia si auto-procurano un certo dolore fisico.

l dolore ce lo si infligge con delle lesioni procurate con temperini, forbicine, o lamette, ma anche con spilli, aghi, o addirittura bruciandosi con la brace della sigaretta o la fiamma dell’accendino, ed in molti altri modi ancora. Spesso l’autolesionismo è direttamento collegato alle manie suicide mentre invece non è necessariamente un sintomo legato a queste.

“Sento che o mi taglio o mi suicido.

Ma perchè lo fanno?

Una spiegazione scientifica c’è: infatti è noto che un dolore acuto stimola il cervello a produrre ormoni con effetti rilassanti, defaticanti, analgesici e con effetti anti-shock. Questo porta quindi ad uno stato di sollievo e benessere.

“Ti pianti le unghie nella pelle del polso. Non senti niente. É come se stessi guardando un film su qualcun’altro, non sei tu!”

Una spiegazione del fenomeno è stata: “l’autolesionismo è una cosa sbagliata e forse è proprio perchè è sbagliata che si prova”. Insomma è una ribellione, ma questa spiegazione è forse superficiale, infatti la maggior parte degli autolesionisti non confessa a nessuno il suo problema. E allora l’idea di autolesionismo come anti-conformismo muore nel momento stesso in cui si conosce un vero autolesionista.

“L’unica cosa che mi mette a disagio è la curiosità degli amici.. non so mai cosa rispondere quando mi chiedono come me li sono procurata!”

Forse invece di giudicare bisognerebbe capire il disagio profondo che si nasconde dietro l’autolesionismo.

I tagli riempiono il mio vuoto, la tristezza che provo quando mi sento di troppo anche in casa mia. Per un po’ mi occupo solo del dolore fisico, distogliendomi temporaneamente da quello interiore.”

Oggi il fenomeno è in aumento ed è probabilmente l’ennesimo sintomo della malattia della nostra società.

Da molti scritti di autolesionisti si capisce come l’autolesionismo sia l’unico sfogo concesso alla persona, obbligata ad attenersi ad un certo modello sociale.

Allegra, vivace con voglia di fare e sempre entusiasta, questa è la mia maschera perfetta…che ormai da una vita indosso…L’unico momento in cui posso essere me stessa è quando vedo il sangue uscire dalle mie braccia quando lo sento che esce dalla mia anima mi sento potente, libera, quando il cervello si annebbia e la lama scorre sulla mia pelle come un pennello scorre su una tela io mi sento invincibile, finalmente libera! Sotto una faccia da “adolescente-tipo” nascondo ogni cosa, e quando non ne posso più di mostrare il sorrisino dico semplicemente “Sono stanca, vado a dormire”.In realtà le mie notti si tingono di rosso.”

La maggior parte degli autolesionisti è perfezionista ed anche per questo “si punisce” con il dolore, perché non si accetta o, ancora peggio, si disprezza.

Autostima zero! Allora mi tolgo la camicia, mi guardo allo specchio. Odio, disgusto, frustrazione, rabbia, rimorso. Quasi come in un rituale, senza nemmeno pensare a quel che faccio, prendo la lametta... sangue che gocciola perchè io sono semplicemente stanca, stanca di me, di essere quella che sono, di vivere la mia vita.”

L’autolesionista cerca di trasformare l’impalpabile dolore sentimentale in dolore fisico. Tutto il disagio interiore che non si è in grado di gestire, tramutato in sofferenza fisica, diventa più facilmente gestibile e più reale della sofferenza emozionale

”Il dolore era enorme e uscì molto sangue! Però, all’improvviso, i dolori del mio animo sparirono! I miei dolori interiori si trasferirono nel braccio e il sangue, che usciva, mi liberò dall’immensa pressione. Tutte le lacrime che non erano mai uscite, in quel momento scorrevano come sangue dal mio braccio – lacrime rosse. Tagliarsi è sempre meglio di suicidarsi. Tagliarmi mi dava la possibilità di lasciare fuori i dolori in un modo controllabile.

A volte ci si sente talmente morti dentro, talmente apatici, da ricercare nella sofferenza fisica una prova che si è ancora vivi. Non si è in legame con il proprio corpo e il dolore fisico è l’unico modo che si ha per sentire di esistere, per percepire il proprio corpo.

“Non mi sento viva, perché io non vivo io sopravvivo. Non sono ne felice ne triste e per questo non ce la faccio più io conosco la grandezza della mia sofferenza perché la mia sofferenza è la totale mancanza di significato della mia vita e ciò che avviene della mia anima che sopravvive è una morte giornaliera, ho pensato spesso al suicidio e così ho conosciuto l’autolesionismo tagliarmi è il mio obbiettivo giornaliero.”

 

Per guarire dall’autolesionismo si segue solitamente una terapia farmacologica, solitamente che evita il ripresentarsi di situazioni di “debolezza” , supportata logicamente da una terapia psicologica per evitare una futura dipendenza da farmaci psicoattivi.

La lametta non la tocco più, ora tutto il mio vuoto lo riempiono le pilloline colorate, ogni mio problema ha una soluzione, se voglio dormire, se voglio mangiare, se voglio calmarmi,…Troppo facili ed efficaci per rinunciarvi.”

Ecco allora forse l’autolesionista può essere chiunque.

 

 

 

 

 

 

* Tutte le parti in corsivo sono tratte da scritti originali trovati in forum, in cui gli autolesionisti si ritrovano per auto-sostenersi, spesso questi forum sono supervisionati da psicologi e terapeuti che intervengono cercando di aiutare l’auto-lesionista ad ammettere il suo problema e a rivolgersi a qualcuno per chiedere aiuto.

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100 commenti per “Autolesionismo: il dolore fisico sostituisce quello dell’anima

  • Beatrice Bittau ha detto:

    terribilmente agghiacciante, fa male a leggersi, ma è terribilmente reale, terribilmente attuale, siccome è di qualcuno intorno a noi questo male è di tutti, è nostro…

    • Selene Belingheri ha detto:

      E purtroppo non se ne parla affatto, si parl molto di più di anoresia, bulimia, tentativi di suicidio, ma non come forme di autolesionismo!

  • Haries Cavalier ha detto:

    Huaw, quello che ha scritto è davvero così dannatamente reale … Ci si rispecchia e ci viene rabbia, e mi viene rabbia perchè non riesco ad guarirne, solo un po’ di migliormaneto grazie ad una psicologa ma poi anche se hai smesso da due mesi poi, si rischia ogni volta di ricadere, la paura si fa sentire nei momenti in cui rifletti su questa vita e lo so , lo so che un sole che si leva la mattina e osservando un albero mi porta ancora a sorridere così come vivere insieme alle persone care ma poi … perchè , mi domando, dobbiamo arrivare a questi limiti, perchè ci complichiamo la vita, mi complico la vita ?

    • Selene Belingheri ha detto:

      Mi dispiace davvero per quello che ti sta succedendo, e credo di aver fatto bene a parlarne in questo “articolo” anche solo perchè spero che chiunque come te che lo legga si senta meno solo, meno ignorato! Fatti forza!

  • Aj Shangri-la ha detto:

    Salve a tutti se avete voglia di aiutarmi a sensibilizzare gli animi alla patologia con volantinaggio e creazioni di videoclip potete cercare la mia pagina su facebook ”Autolesionismo Stop ”.

    • Selene Belingheri ha detto:

      Grazie per il tuo contributo, conoscevo già il sito di cui parli comunque diffonderlo è sempre un bene!

  • Autolodovico ha detto:

    Posso essere incriminato di fare male a me stesso davanti al giudice ?Mi spiego : Se , cerco di far notare il mio disagio sociale bevendo,i carabinieri mi ritirano la patente, quando ritorno normale,e sto bene,mi trovo rovinato,senza auto,devo pagare avvocato,multa,perdo il lavoro,patente,amici,soldi,commissione medica x minimo 5 anni eccetera. Ki gliela spiega questa triste storia ? Tutti,o la stragran parte di noi è autolesionista ma non sa di esserlo tanto ke soffrire è umano x querto passiamo inosservati. Ci facciamo del male e la società ci aiuta indifferente a tutto cio.Se sono autolesionista meglio : cosi pago.Grazie cari esseri umani,miei amici o nemici. È un discorso lungo.Meglio ke lo finisco ora.Capisco perkè la gente si comporta male,ad esempio dice le bugie,verrà scoperta prima o poi e verrà punita ledendo la propria e stessa anima.Abbiamo bisogno di soffrire x fermarci,il DOLORE è il segreto del corpo e dell’anima.Ora capisco ki prende la cocaina.X non soffrire. O no ? Spero di aver azzeccato qualcosa di questo tema altrimenti…Mi piace sparare cazzate.

    • Selene Belingheri ha detto:

      Purtroppo si parla così poco di autolesionismo che molti non credono di soffrirne perchè pensano che l’autolesionismo sia solo TAGLIARSI. Ma non è affatto così. E sì la società, gli esseri umani ignorano e anzi magari assecondano i gesti di auto lesionismo! Comunque a
      le tue idee anche se confuse e disordinate c’azzeccano eccome! Non hai sparato cazzate tranquillo!

  • Cristina ha detto:

    Certo è confortante sapere che non sono sola. Credo di aver sempre sofferto di autolesionismo ma in forme diverse…per poi arrivare a 30 anni e iniziare a tagliarmi……che schifo…..comunque sto iniziando ad andare da uno psichiatra chissà se mi sistema la testa marcia che mi trovo. Grazie per questo articolo molto chiaro.

  • Giulia ha detto:

    Ho iniziato a picchiarmi quando lavoravo all’estero, perché non avevo amici, non avevo un soldo in tasca e non capivo la lingua, e i colleghi mi sfottevano. Dopo il ritorno in Italia, sono stata umiliata da una psicologa del lavoro strafottente e incivile durante un colloquio di lavoro. (Una domanda: che moda è questa di umiliare il tuo prossimo? La gentilezza, la cortesia, il rispetto per gli altri dovrebbero essere una parte costitutiva del DNA di tutti gli Esseri Umani degni di questa terra). Dopo quel colloquio ho iniziato a picchiarmi di più. Mi prendo a pugni le tempie per dare uno sfogo alla mia rabbia verso me stessa, per non essere arrivata fino alla laurea, ecc. Continuo però a fare del volontariato: aiuto gli immigrati perché so quanto sia tragico essere costretti a vivere da soli in un paese straniero, senza soldi, senza capire gli altri, senza riuscire a parlare per esprimere la propria rabbia. Vorrei aiutare anche le persone anziane, perché anche loro vivono una situazione di frustrazione, senza più amici, senza soldi, senza neanche la salute. Ho appena deciso di praticare seriamente la meditazione e lo yoga con dei maestri seri e qualificati, perché queste discipline possono davvero eliminare gli stati mentali negativi e trasformare via via la mente. Anche la preghiera –in qualsiasi lingua, secondo qualsiasi tradizione religiosa- aiuta molto a riconnettersi. Gli psichiatri non mi avranno, in particolare gli psichiatri che cercano pazienti da “drogare” ad vitam, perché so che gli psicofarmaci possono solo sedare e reprimere quelle stesse energie, che se ben indirizzate, possono invece portare alla guarigione e alla trasformazione. Un augurio a tutti di riuscire a indirizzare la propria rabbia, la propria energia, che desidera la trasformazione, verso la felicità di se stessi e degli altri.

    • ApeMaya_78 ha detto:

      Giulia sei una ragazza forte!….non sarai mai sola, donarsi agli altri è un atto forza che aiuta a credere in se stessi e nei propri mezzi. Un consiglio senza presunzione: non lasciarti mai condizionare da come ti vedono gli altri, è relativo, solo tu sei padrona di te stessa. Quand’ero ragazzina, amavo giocare a calcio ma il mio talento costantemente veniva offuscato con epiteti poco gradevoli come: “sembri un maschio…ma sei maschio o femmina?”. Non era affatto piacevole ma ciò paradossalmente mi rafforzava, mi sentivo felice, mi piacevo, mi sono sempre piaciuta. In bocca al Lupo!

  • Silvietta ha detto:

    27 anni..mi sono fatta male in quanti modi sono riuscita..tagli anoressia bulimia, contusioni, ossa rotte, incidenti stradali, tentati suicidi, cocaina, eroina..sono stanca chissà se finirà mai.

    • Laura ha detto:

      Forza Silvietta e tutti voi arrabbiati, la vostra vita e’ solo vostra e non permettete a nessuno di rovinarla, ne con la cattiveria, ne con l’invidia, ne con la supponenza di essere miglior degli altri, ne con il giudizio. Voi siete voce e tanto basta, creature come le altre, dotate di capacita, di perosonalita specifica, unica e propria e di difetti: prorprio come tutti. nessuno e meglio di qualcuno, sono solo idee auto indotte o indotte a forza di modelli imposti. Non cascateci piu, non dipendete da nessuno, ne tantomeno dal giudizio di nessuno.

  • bulletproofheart ha detto:

    Ho iniziato a tagliarmi a 15 anni. Sentivo che il dolore che provavo DENTRO di me era troppo forte, e se volevo liberarmene almeno in parte dovevo portarlo FUORI. Ogni volta che stavo male, mi tagliavo e anche se per una persona “normale” è difficile da comprendere stavo in un certo senso meglio… Ho smesso per un periodo ma adesso ci sono ricascata, la cosa inquietante è che sento di non voler realmente smettere.

  • Chiara ha detto:

    Ho 15 anni. Sentivo troppo dolore dentro, tra amori, genitori, scuola, amicizie rovinate. Non ne potevo più. All’inizio mi feci piccoli taglietti, ma poi sempre più profondi. Non so come mi sentivo, però so che mi sentivo “bene”, il dolore interno si alleviò per dar origine a quello esterno, nonché fisico. Ne ho il polso pieno, non so nemmeno come coprirli quando è estate. Non l’ho mai detto a nessuno, mi vergogno, magari mi possono prendere per pazza, e non voglio. Ho solo bisogno di qualcuno che mi capisca, ma non la trovo. Sono stanca, tutto qui. L’unica cosa che mi fa stare bene è vedere il mio sangue colare sul pavimento del bagno.

  • Selene Belingheri ha detto:

    A tutti rispondosolo una cosa:
    a volte è difficile andare da uno psicologo (troppo spesso è difficile ammettere di averne davvero bisogno) quasi impossibile è dire ai nostri genitori o conoscenti che non possiamo farne a meno, allora non credo di dovervi dire di trovare le palle, di alzarvi una mattina e sputare tutto fuori, dolore, male,…
    Vi consiglio di iniziare on line magari non per forza con psicologi, ma anche con forum che parlano di autolesionismo dove ci si può confrontare e ci si capisce e ci si sente capiti da nostri pari!
    Li troverete facilmente con google!
    In bocca al lupo a tutti!

  • Bianca ha detto:

    Sto assistendo al lento distruggersi di una mia amica (18 anni), mi ha confidato che si taglia braccia e gambe, che si strappa capelli e unghie..è seguita da psicologi e psichiatri, non può stare nemmeno un minuto da sola, spesso mi scrive che sta male e mi chiede “cosa posso fare per non pensare a come farmi male?” oppure mi chiama in lacrime e mi dice di raccontarle qualcosa. Non posso vederla perchè è sempre circondata da medici..cosa posso fare per starle vicino? Non basta dirle che passerà o che è una questione di tempo. I medici stanno già facendo il possibile ma io non so come comportarmi,per favore consigliatemi perchè sentirsi impotenti di fronte a questi avvenimenti è davvero straziante. Chiedo soprattutto a ex autolesionisti o a quelli che lo sono ancora oggi che cosa vi aspettate che faccia qualcuno per aiutarvi, di cosa avete bisogno da un amica? Grazie in anticipo.

    • Anonimo ha detto:

      raccontale le storie che ti chiede……..inventale o parlale delle tue ferie,dei paesaggi…….anch’io chiedo ai miei amici di parlare con me cosi poi provo a pensare a quello che m’hanno raccontato e costruisco una storia……è pericoloso perchè ti costruisci un’immagine che non c’è……..ma con un immagine non c’è nessun pericolo imminente………mo

    • Camylla ha detto:

      Non c’è nulla che puoi fare. Quando l autolesionista si imputa di volersi tagliare inizia a pensare tra se e se che oggetto usare… Quando poter andare… Dove tagliare… Quanto profondo tagliare… E’ kome se il diavolo se lo stesse trascinando a furia di tentazioni. L individuo e’ incantato dal piacere e nn puo farne a meno… Una cosa piu forte di me .. Ti dira’ sikuramente la tua amika… E ineffetti lo e’ . Io sono un’autolesionista.. Come vengo chiamata… I miei genitori non possono nemmeno dirmi A con un tono piu forte che mi sento piccola e inutile… Corro in bagno e neppurr il tempo di piangere e gia col coltello in mano. I punti e il dolore e le risate degli altri alla vista dei miei bracci nob sono bastati a fermare quel diavolo… E’ come se fossi contenta che gli altri avessero pieta’ di me anke se nello stesso tempo odiavo sentirmi al cemtro dei loro pensieri. Odiarsi fino a farsi male…. Sentirsi cosi male dentro da andare in ospedale x overdose di farmaci…. Antidepressivi. Vedersi la morte in faccia ma continuare a farlo.
      Un taglio due tagli .. Li conti.. Scegli il numero.. 50? E inizi a farne tot…. Uno piu profondo dell altro… Uno dietro l altro.. In fila.. Stessa lunghezza. Il sangue scorre la pellr che si apre in due il nervo da fuori.. Vi vogliono i punti…
      Tua madre ti guarda: ha paura di te.. Si legge dagli occhi… Tu nn sei sua figlia… Lei non ti vuole.
      Sono della convinzione ke tagliarmi mi fa syare bene ma anke male.
      Bene xke mi aiuta a colmare il mio vuoto…
      Male xke mi fa sentirr ankora piu skifosa di prima
      . Ho preso antidepressivi calmanti.. psikologi e psikiatri.. ho provato tante cose… ma nulla mi allontana da lui.. da quel diavolo. fa parte di me e io devo abituarmi.

  • Giu ha detto:

    Io ha 12 anni, sono un’autolesionista e il primo taglio che ho fatto è stato sabato prima di halloween. Ne ho parlato solo con la mia migliore amica, perchè pure lei si autolesiona. Ho paura che qualcuno lo scopra, in particolare i miei genitori, che sono all’oscuro si tutto. I motivi principali per cui lo faccio è il fatto che mi sento delusa, so di aver deluso i miei genitori e le persone che mi circondano; e perchè ogni giorno, quando torno a casa da scuola, mi rendo conto che appena metterò piede in casa mi verrà voglia di tagliarmi, perchè i miei genitori non fanno altro che dirmi su insolenze, scridarmi per ogni motivo, ieri sera mio papà (forse scherzando) mi ha detto che vorrebbe cambiarmi, tutti ridevano tranne me che avrei voluto mettermi a piangere davanti a loro. I miei genitori e gli “amici” (mi chiamano troia, puttana) sono la causa principale per la quale io mi autolesiono.
    Spero mi capiate..

    • alice ha detto:

      Ciao, adesso ho letto la tua storia.
      Io ho un anno in più di te e mi ricordo che un giorno
      mi volevo fare un taglietto con uno spillo nei camerini di un negozio, poi ci ripensai perchè dissi che faceva male soltanto a me e non alle persone che non sopporto.
      perchè quella persona che si fa del male sei tu e con questi metodi non riuscirai a risolvere niente, magari facendoti questi tagli ti senti “meglio, più forte” però pensa a te stessa, a quel corpo che ti hanno donato, che anche se sei grassa, magra, brutta(anche se al mondo non esistono persone brutte, solo con bellezze che non si vedeno all’esterno ma all’interno) non significa che ti tedi fare del male solo perchè non piaci a quelle persone, perchè loro non sono nessuno in confronto a te, siamo TUTTI uguali inclusi chi soffre di depressione, autolesionismo, bulimia , anoressia…. TUTTI, TUTTI SIAMO UGUALI nessuno a più e nessuno a meno.
      ciao Ali

      • Giu ha detto:

        Ciao Alice, ho letto la tua risposta solo ora, ti volevo ringraziare per quello che mi hai scritto, quando una persona mi dice o scrive queste cose, per qualche minuto mi sento meglio. GRAZIE..

        • alice ha detto:

          Hey Giu, ciao sono sempre io,Alice….non mi devi ringraziare per ciò che ti ho detto è solamente la verità. non so quando e se leggerai questo ma sappi che anche io,adesso che ho 14, mi sono fatta dei tagli, leggeri… però cerca di resistere come sto facendo io…so’ che è difficile…ma provaci.
          magari non ti tagli neanche più adesso ma sappi che mi ha fatto piacere esserti stata d’aiuto.
          Baci Ali

          • Giu ha detto:

            Ciao Alice! Non so se vedrai la mia risposta, volevo solamente direti che le mie prof. lo avevano scoperto, e l’hanno detto ai miei genitori, mi hanno fatta andare dalla psicologa della scuola, ed io avevo smesso per circa tre mesi. Ora tutti pensano che io stia bene, che non mi faccia più tagli sul corpo, ma si sbagliano.
            Sii forte, lo so che è stupido che io ti dica questa cosa, dato che pure io sono un’autolesionista.
            Grazie ancora..

  • Elisabetta. ha detto:

    Io sono una di quelle ragazze che non ha mai trovato il coraggio di farsi del male, ci ho sempre pensato, ho pensato al suicidio, volevo sfogarmi ma non ci sono mai riuscita. Non ho nessuno con cui parlare. A volte mi sento cosi sola, e forse lo sono davvero. Mi sento inutile, come se a nessuno importasse di me. Ma non ho il coraggio di dire quello che sto vivendo ai miei amici o alla mia famiglia, non capirebbero e comunque a chi interesserebbe ascoltare quello che prova una ragazza come me. I miei genitori mi prenderebbero per pazza e probabilmente cercherebbero qualcuno che possa aiutarmi ma io non voglio essere aiutata. Voglio cavarmela da sola, con le mie forze. Devo sapere che posso farcela, che posso superare tutto questo da sola. Odio me stessa, odio il mio corpo, la mia faccia, il mio carattere, odio tutto di me e le persone me lo fanno pesare. Non ho mai conosciuto ragazze come me, nella mia stessa situazione. Forse ho solo paura. Paura di esternare i miei sentimenti, paura di mostrarmi per quello che realmente sono, paura di quello che le persone pensano di me. Vorrei che tutto sparisse, che tutti i problemi si dissolvano, che qualcuno mi dica ‘è tutto ok? Se hai bisogno di qualcuno con cui sfogarti ci sono io qui …’ Invece non c’è nessuno, e mi sento ogni giorno più sola.

    • Selene Belingheri ha detto:

      Sai farsi aiutare non è un segno di debolezza anzi credo che dimostri coraggio, il coraggio di aprirsi e dire agli altri cosa c’è veramente dentro di te senza paure! Parlane all’amica di cui ti fidi di più, o tramite siti web fatti aiutare, ma soprattutto PARLANE perchè è la cosa che ti farà stare meglio!

      • Elisabetta. ha detto:

        Non riesco a parlarne con nessuno. Non penso che capirebbero.

        • Bianca ha detto:

          Non posso rimanere indifferente alle tue parole, in te rivedo la mia amica. Se hai bisogno di parlare io ci sono, spesso troviamo più sollievo a parlare con persone che non ci conoscono perchè non hanno pregiudizi. Tu odi tutto di te stessa perchè è come se ti vedessi da fuori e non avessi più coscienza del tuo corpo. E’ come se vedessi un’altra, però quell’altra sei tu, e se ci sono persone disposte a parlare con te anche in questo forum significa che non è tutto perso, che tu non sei sola.

          • Elisabetta. ha detto:

            Vorrei credere alle tue parole, vorrei svegliarmi la mattina guardarmi allo specchio e sentirmi bella, almeno per una volta. Invece non è cosi. Non succederà mai. Hai ragione, dietro ad uno schermo è tutto più semplice, la gente non si accorge neanche di quanto tu soffra, puoi essere chiunque ed è più facile fingere di stare bene. Comunque grazie per l’aiuto che mi stai dando, davvero.

        • matteo ha detto:

          Parlarne con me… sono autolesionista da ormai 10 anni…

        • Matteo ha detto:

          Infondo al blog no scritto un po’ della mía storia, se vuoi parlar mi ti lascio la mía email per parlar un privato¡

          • Elisabetta. ha detto:

            Se vuoi dammi la tua e-mail. Mi piacerebbe parlare di quello che ti sta succedendo, chi lo sà, potrei anche aiutarti. Se non hai nessuno con cui puoi parlarne sappi che, anche se non ti conosco, io non vado da nessuna parte 🙂

          • ALESSANDRA ha detto:

            Ciao Matteo sono Alessandra mi sono imbattuta per caso su questo blog, sono autolesionista da quando avevo dodici anni non lo ha mai saputo nessuno e mi vergno terribilmente di quello che ho fatto e che faccio tutt’ora….ti va di scambiare due parole??? grazie in anticipo

  • Anonimo ha detto:

    ho 40 anni………..ho riempito il mio corpo di tagli bruciature………..picchiavo la testa contro al muro finchè non usciva il sangue……..ma le bruciature sono la soddisfazine piu grande

  • Martina ha detto:

    Dite ‘parlatene con gli altri’ ma loro saprebbero dire solamente ‘non risolvi nulla così..’ Ma cosa ne sa quello? Se una persona, si sente bene quando lo fa saranno fatti suoi. (per non dire altro.)
    Pace e amore.

  • Martina ha detto:

    Scrivi benissimo, comunque. 🙂

  • Stella ha detto:

    sabato ho scoperto che un amico si taglia. Sono spaventata e mi sento davvero piccola di fronte a questo argomento perchè io non l’ho mai fatto. non so come poterlo aiutare, anzi credo che qualcuno della sua famiglia lo debba sapere. qualcuno ha consigli da darmi? pensate che dovrei essere io a parlare ai suoi genitori pur sapendo che lui non vuole che lo faccia? grazie in anticipo

    • Elisabetta. ha detto:

      Non penso. Credo che lo farebbe sentire peggio. Cerca di stargli accanto, di capire perchè lo fa. Dagli tutto l’appoggio di cui ha bisogno. E cerca sempre e comunque di stargli vicino. Se il suo problema è la solitudine allora deve sentire che c’è qualcuno che lo ‘ama’. Vedrai che tutto si risolverà.

    • Camylla ha detto:

      io penso che in qst sotuazioni dovrrsti stare al posto tuo. i genitori spesso nn capiscono e potrebbero umiliarlo e riderlo in facciaia alla vista dei tagli e farlo sentire ankora peggio di come stava….. lo distruggi vosi

    • Matteo ha detto:

      Condivido con camylla lascia perdere i genitori!

  • Fabio ha detto:

    Salve a tutti.
    Ho un’amica di 26 anni che da qualche mese si taglia.
    Io da quando mi ha detto che voleva provare mi sono subito opposto perchè secondo me è sbagliato, stupido e inutile. Lei comunque l’ha fatto… Ora sono passati circa due mesi e lei ha il polso pieno di graffi e tagli. Io sono veramente dispiaciuto per lei, quando mi chiama o ha bisogno mi presento in un batter d’occhio, se vuole sfogarsi o parlare ci sono ma tutto questo non serve a nulla, nè a diminuire nè a farla smettere. Io non sarò l’uomo piu felice del mondo ma (scusate la superbia) non farei mai e poi mai una cosa del genere. Una cosa grave è che lei si odia letteralmente in tutto ciò che riguarda lei, e non si sa accontentare di niente. Forse leggerà questo commento pure lei non so, spero di aver capito o poter capire il suo stato per aiutarla in ogni modo possibile.
    Ogni consiglio è prezioso, non mi serve conforto tranquilli.

  • jeannie ha detto:

    purtroppo se ne parla pochissimo coloro che lo ammettono vengono guardati con disprezzo e questo peggiora le cose è per questo che ho creato un blog anche io per poterci fare forza vicenda se vi va visitatelo

  • Carola :) ha detto:

    E’ brutta come cosa ma è reale, ancora più angosciane e quando è una cara amica a farsi delle cose del genere. Ne ho due amche autolesioniste e ancora quando vedo i loro graffi sto male.

  • Matteo ha detto:

    Sono autolesionista ormai da 10 anni, tutto e’ iniziato dai primi anni delle superiori, dove venivo emarginato e considerato pazzo, invece non capivono il mio malessere. Non avevo amici ne compagnie, facevo sport ma la squadra non mi considerava perche’ ero il piu’ bravo e quindi per loro ero il cocco del mister, ho iniziato a tagli armi le braccia con un taglierino, poi a bruciami con ferri caldi, fino a tagliarmi la fronte e venire in ospedale da quanto sangue ho perso, prendevo della carta vetrata da falegname e mi grattavo tutta la faccia, davo pugni conte ai muri fino a non sentire piu’ le mani. Mio fratello vien arrestato, e il mio idolo di infanzia crollo, muore mio nonno, la persona con cui ho passato piu’ tempo in vita mia, vengo licenziato dal mio primo lavoro dopo 3 anni, la fidanzata o meglio amica, coi cui sono riuscito a raccontqrle il mio problemi a mi lascia e va’ con un altro, perche’ lei non vede un futuro com me… ho iniziato a farmi le canne, a saltare i pasti, e a bere continuamente, fino a vomitare o non riuscire a camminare. Guardo le mie cicatrici e mi chiedo perche’ sono arrivato fino a questo punto…. ma il pensiero di tagli armi non se ne va… quando prendi in mano una lama, il cuore inizia a pompare a 3000, sudi, appoggi la lama e vai…. non senti poco niente, inizia ad uscire il sangue, tutto intorno a te per 2 secondi si blocca…. anche il cuore sembra fermo, ti senti libero,vuoto e la testa leggera! Poi arriva il dolore quel dolore fisico che sai non durera’ per tutta la vita, ma che per quanto basta, non ti fa sentire, il disagio e la solitudine che hai dentro… qua do esci gli amico ti chiedono che ti sei fatto li? Tu gli rispondi, ah sonno caduto, mi sono tagliato in officina, oppure non gli dici e niente ed alzi le spalle, ma nessuno si accorge che quei tagli sono tutti uguali, vecchi e nuovi fatti nella stessa magnera e non curati o disinfettati. Hai una doppia vita, quando sei fuori, e quando sei con te stesso, la cosa che piu’ mi fa paura e’ che ho solo 24 anni, come sara’ il mio futuro?

  • Laura ha detto:

    Io non so esattamente perchè mi taglio, perchè mi graffio con le unghie finchè non vedo sangue, xò lo faccio e basta. Lo faccio tutte quelle volte che i pensieri navigano troppo, tutte le volte che le lacrime non finiscono, tutte le volte che sono così vuota da non riuscire a respirare. Farmi male non mi rende allegra o mi fa stare meglio però dentro di me si fa breccia questo impulso improvviso che accresce sempre più e tutto intorno a me può diventare uno strumento per il mio scopo. Questa estate ne sono caduta, ma grazie a un amico pensavo di esserne uscita, ma era solo un’illusione durata qualche mese: fino a una settimana fa. Non posso tornare da lui: non posso deludere l’ennesima persona.
    Il mio desiderio più grande è farla finita, fare quell’ultimo salto, ma non ho il coraggio e così mi procuro dolore e basta. Questo aiuta soltanto ad odiarmi di più: non ho il coraggio e la forza per essere al mondo e quindi nemmeno il DIRITTO!!!!

  • Anonimo ha detto:

    Ho notato che siete quasi tutti molto piccole 12 0 13 anni. siete giovani,troppo giovani per farvi tutto questo. Per quale motivo dovete affliggervi queste punizioni insensate? volete cambiare le cose? fatelo! partite da voi stessi dicendovi che siete PERSONE e non carta astraccia! meritate di vivere come gli altri. una mia amica era autolesionista. non ne è uscita ma si è lasciata andare. non so perchè lo abbia fatto. so solo che ora c’è un vuto che non si può più colmare. tagliandovi non ferite solo voi stessi ma anche le persone che vi stanno attorno.

  • Jessica. ha detto:

    Le testimonianze in corsivo, sembrano che parlino di me stessa. Fa malissimo rendersi conto che si ha bisogno di essere aiutati..eh si fa proprio male.

  • triste ma vero ha detto:

    La cosa più triste ma vera è che non riuscirò mai a farne un taglio dritto verticale perché mi mancano pure le palle di crepare.

  • Greta ha detto:

    Sono 8 anni che convivo con questa cosa.. Prima mi tagliavo e basta, poi ho iniziato a vomitare dopo i pasti e ora mi massacrò ogni giorno in palestra…. Ci sono periodi in cui penso di essermi lasciata tutto alle spalle ma appena mi succede qualcosa che mi fa stare male ci ricado.. Ma non posso dirlo a nessuno … Nessuno capirebbe e non voglio dare anche questo peso a mia madre… Non voglio che lei sappia… Non voglio far soffrire anche lei… Sto impazzendo… Mi sento sola mi sento in colpa… Non so cosa fare

  • maRTINA ha detto:

    è poco… poco da quando ho iniziato… ho una vita terribile… non riesco a fare le cose che vorrei fare, non ottengo mai ciò che voglio, quindi oltre ad autolesionarmi mi autosaboto da sola in qualsiasi momento… fumo perchè so che mi farà morire prima… non ho abbastanza coraggio o forse abbastanza codardagine da suicidarmi… perchè dovrei? a chi importerebbe? nessuno mi ascolta… non parlo a nessuno, ma lo dovrebbero capire… si lo dovebbero capire cosa c’è dietro i miei sorrisi falsi. non glielo perdonerò. sembro così forte, non piango mai e faccio la parte di quella forte,ma l’unica cosa che mi fa sentire forte è vedere il mio sangue e nasconderlo con guanti …. mi piace nascondere qualcosa … forse vorrei che qualcuno lo scoprisse…

  • Barbara ha detto:

    Vedo me stessa in questo articolo. Quello che non riesco ad esprimere.

  • ele_j ha detto:

    Ci sono anch’io, con decine di tagli su gambe, inguine, braccia…
    Il mio ragazzo mi ha lasciata per un’altra.
    Ha visto i miei tagli il giorno dopo che mi ha lasciata ma l’haNno lasciato indifferente.
    Mia madre mi chiama ‘troietta’. Mi odia.
    Io odio mio padre, che la settimana scorsa è andato via di casa.
    L’articolo PARLA DI ME.
    Ma anche se siamo in tanti con questo problema, siamo comunque SOLI.
    Noi e il nostro dolore, che cerca di uscire dalle vene.

  • ele_j ha detto:

    Dimenticavo… Va avanti da luglio…
    In più non dormo, non mangio, qualche volta vomito…
    Non perché ho paura di ingrassare…
    Non mi importa di come appaio, sono stata bellissima, ma mi hanno gettata via… Vomito perché ormai sono abituata al senso di vuoto, mi è familiare…
    Quando mi raggomitolo e mi stringo forte abbraccio quel vuoto, lo sento, lo tocco…
    E questo è tutto quello che ho.

  • Linda ha detto:

    Io ho cominciato a tagliarmi a settembre mentre stavo in un periodo depressivo ormai da mesi. Il primo taglio è stato bellissimo, ridevo mentre guardavo la pelle tagliata e il sangue salire in superficie passando dai capillari. All’inizio non lo vedevo come una punizione autoinflitta ma come un premio..stavo bene quando lo facevo ma avevo comunque paura. Con il passare dei mesi i tagli si sono fatti più frequenti, profondi e mi sono anche incisa parole di disprezzo nella carne. Sono bulimica e il mio umore era davvero pessimo. Ero diventata apatica per la depressione e quello era davvero l’unico modo per capire che ero ancora viva. Ho avuto pensieri suicidi ma non ho mai avuto il coraggio.
    Ero riuscita a smettere per un mese perche cominciavo a stare meglio, ero riuscita a superare la depressione da sola e mi sentivo meglio. Ma ho ripreso questa settimana. Ora l’estate si avvicina e io porto sempre felpe anche a ginnastica, polsini e braccialetti. Tutto pur di non farmi scoprire. Le cicatrici sono troppo intime. Il polso e il braccio sinistro sono martoriati, e nell’avambraccio si vede la scritta ‘inutile’ che è più chiara della mia pelle. Si vede perfettamente e io ho il terrore dell’arrivo dell’estate. Cerco qualcuno che voglia parlarne con me…non l’ho mai detto a nessuno e non ne voglio parlare con nessuno che conosco neppure la mia psicologa.

    • Eve ha detto:

      Se hai bisogno ci sono. Io sono riuscita a superarlo ed ora vorrei aiutare qualcuno a smettere. Chiunque avesse bisogno può contattarmi.

  • Samanta Costantini ha detto:

    Tutti voi, ognuno di voi, si deve ricordare di valere come ESSERE UNICO AL MONDO. Indipendentemente da quello che fate, voi valete. E siete voi i primi che dovete amarvi, la gioia di vivere che vi hanno tolto, è li dentro di voi, intrappolata dalle troppe paure, dalle ansie, dai sensi di colpa… Siete entranti in un vortice nero che vi rissucchierà sempre di più, se non ne parlate con nessuno. Dovete esprimere tutto quello che provate con le persone a voi vicino, con gli adulti che in qualche maniera si prenderanno cura di voi. Dovete cercare di risolvere i vostri conflitti interiori. E sentire di nuovo l’amore per la vita, per voi stessi, e le altre persone dentro di voi. Ci sono persone che non hanno davvero la salute, voi ce l’avete, non rovinatevela vi prego. Non siete soli, mai. Ci sarà sempre qualcuno a cui potete rivolgervi per farvi aiutare.

    • Aiuto ha detto:

      Cara Samanta, io ho un polso sfregiato, mi gratto la carne fino al sangue, un pollice ha quasi perso la sensibilità perché è cicatrizzato. A volte appoggio le dita al surgelatore fino a causarmi delle ustioni da gelo, è doloroso ma ne ho bisogno. Ho quattordici anni, sono triste e non mi piace, perché alla mia età non dovrei essere triste… Ma ho paura che sotto ci sia qualcosa di più, a volte ho delle allucinazioni, e una persona che dice di essere reale ma che gli altri non la possono vedere, solo io, dice di essere una specie di angelo custode… io non so se lo è, ma è l’unica persona che parla con me, anche se non è reale. Io continuo ad avere paura di tutto, come faccio a pensare di essere unica al mondo, ad essere felice? Ti prego, dimmi come potrei fare, perché sono giovane e non vedo più il sole.

    • Anonimo ha detto:

      samanta in questa societa’del cavolo,nessuno ti ascolta e se solo provi a confidarti ti guardano con disgusto o peggio si incazzano xche’ti dicono “cosa ti manca?pensa a quelli che stanno male ,pensa a chi muore di fame ecc”e cosi’ci si sente peggio,in colpa,e si continua perche’il dolore fisico fa’meno male di cio’che si ha dentro.ciao

  • Annusca ha detto:

    Io non sono arrivata al sangue ma quando sono debole mi faccio male sbattendo la testa sul muro, puntando le unghie sulla pelle del polso, tirandomi i capelli fino a piangere dal dolore. Lo faccio quando sono in difficoltà e ho sbagliato qualcosa…e non sono felice di me stessa..così per non sentire il dolore dentro me lo provoco e vedo che resisto e mi sento forte. L ho ammesso solo ieri ad un’altra persona e mi sento un po’ meglio….

  • alessandra ha detto:

    Ho cominciato a tagliarmi dopo che ho preso atto di essere lesbica e ho fatto i miei primi coming out con i miei amici più stretti..i tagli mi aiutano a calmare l’ansia e la paura per questa realtà che non voglio accettare, che mi sembrava bella solo all’inizio ma che adesso mi fa solo sentire (ancora più) fuori posto..anche solo passare le mani sui tagli in università mi fa stare tranquilla, perché so che la sera a casa potrò aprire l’acqua della doccia e tagliarmi schiena,spalle e gambe,sentire il profumo del sangue che comincia a fuoriuscire..la mia psicologa (che mi segue da più di quattro anni per un passato di disturbi alimentari) sa tutto ma non riesce ad aiutarmi..perché io voglio stare cosi,voglio continuare su questa strada perché tagliarmi è l’unica cosa che mi fa sentire orgogliosa..per il resto mi faccio solo schifo e penso che questa cosa non cambierà..

  • Aiuto ha detto:

    Che senso ha che diciate tutte queste belle parole, se nessuno risponde a chi voleva solo un consiglio? Sapete proprio come far sentire meglio le persone…

  • Rian ha detto:

    Ciao a tutti, non ho letto tutti i commenti,ma velocemente vi racconto la mia storia sperando di esser d’aiuto.Il mio primo taglio,la mia iniziazione, è stata in giovane età e da quel momento ho zoppicato in quel mondo in maniera alterna.Non sono mai stata un’autolesionista sistematica.Non voglio raccontare metodi ed effetti di questa “cura”,ma solo il mio risveglio:tornata da un viaggio ho riaperto il mio cassetto degli orrori e ho avuto immensa paura,la medesima paura che mi prendeva tutte le volte che acquisivo consapevolezza dei miei atti.Avevo creato una bolla di distacco tra me e la mia malattia e la paura provata è stata l’unico monito capace di mantenere pulite le mie braccia nei dieci anni successivi.Quando sto male mi aggrappo ad essa, al ricordo dell’inferno passato.E sono quei momenti a farmi capire l’enormità della mia vicenda,un peso di cui il mondo circostante non avrà mai alcun reale sentore:siamo solo io e la mia malattia,lei mi violenta e io mi guardo sopportare.Ma dal mio resistere ho acquisito forza,consapevolezza di me.Non sperate che la normalità intorno a voi capisca,io ho rinunciato da tempo,la malattia è solo una questione vostra,una parte di voi,ma tutte le volte che resistete sappiate che avete in serbo un sorriso in più da donare al mondo.E sono un’autolesionista, fottutamente autoironica,perchè l’ironia mi riporta alla realtà,ridimensiona il mio dramma.Lottate e capite il vostro dolore.So bene che se inizi tendi a ripetere il gesto,ed è saperlo che me ne tiene lontana.Farlo significherebbe ammettere che nulla è cambiato,che ha vinto lei.Non lo permetterò.Sono unica grazie a lei,vedo e sento le cose in modo differente,ma la mia vita è mia e lei non mi avrà.Ripetetevelo.E ricordatevi che il primo taglio è un atto volontario,avete la volontà di smettere dunque.E non martorizzatevi,la perfezione è solo apparenza,semplice apparenza.Se non riesci una volta hai sempre modo di provare la successiva.Datevi tempo e fiducia.Un abbraccio forte.p.s.Non siamo soli se c’è qualcuno che soffre come noi.Ovunque sia.Saperlo è l’unico modo alle volte,per sentire di nuovo la realtà dopo il sonno della derealizzazione.E’ la realtà sola ad avermi salvato, quella fatta di atti semplici,colazione,doccia,studio(e studiare con questi problemi è un’impresa!!),i miei sogni,costringermi ad uscire di casa e a vedere gente,impegnare il mio tempo in modo concreto.So che ci sono miriadi di cose a cui appartengo,ma mi rifiuto di ascoltarle,di sentire.Agisco.

    • Aiuto ha detto:

      Grazie per le tue belle parole, Rian. Spero tanto che provando come dici tu a non dargliela vinta, ce la farò…

  • Anonimo ha detto:

    E’ incredibile vedere quanta gente che si riunisce con lo stesso problema… forse tutti accomunati dagli stessi problemi, infondo.. mi da un po’ di conforto..

  • Samanta Costantini ha detto:

    Io credo che quando smettiamo di parlare delle nostre paure, delle nostre emozioni, dei brutti pensieri che ci passano per la testa, questi si impossessano di noi. Non sapendo come esprimere i nostri disagi, questi ci portano a compiere atti che ci danno la sensazioni di stare meglio, che ci danno la sensazione di controllo. In realtà ci facciamo solo del male. Credo che il primo passo da compiere sia parlare con qualcuno di tutto quello che proviamo, che ci passa per la testa. E secondo lasciarsi aiutare da un psicoterapeuta e dalle persone che ci voglio bene. Ci sono tante persone che soffrono del vostro stessa problema o di altri. Parlatene, aiutatevi, non chiudetevi in voi stessi perché è solo peggio. Rian ha ragione la perfezione è solo apparenza. Nessuno è perfetto e siamo tutti degni di amore per quello che siamo, che siamo neri, lesbiche, gay, ecc… Ognuno di noi avrà sempre dei pregi che altri non hanno. Ognuno di noi ha qualcosa da dare. Bisogna solo trovare il coraggio di vivere, e di essere se stessi. Imparando a conoscersi e ad amarsi per quello che si è, giorno dopo giorno.

  • Rian ha detto:

    Sto seguendo saltuariamente questo blog e devo dire che le parole di Samanta Costantini hanno molto di vero e che le sostengo in pieno.Parlare è molto utile,non lo nego.Nel mio post ho volutamente evitato di spiegare alcuni meccanismi tipici della mia esperienza autolesionista perché ho cominciato per emulazione e non voglio che in questi atti qualcuno veda una possibile “soluzione” alla propria sofferenza.Non è una soluzione:è solo il modo più estremo di innescare e far esplodere la “bomba” che vi portate dentro. Personalmente era il mio modo di piangere quando non avevo più lacrime,quando non ero in grado di generarle.Dopo questo periodo infernale la mia nuova “bomba” è diventata la consapevolezza di aver vissuto questa esperienza estrema.Mi portavo tutti i giorni questo peso titanico fin quando non sono scoppiata e ho vomitato tutto ad amici e parenti chiedendo loro aiuto.Da quel momento ho cominciato a dare un nome alle cose,e non da sola,ma con la psicoterapia e con tante notti insonni.

  • Haries Cavalier ha detto:

    Eccomi di nuovo qua per rispondere e Testimoniare,
    grazie delle sue parole dot.ssa SELENE BELINGHERI anche se non se se è giornalista, psicologa oh …

    Sono una ragazza venuta qui semplicemente per Testimoniare …ed Ascoltare gli altri …
    Al mondo d’ oggi c’ è poca gente disponibile in questo atto .
    Abbiamo dimenticato quest’ Arte ( il saper ascoltare ), siamo subito pronti a Giudicare subito, i nostri occhi sono offuscati e non vanno al di là dell’ aspetto di una persona … Senza conoscerla, guardando cos’ ha Dentro …come possiamo Provare a Comprendere com’ è in Realtà … come facciamo a dire che sappiamo tutto di essa ?
    Non possiamo …ci facciamo vedere come persone ignoranti così, chiuse ed ottuse .
    Ho sofferto di Autolesinismo per tre anni ( ho incominciato a 15 anni … )ed ho interroto assieme alla psicoterapia, mezzo anno fa .
    Cos’ è la’ Autolesionismo ?
    Alcuni sapranno già altri no, comunque do una definizione breve, per far capire il concetto :
    é un fenomeno negativo in cui una persona intenzionalmente si procura del male, trammite atti di violenza fisica su se stessa con coltelli, forbici, matite …perchè ?
    per vari motivi;
    io lo facevo per via di essere presa in giro dai coetanei, di essere diventata una studentessa scarsa dalla Terza Media in poi e perchè mi dava fastido essere sgridata,punita dai miei : visto che le punizioni erano date da ciò che dicevo, facevo, quindi era sempre colpa mia allora, l’ atto del taglirsi era un modo per Autopunirmi . Essenzialemtne mi tagliavo per questo e per non esternare queste maledette emozioni che fanno parte di noi …Infatti nessuno, persino gli adulti si accorgeva di quello che sentivo Dentro di me … ero la solita ragazza solare, piena di energia col solito sorriso; non capivano le persone che mentro mi mascheravo intanto stavo morendo dentro, lentamente …
    Solamente mia madre si è accorta dopo un anno da questo “fenomeno” negativo, come e chi stavo diventando . Donna salvatrice e allo stesso tempo distruggente di ogni cosa !
    Ha deciso di farmi andare in psicoterapia …e devo essere sincera,all’ inizio mi sembrava inutile ( il pensiero comune di tutti noi giovani, diffidenti degli adulti, testardi al non capire cosa cercano in realtà di fare … ) poi pian piano ho compreso che sette sedute non sarebbero bastate e farmi intravedere una Luce anche nelle cose negative …
    Avevo imparato molto bene in quel momento, a portare una Maschera e ad annullarmi pur di non mostrare le mie debolezze …
    Semplicemente quando si arriva ad un certo punto, quando accumuli tanta roba rischi di esplodere e per sbollire dalla Rabbia, Tristezza …avevo trovato un modo per scaricare tutto ciò : il ferirmi il corpo …
    Testimoniare non è semplice, sappiatelo ma lo faccio affinchè chi si è ritrovato, chi si ritrova e chei si ritroverà ( perchè accadrà ad altre persone, lo so … )in questa situazione abbia un po’ di conforto e capisca che, non è MAi solo .
    Ora ho smesso da mezzo anno interrompendo la psicoterapia anche perchè con Lei, la psicologa arrivavo a ripetere sempre le stesse cose; comunque sono migliorata grazie a Lei . Mi ha fatto intravedere quella Luce … mi ha insegnato qualche volta a togliermi la Maschera e mi ha guarita, grazie anche alla mia volontà, quasi completamente dall’ Autolesionismo .
    Non racconto tutto di me altrimenti vi annoio e non scoprirete le sorprese …
    Ti rendi conto di quel che fai negativamente solo quando rischi di perdere le persone a te care o, le vedi all’ estremo della Disperazione a causa tua …è questa la ragione che mi ha fatto smettere di ferirmi e che cerco di non farlo …
    Certo le Ricadute ci sono state ma una Guarigione Totale non avviene senza esse e senza l’ aiuto di qualche uno !
    <> mi ha esperesso un giorno una persona ed è vero, mi sto rendendo conto …
    La vita riserva un sacco di soprese ma anche tanti fallimenti: eppure cosa sarebbe se non avessimo ostacoli e sconfitte ogni tanto ?!
    Siamo pronti a vedere solo il Nero in tutte le cose e in tutte le persone ma non ci assumiamo le responsabilità, e non ci Rialziamo per Ricominciare un’ altra Vita !
    Riusciamo a farlo, questo è il mio grido … un giorno chissa quando ma ce la farò, ce la faremo !
    Sono semplicemente una ragazza come voi,con tanti problemi e tante domande …
    disponibile se volte ad ascoltarvi !
    La mai Storia è semplicemente una storia come le altre ma c’ è qualche cosa che le accomuna seppur sono diverse e straordinarie l’ una dall’ altra : sono i sentimenti, le emozioni che proviamo … è il Filo dei Sentimenti che ci accomuna .

    La mia battaglia la devo ancora concludere … non è ancora terminata !
    Da una Dipendenza non è mai facile uscirne anche dopo tempo che non ci ricaschi più dentro …
    Quando una cosa negativa entra in te, farà parte sempre di te anche se hai smesso perchè qualsiasi fattore potrà riportarti dentro l’inferno …. quindi è una lotta che dura anni e anni … penso . ed io sono solo all’ inizio, certo ho voluto uscire da questa cosa ma come si dice, sono in bilico ancora anche se ho una buona percentuale di determinazione per concludere …
    [color=purple]Sono stata un’ autolesionista, lo sono e lo sarò sempre … [/color]( in riferimento al pensiero di una persona che parlava dell’ argomento di essere fumatori o no, anche se si smette )

    Ora son qui,

    maledizione e dopo quei due casi singoli di cui ho citato addietro …
    beh … ecco sto ricominciando …
    maledizione …
    mi sento così confusa ma specie arrabbiata con me stessa perchè credevo che dopo quei 6 mesi in cui ero riuscita senza tanta fatica a smettere, credevo di essere quasi a posto … beh ecco invece che mi ritrovo con la voglia matta di Ferirmi di nuovo …e dopo quei due casi singoli avevo capito che dovevo ricominciare la terapia e l’ ho fatto con un’ altra dot. ssa … ho incominciato da poco ma ho una grande paura, perchè non vorrei ricaderci come una volta eppure …
    in questo tre mesi [ Gennaio- Marzo] … mh … che sensazione, che follia scriverlo qui ma ci provo perchè ho bisogno un po’ anche di conforto da parte vostra …
    mi son ferita, uso questo verbo perchè lo preferisco al verbo “taglirsi” … un 7 volte e dopo due anni che non usavo più il taglierino ma altri oggetti taglienti …lo riffatto poco tempo fa …
    beh che sensazione,
    riaver scoperto le sensazioni, emozioni che provavo inizialmente a questo “fenomeno”negativo: è fantastico … quel bruciore …l’ Adrenalina che mi sale …in fondo gli autolesionisti si tagliano inizialmente per aumentare la sensazione di Adrenalina e per poi entrare in una sorte di estasi …
    questo lo scrivo sempre in base alla mia esperienza diretta e per informare la gente …quindi lo faccio anche per voi …
    eppure sì per un po’ riproverò quelle prime sensazioni iniziali ma poi, sarà ancora peggio come mi è capitato dopo che arrivavo tempo fa, al top dell’ Autolesionismo …
    Una volta avrei detto che non sarei mai arrivata al full della Dipendenza …ma ora …
    mh…[ RESPIRO, RABBIA, PENSIERO ]
    invece forse, sono Dipendente ma dall’ altra parte mi sento ancora in grado di potercela fare, mi sento bene ( tipico di una persona dipendente che ha sensazione di farcela a smettere quando vuole che, si sente bene … ah come mi sono ridotta …)
    ma in questi ultimo periodo dopo aver trascorso quei 6mesi senza voglia di ferirmi, senza pensieri …
    mi son resa conto che vivere così, in modo negativo, non è vivere … è come essere uno zoimbie, come essere un’ Anima persa che vaga senza trovare un buon motivo per continuare a vivere in modo decente … è vita questa ?
    No, maledizione …
    e ora cosa faccio …
    ora più che mai al prossimo incontro alla dot. ssa lè dirò tutto ciò …
    chissà se questa è anche una reazione magari degli incontri che sto facendo con lei, che sono più diretti e scavano più a fondo … forse tutto ciò è una reazione …
    una reazione a una forte astinezna … come in tutte le altre dipendenze ?!

    Chiedo gentilmente a chi vorrà,
    aiuto … di rispondermi gentilmente … di darmi dei consigli magari anche a -FaithHope- che
    ha una lunga esperienza su questo e su queste problematiche …

    Insomma è davvero possibile arrivare a questi livelli, sarà l’ astinenza di questo “fenomeno” negativo che mi fa veniri tanta vogli di ferirmi nonostante mi sia fermata per 6 mesi grazie anche alla consapevolezza che continuando così stavo facendo del male alle persone a me care, è possibile nonostante ciò … voler continuare … è l’ effetto insomma della Dipendenza ?

    è possibile che se da una parte mi sento male dall’ altra parte voglio ferirmi …
    è possibile provando sentimenti contrastanti con di mezzo la Coscienza, Ragione che mi fa riflettere, bloccare il più delle volte arrivare a questo punto: questa è la vera Dipendenza ?

    • Rian ha detto:

      Ciao,non sai come ti capisco.Per mesi sembra che tutto vada per il meglio e che quel passato non ti appartenga più;”E’ solo passato” ti dici e ci credi veramente.In quel frangente fai una vita normale, parli con i medici, sembra tutto andare per il meglio. Sembra…La verità è che poi arriva sempre quel maledetto momento in cui mi sento impazzire, in cui vorrei solo e solamente sbattere a muro all’infinito, mi accorgo che mi sto trapanando il polso con le unghie, che ho difficoltà a controllare tutto. Ci sono di nuovo dentro. E in quei momenti mi sento persa, impaurita, ho la sensazione che non ne uscirò mai. Vorrei farmi del male, ma mi impongo di stare ferma. Mi dico “Aspetta, passerà. Sai che funziona così”. So che funziona così e so che un attimo di disattenzione può farmi perdere tutto quello che ho. So che tagliarmi, sbattere a muro non risolverà i miei problemi, anzi, farà solo crescere il peso amaro dei ricordi i quali finiranno solo per angosciarmi ancora in un fantastico circolo vizioso. Perché due anni dopo il mio ultimo taglio avevo ancora i segni sul braccio, due anni dopo avevo ancora un motivo per piangere il giorno del mio compleanno, mentre fuori stavano festeggiando per me.Tagliarsi è l’ora, dimenticare è la sfida impossibile, anche quando hai capito i perché delle tue azioni.E tutto quello che voglio,tutto quello che voglio è una vita normale. Io posso solo dirti questo, ma non ho mai avuto una vera dipendenza. E’ solo il mio modo di darti forza e di non farti sentire da sola. Ciao 🙂

      • Anonimo ha detto:

        Grazie Rain …grazie a mio modo …

        Le nostre Storie, i riferimenti sono in generale ma basta un po’ di più concentrazione Tina per comprendere chi ti sta scrivendo direttamente o non direttamente … la mia storia, Testimonianza preferisco dire così … serve per tutti anche per chi sarà nuovo su questo blog che seguo ogni tanto …

        Mi ci è voluto un po’ per capire queto :
        quanto tempo per capire che prima di tutto avevo bisogno io d’ aiuto e non gli altri anche se certe persone sostengono e mi hanno ringraziato per il fatto di averle fatte sentire meno sole di averle aiutate …e a mio modo allora ci credevo ma ora…capisco che io ho bisogno d’ Aiuto, prima di tutto io, altrimenti non potrò continuare ad aiutare la gente …o come preferisco dire ad Ascoltare …

        daina
        leggi le storie qui … troverai le risposte … leggi la mia ad esempio, che è un po’ più in su del tuo ultimo messaggio … leggile perchè servono … per sentirci un po’ meno sole …perchè siamo tutti simili …perchè proviamo le stesse Emozioni, Sentimenti …Sensazioni e capirai che per chi vorebbe smettere questo “fenomeno” negativo ( come vorrei anch’ io … ), non è mai facile ma do una risposta che è per tutti…
        Si scopre quando si è in queste situazioni che la Natura … osservarla, ascoltarla … ti salva assieme al nostro Fanciullo Dentro di noi … se lo ascoltiamo un po’…

        Un semplice saluto a tutti …

  • daina ha detto:

    Salve a tutti io sono praticamente nuovissima di questo sito e non mi sento neanche un’adolescente perche oramai ho 25 anni…è dura ammetterlo ma leggendo tutti i vostri commenti mi sn sentita raggelare il sangue, iniziai a tagliarmi a 20 anni e lo feci per sfogarmi inconsapevole completamente che nel mondo ci fossero state altre persone che facevano la stessa cosa che facevo io come sfogo per sentirsi meglio…è come se in quei momenti tutti i pesieri volassero e tu vivi un presente dove il dolore fisico sotituisce completamente quello mentale….inizia come ho detto a venti anni perchè avevo troppi problemi e nessuno mi sembrava fosse abbastanza all’altezza per capire che all’interno del mio mondo ero sola…forse è proprio il sentirti solo che ti porta ad aprire queste minacciose porte dove il dolore puo essere l’unico compagno capace di starti vicino….cm ho detto ora ho venticinque anni e sn all’incirca 4 anni che non mi taglio piu e il sl pensiero mi fa rivivere quel momento buio della mia vita ma proprio quando volevo non ripercorrere piu quei momenti ma sta capitando nuovamente…questo per me è un periodaccio sono stressatissima e non mi sento mai all’altezza di nulla mi sento sempre un gradino in basso rispetto agli altri e la mia voglia di esser perfetta e il non accettarmi sta ricomparendo come un’ombra dal mio passato ho un disperato bisogno di aiuto ma continuo a sentirmi stretta in un tunnel dove non vedo la luce…oggi ho ripensato che forse una soluzione buona in questo momento sarebbe il ricominciare a tagliarmi ma mentre da una parte son terribilmente tentata dal rifarlo dall’altra ho paura di deludere tutti e in primo luogo me stessa …vi prego aiutatemi mi serve qualche parola di conforto

    • Giulia ha detto:

      Se sei in un periodo di grande stress, dovresti cercare prima di tutto di recuperare tutte le tue energie: mangiare bene e di tutto, dormire a volontà, fare un’attività che ti piaccia e che ti dia un po’ di soddisfazione… Pensa prima di tutto a te stessa, fai tutte le attività possibili per recuperare il benessere (ad esempio passeggiate in relax e movimento all’aria aperta, così la luce del sole ti ricarica). Quando una persona è davvero piena di energia, la tristezza e i pensieri negativi automaticamente scompaiono, perché ritornano le forze per affrontare le situazioni e così non ci si sente inferiori rispetto agli altri. E’ una questione di energia psico-fisica: noi dobbiamo sempre alimentare la nostra energia per mantenerla a un livello eccellente, altrimenti i problemi ci schiacciano. Poi cerca di sviluppare i tuoi talenti nascosti: tutti quanti, senza eccezioni, abbiamo dei talenti che non utilizziamo perché non ci siamo mai accorti di averli: il cervello umano è in continua evoluzione e ha delle capacità nascoste; a scuola purtroppo non ce lo insegnano. Se invece ricadi nel vortice dell’autolesionismo, corri il rischio di debilitarti, perdi tutte le forze che hai, e dopo ci vuole ancora più energia e più impegno per risalire. Io sono stata autolesionista e poi sono riuscita a smettere dopo che ho iniziato a frequentare un corso che mi piace molto e mi dà energia (canto di gruppo). Ogni bene.

  • Tina ha detto:

    Scusate, stavate parlando di me? Avete detto tutto ciò che penso e provo!!

  • AnnaGiulia ha detto:

    venerdì ho compiuto 30 anni, quella che credevo fosse la mia migliore amica vedendo la barca affondare si è messa in salvo e qst sera, dopo l ennesima orrenda frustrante umiliante giornata di lavoro, ho riempito la mia faccia di pugni…ho due occhi neri e uno zigomo gonfio, un vuoto incolmabile dentro e tra più o meno 510minuti sarò di nuovo in quell’ufficio con una nuova frottola da inventare…lo sapete che ho la porta più cattiva del mondo in casa??? domani è un altro giorno…

  • sharon ha detto:

    Oggi ho scoperta che una delle mie MIGLIORI amiche è autolesionista. Sono spaventata, ho paura di non poter fare nulla e non capisco il perchè! Lei è bella, magra, quasi tutti i ragazzi le vanno dietro, ha tutto quello che io vorrei avere, e pure dice di stare male, mi ha fatto vedere i tagli, sono tanti, troppi… Sono la terza persona che lo sa e voglio assolutamente aiutarla! PER FAVORE DATEMI QUALCHE CONSIGLIO!!

  • Haries Cavalier ha detto:

    Grazie Rain, grazie a mio modo …

    Tina
    le nostre risposte sono in generale ma basta un po’ di concentrazione per capire chi si riferisce a noi direttamente …lo si capisce …
    Comunque si la mia Testimonianza è per chi c’ è qui( quindi anche per te ) e chi ci sarà qua …

    daina,
    le nostre storie servono per questo …leggi le storie,le risposte ad esempio la mia e capirai che siamo tutti uniti dal Filo dei Sentimenti …che il Dolore ci unisce e per chi vorebbe uscirne come anche per me …sarà difficile perchè quello più complicato da rimuovere, anche se abbiamo smesso per un tot tempo di tagliarci, poi il complicato è quello di, Rimuovere il Pensiero …la Voglia di Ferirci …

    Ciao, sharon,
    piacere di conoscerti …inanzitutto è coraggioso da parte tua ammettere che non sai come fare ad aiutare una persona in queste situazioni …
    la cosa migliore secondo me come avremmo bisogno tutti, indipendentemente da come siamo, come viviamo …da fare, è Esssere accanto di quella persona che sta soffrendo… far capire che Non Siamo Mai soli …stalle vicino ma non troppo, non ossessionarti e non portarti al suo stesso livello solo per farle capire che vorresti aiutarla …spero avrai sottinteso a cosa mi riferisco …
    Non posso dare altri consigli perchè anch’ io sono un’ autolesionista e quindi anch’ io prima di tutto ho bisogno d’ aiuto ma posso scriverti in base all’ Esperienza poca su questo “fenomeno” negativo …avendo rifletutto su cosa ci ha portato al tagliarci … Insomma ti scrivo da parte di una persona che sta vivendo questa cosa anche lei …
    Le patologie, dipendenze, nascono ora più che mai appunto perchè abbiamo tutto ma non abbiamo l’ Essenziale …non abbiamo più i Valori di una volta, non siamo più in grado di sorridere e trovare quella vera Felicità …non sappiamo più essere noi stessi e per chi cerca di farlo si ritrova ad affrontare Ostacoli davvero complessi : è più facile seguirela Massa, il Male …perchè ci attree anzichè …Lottare per seguire l Nostra Strada …seguire il Bene …

  • arianna ha detto:

    Anche io sono un’autolesionista.Ho 13 anni, lo faccio da 3-4 mesi.. sempre, costantemente.Tutto ciò che c’è scritto è vero, troppo vero. Tutti dovrebbero preoccuparsi di far conoscere questa “malattia” e invece non se ne parla, mai.

  • Haries Cavalier ha detto:

    arianna,

    la tua età …mi ricorda la storia di una ragazza che ho conosciuto in qest’ anni che soffriva di autolesionismo e mi ha chiesto aiuto, che ha la tua stessa età …età troppo giovane la vostra ancora, sull’ orlo della Fanciullezza …
    eppure continuo a ripetere che anche una Luce nel Buio esite …non ti dico di smetterla perchè sarebbe inutile anzi, più uno ci dice cos’ più noi facciamo l’ opposto di quello che ci consigliano, ordinano gli altri …
    Grazie delle tue parole …qualche uno che sotiene e conferma …quello che scrivo e scrivono altri assieme a me …Un giorno vorrei Testimoniare anche nella realtà …un giorno ..ora no, non sono ancora pronta …ma lo faccio con voi ed altri forum …quindi credo che chi scriva la sua storia anche chi è solo di “passaggio” …faccia già un grande passo, è una cosa davvero forte e bella pensate …non siamo soli …in fondo …non credete’! …se ci ascoltiamo a vicenda …se leggiamo le altre storie …capiamo già questo e possiamo un po’ sorridere … Sei solo all’ inizio, spero troverai altre fonti, hobbie per scaricare ciò che senti …trova qualche passione, qualche hobbie, sport …osserva la Natura …essa salva più di quanto immagini …perchè Lei non ti tradisce mai …i colori, i rpofumi …gli alberi …la sensazione del Vento …troverete lerisposte in essa più che altro …per chi vuole Tentare, Provarci e possiede ancora lo Spirito del Fanciullo …che spesso salva la Vita …

  • Arianna ha detto:

    sono autolesionista da 5 anni, ho perso il conto delle volte che mi sono tagliata/bruciata:spalle, fianchi, cosce, polsi, piedi. è inquietante come nessuno se ne sia mai accorto… e quanti si bevono le giustificazioni più stupide. Basta un sorriso finto, essere sempre simpatica, euforica, divertente e il gioco è fatto!!

  • Haries Cavalier ha detto:

    Sono felice che hai risposto …cosa, sei autolesionista da 5 annni ? allora ti intendi più tu che io, io lo sono da 4 con quest’ anno …
    La gente vede solo l’ apparenza o, se ne frega ma non guarda al dilà del prorpio naso …
    Anch’ io a 15 anni quando ho iniziato …nessuno si accorgeva che stavo incominciando a morire dentro e che mi ferivo solo mai madre dopo 1 anno aveva capito qualche cosa …gli altri mi vedevano come la solita ragazzina sorridente, allegra …stavo portando la Maschera … se sai come usarla nessuno ti può dire niente e ti lasciano stare …ma così facendo ci distruggiamo mi sono accorta, grazie alla terapia che ho avuto a 17-18 anni e che ora ho ricomininciato …è ancora peggio percchè accumuliamo, accumliamo finchè esplodiamo …finchè sono esplosa …

  • Bennoda_97 ha detto:

    Ciao, mi chiamo Rosy ed ho quasi sedici anni, da qualche mese sto praticando anch’io l’autolesionismo. Sto entrando in depressione, dopo che è deceduta due anni fa.mia madre per una malattia ai polmoni ho incominciato a perdere peso e diventare quasi anoressica. Non mi piaccio, piaccio agli altri ma io non mi piaccio. Odio il mio carattere, il mio corpo, e quindi da qualche mese dopo aver scoperto che il ragazzo a cui tenevo di più mi aveva presa in giro ho iniziato a farmi piccoli tagli sui polsi, che poi cercavo in tutti i modi di coprire con bracciali e felpe. Anche il mio ex si autolesionava, anche se non me ne ha mai voluto parlare.
    Quando mi autolesiono, mi sento bene. Solo dopo mi chiedo perché io l’abbia fatto, ma in realtà, credo che non ci sia una risposta concreta. Lo fai e basta. Perché solo quella lama sulla pelle riesce a donarmi un pò di felicità. Cerco di coprire i pensieri negativi che mi pervadono la testa con il dolore fisico. Adesso è davvero difficile evitare tutto questo, ho sempre una voglia matta di tagliarmi. Sia a scuola o in qualsiasi altro posto. Per adesso lo sa solo la mia migliore amica, mi ha chiesto di smetterla, addirittura di prometterglielo. Gli ho risposto che ci proverò, ma so già che sarà più complicato del previsto.

  • Andrea ha detto:

    ciao, ho 19 anni, sono autolesionista da poco, depresso da mesi e inutile da una vita, potrei anche smettere coi tagli se volessi…ma perché? Ormai non mi importa niente del mio corpo, mi importa solo che non vengano visti, non vorrei causare un ulteriore peso per le persone che mi vogliono bene. Mi piace vedere il sangue che esce dalle ferite, mi fa sentire vivo, non so bene neanche io perché lo faccio; passo tutto il giorno a pensare, azzardare ipotesi, riflettere e ne esco ogni giorno più confuso. Ma quello che conosco di certo è il mio vuoto incolmabile, l’angoscia , la tristezza , l’apatia , la voglia di non esistere , i pianti.
    Mi sembra inutile lottare, non so perché dovrei farlo, la mia mentalità è così cambiata che non mi ricordo più com’ero quando stavo meglio.
    Con famiglia e amici sembro quasi “più contento del solito”, ma dentro di me il buio , chissà se trovo la forza di dirglielo anche se sono sempre stato introverso, ma cosa potrebbero fare? ormai sono dannato ,mi do sconfitto fino alla fine del tragitto.

  • Red carnation ha detto:

    . . Non mi riconosco piú .

    Ho compiuto 17 anni solo l altro mese e da quando ho 13anni che mi rendo conto che ho incominciato ad odiare me stessa.
    Prima ero troppo piccola per capire che se mangiavo tutto quel cibo, se mi graffiavo le braccia per cacciarmi la pelle forse avevo un problema .
    Alle superiori la situazione peggiorò moltissimo e solo in pochi mesi .Prima pensavo solamente al male che potevo farmi con degli aghi o lamette, poi smisi di pensarlo , ma incominciai a farlo .
    Ormai mi taglio ufficialmente da 2anni. Ricordo ancora il mio primo taglio e le sensazioni che provai . Stavo facendo un disegno che nn mi usciva e avevo lì davanti a me quel maledettissimo taglierino ,lo presi e con mano ferma e rigida feci una X sulla mia mano(ne ho ancora un lieve segno)
    Quella sera ricordo che piansi moltissimo e continuai a guardare incredula quel taglio .Mi sentivo bene , soddisfatta ma nello stesso tempo odiavo ancora di più me stessa per essermi fatta quella ferita .
    Passarono alcuni giorni e poi ripresi ma con l ago. Ricordo che chiudevo gli occhi e premevo quell ago sul mio polso per sentire il dolore che mi provocavo, che mi entrava dentro e poi mi piaceva farmi delle foto del braccio con il cellulare..con l intenzione di farmi schifo da sola ma soprattutto per ricordarmi cosa ho provato in quel momento . Ma non è servito a niente , lo stress per la scuola aumentava e non facevo nessuna attività fisica o altro per scaricare la tensione che avevo dentro di me .
    Poi trovai per così dire il rimedio : La lametta .
    All inizio nn premevo forte solo inseguito incomiciai a tagliarmi seriamente facendomi uscire sangue. Da lì in seguito ho solo tante cicatrici sul mio polso ,tanti tagli tutti così vicini e allineati ..tutti così pieni di rabbia ,di dolore e disperazione .
    Quando impugnavo la mia lametta avevo di solito l intenzione di farmi un unico taglietto però poi sn finita a farmi una volta 44 tagli in meno di un ora ( ricordo ancora tutta la rabbia che provavo nei miei confronti in quei giorni ) . Ormai quei tagli non mi facevano più così paura ne andavo fiera e arrivai al punto di vedermi più strano il braccio senza tagli ancora freschi .
    Quanta rabbia quanto male mi volevo fare e mi voglio tutt ora fare .
    Ne ho parlato con due miei amici ma nn sono stati di grande aiuto visto che mi hanno solo detto “nn lo fare più promettimelo,nn voglio più sentire che ti fai queste cose “. Ciò nn ha risolto molto visto che l unica cosa che è cambiata è che io non sto più entrando in argomento , è un po contorto il mio pensiero vorrei continuare a farmi del male ma nello stesso tempo vorrei essere fermata da qualcuno..sta diventando logorando vedermi distruggere in questo modo .
    Solo pochi giorni fa mi sono resa conto che se qualche volta avessi premuto la lametta più in profondità può essere che adesso nn sarei qui a scrivere della mia vita . Ma sapete non ho proprio nessuna paura di morire anzi alle volte prego la notte che Dio mi faccia morire , ora come ora ho più paura di continuare a vivere perché so che continuerò a soffrire ,ad odiarmi e a farmi del male e nn voglio più sentirmi così triste , così delusa da me stessa . Del resto non ho nessun motivo che mi trattenga ancora ne amici ne un ragazzo ne una famiglia .
    Infatti qualche mese fa ho tentato anche di suicidarmi per due volte ..una volta a capodanno quando bevvi talmente tanto che stavo finendo in coma etilico e per peggiorare le cose mischiai il tutto con la droga ,sapevo che questo mi avrebbe portato in ospedale ma più che altro alla morte ..invece mi hanno voluto salvare facendomi vomitare . A febbraio ci riprovai , mi infilai nel braccio una siringa ed ero pronta ad innietarmi dell aria nel sangue ,anche questo mi avrebbe fatto morire . In quel periodo avevo un rapporto pessimo con i miei genitori e le uniche parole che ci dicevamo giornalmente erano un semplice Ciao o Buongiorno ..e poi mi chiudevo perennemente nella mia stanza dalla quale uscivo per cenare , per poi rinchiudermi subito dopo.
    Volete sapere perché non lo feci ?! Nn tanto perché non ne avessi il coraggio perchè ricordo che avevo appena discusso con i miei che mi avevano fatto sentire ancora di più una nullità e poi erano usciti di casa, avevo gli occhi così gonfi per tutte le lacrime che mi erano scese ma appena sentì la porta di casa chiudersi andai nel bagno e presi una siringa e me l infilai lentamente nel braccio, sentendo in questo modo quell ago che mi attraversava la carne , e poi mi girai , mi vidi in quello specchio ma nn mi riconobbi più ..uno sguardo così spento, triste ,con il trucco tutto sbavato e con una mano che teneva come se fosse un pugnale la siringa. Allora uscii da quel bagno e ritornai nella mia stanza ..mi sedetti ed ero li pronta a farlo ..ma vidi quella foto sulla scrivania in cui non avevo più di 3 anni ero con mio fratello maggiore ed ero apparentemente felice ..mi rimisi a piangere tormentando la mia testa con domande sul come fossi riuscita ad arrivare fino a quel punto . Alla fine estrassi la siringa dal braccio e dissi : Andrea ti voglio bene .
    Ebbene si nn mi uccisi per lui , sapevo che ne avrebbe sofferto troppo ma soprattutto non gli avevo mai detto di volergli veramente bene e non avrei mai potuto andarmene via per sempre senza dirglielo .
    Adesso che ho 17anni sto ancora una merda ,proposte indecenti ma che potete immaginare di uomini che hanno il doppio della mia età , una semi violenza in una gita scolastica alla quale non fui creduta dai miei “amici” , il rapporto di merda che ho con i miei genitori e l essere usata solo dai ragazzi mi ha portato ancora più in profondità ..
    Adesso la voglia di farmi del male continua ad essere presente ogni minuto nella mia mente. Porto sempre con me una lametta e anche a scuola quando mi arrabbio ,sono triste o ho voglia di punirmi , vado in bagno e do inizio alle danze .
    E da 2 settimane circa che nn mi taglio ma con fatica ..ogni sera guardo il mio braccio e mi dico ma se ne faccio una non finirà di certo il mondo ma poi penso a mia madre , alle sue lacrime ,alla sua reazione disperata che ha avuto quando mi vide per la prima volta i tagli sul polso, a quel punto decido di chiudere la luce e di infilarmi sotto le coperte con la musica altissima per nn sentire i miei pensieri che mi porterebbero a tagliarmi ancora .
    In questi giorni la voglia di tagliarmi sta aumentando ancora di più allora mi sn messa a cercare su wikipedia informazioni su chi soffre di autolesionismo ed ho trovato queste pagine ..alcune delle vostre storie dove raccontate il dolore ma poi il sollievo che si prova hanno fatto rinascere in me la voglia di tagliarmi .

    L ammetto incomincio ad avere paura .. Non della vita non della morte ma di me stessa..so che se riprenderò una lametta in mano nn la lascerò più ..
    Ho un problema lo so .. E due sono i modi per risolverlo ho curandomi o suicidandomi ..

  • Anonima ha detto:

    Mi sento terribilmente male, penso al ragazzo che mi ha molestata e mi graffio le braccia non sentendo niente di niente. Solo piacere, le lacrime che bagnano il cuscino, Ligabue sparato nelle cuffie del mio I-Pod.
    Tutto questo mi fa male, troppo.
    Il vuoto che ho dentro non lo potrà colmare mai nessuno, quel ragazzo mi ha tolto la voglia di respirare e di restare viva. Come vorrei non esserci più, morire.
    Tutto qui, mi piace quando mi sento leggera dopo essermi tagliata, graffiata o in qualunque altro modo inimmaginabile. Mi piace inventarmi qualcosa con cui tagliarmi, un oggetto tagliente basta. Mi piace quando qualcosa dopo un po’ brucia e senti che devi farlo ancora.
    Sono dipendente da questa pratica. E quello che mi fa più male è che sono troppo giovane. Ho 13 anni.
    Ciao a tutti..

  • secretonmyskin _97 ha detto:

    Ho iniziato per rabbia, per disperazione, per delusione, per essermi sentita non abbastanza, o almeno non alla sua altezza. Ecco perché ho iniziato. Io non mi sarei mai fatta del male per seguire una ‘moda’. Al solo pensiero mi sarebbe venuto un brivido lungo la schiena.
    Ci avevo provato tante volte, ma mi dicevo sempre che non dovevo, mi guardavo allo specchio con la lametta tra le mani e fra me e me mi dicevo: “Ma che cazzo sto facendo?”. E la rimettevo al proprio posto.
    Poi dopo che lui mi ha lasciata l’ho ripresa e solo in quel momento capii che in fondo avevo tutte le ragioni del mondo per farlo. Così, pronta al dolore, feci pressione con la lametta sulla pelle.
    Non sentii nulla. Niente. Neanche un pò di dolore.
    Ma dopo alcuni minuti, quando il sangue fuoriuscì dalla ferita, senti un leggero bruciore. Ne feci tanti altri, venti o venticinque per l’esattezza. Bruciavano. Ma mi sentivo meglio. Quella sera a farmi compagnia c’erano la lametta, e le ferite ancora sanguinanti.
    E da quella sera nacque la mia dipendenza per qualcosa di nuovo, qualcosa che per me era addirittura sconosciuto.

  • Anonima D. ha detto:

    Sono una ragazza, giovane, carina, sorridente e blah blah. Come dice l’artcoletto qui su, proprio qui sopra, prima dei commenti. La mia maschera perfetta.
    Occhi che sprizzano gioia, voglia di fare, entusiasta ecc. ma nessuno sa, tranne mia zia e in parte mia madre che quando non ne posso più d quella maschera di merda che mi ritrovo addosso ogni giorno, vado in camera mia, o in bagno o semplicemente in giardino e mi taglio. Incomincio piano, sfiorandomi solamente la pelle, poi ci do’ giu di brutto. Il sangue che esce a gocce dalle gambe (l’unica parte del corpo che mi taglio più frequentemente, perchè è nascosta dai pantaloni..), mi bagna le scarpe di rosso scuro, sovrappongo i tagli, non sento niente. Non provo male, anzi, il tagliarmi mi fa stare bene, mi fa sentire leggera. Solo che non posso andare da nessuna parte con le gambe scoperte perchè ognuno vedrebbe lo schifo che mi creo con le mie mani. Quasi incosciamente, ma mi piace. Saluti. D.

  • Haries Cavalier ha detto:

    Allora prima di tutto cerco di risposndere in generale … cercando di poter rispondere affinchè troviate un po’ di consolazione … se si può …
    Il nostro “fenomeno” prima di tutto è difficile da togliere, perchè si insinua in noi …lentamente … la sensazione del bruciore è quella, che scatena la voglia di ferirci … è normale sappiatelo che da una parte non si vorebbe fare questo atto ma dall’ altra si, perchè tutto questolo ripeto fa salira l’ Adrenalina per poi, ritrovarsi in una sorte di Estasi …ed allora perchè smettere vi domanderete ?, ci domanderemo … Io sembra che per ora ho di nuovo un periodo di riposo senza più ferirmi solo perchè mia madre l’ ha scoperto di nuovo … quanto durerà questa mia Resistenza ? buh …
    La nostra battaglia è vincere il Contrasto tra le Due Forze Interne in Noi, tra il Desiderio e il non, tra la Rabbia e la Paura, tra il fatto che stiamo passando un periodo schifoso della nostra Esistenza …eppure mi sto accorgendo che se riusciamo a stare con qualche uno, almeno per me, ho meno voglia di ferirmi …in fondo credo che l’ Autolesionismo si scateni specie quando siamo in Solitudine oppure, quando c’ è qualche uno che ti fa dannare la vita prendendoti in giro, facendo scherzi pericolosi e ridicoli o, quando di mezzo ci sono le litigate …noi assorbiamo tutto questo ed allora che succede poi, scarichiamo poi chiudendoci da qualche parte per ferirci …

    A Bennoda_97, Rosy …
    piacere di conoscerti …
    il tuo modo di scaricare, hai scelto l’ autolesionismo in parte per Autopunirti, secondo me per quello che è successo due anni fa … è normale …quando si perde una persona a noi cara, si perde parte di noi stessi e sembra che il mondo ci crolli sulle spalle e ci si da sempre delle colpe che, in realtà non sono nostre anche se concordo con te, non ne sono neanch’ io convinta del tutto…Il tuo problema però è anche l’ anoressia, quaindi è ancora più complicato il tuo caso anche se non immaginabile, nel senso che pùo essere correlato poi l’ Autolesionismo … non so cosa dirti sinceramente …seppur capisca il tuo dolore in qualche modo …secondo me prima di tutto è da risolvere un problema alla volta e non da soli, perchè se non non ce la facciamo …pian piano ma incomincia . Anch’ io odio me stessa e non mi piaccio per neinte … vedo solo cose negative su di me …la gente tra cui la nuova dot. ssa mi dichiara che non colgo le cose belle di me, che sono troppo rigida con me stessa e che avrei bisogno di Colori, di gioia e non sempre tristezza, dolore …
    Concordo semplicemente che dopo aver auttuato il gesto del ferirsi, ci domandiamo come mai lo facciamo e spesso la gente e noi ci domandiamo perchè l’ abbiamo fatto : non c’ è una vera risposta …forse è radicata in noi ma finchè non ci conosciamo non la sapremo mai e ci malediremo troppo per poi cadere giù, troppo giù per rialzarci completamente …

    A Anonima
    subire atti di violenze- molestie o, comunque acnhe solo sentirsi dire certe frasi … non riuscirai a essere più in pace finchè non supererai il problema insorto, finchè non riuscirmeo a essere decise per affrontare il nostro Passato: in parte ti comprendo perchè anche se non conosco il mio passato ad esempio non mi faccio toccare, e non mi piace avere relazioni per paura di quello ch potrà accadere …ed è per questo che ho problemi di relazioni …non so cosa mi sia successo ma se sono a qesti livelli, ci sarà un buon motivo,almeno credo …e per questo in parte ti comprendo quando dici:
    “…mi ha tolto la voglia di respirare e di restare viva. Come vorrei non esserci più, morire.”
    ma ahimè solo in parte …seppur mi tocca profondamente la tua storia …
    Si dice che chi abbia problemi di Autolesionismo principalmente è perhè,si ha subito atti di violenza oppure molestie sessuali, si è stati sfruttati dai genitori o, sin da piccoli il soggetto è sempre stato deriso, emarginato …bah, non so non sono così convinta ma in parte sì,perchè mi sono ritrovata un po’ con il mio problema del passato …quinadi credo un pochino a questo ma ci sono molteplici fattori che possono scatenare questo “fenomeno” negativo, uno diverso dall’ altro …

    secretonmyskin_97
    semplicemente ti dico che quando si dice che non vorremo mai fare una cosa poi automaticamnte si cade in quella cosa …e si entra poi in un Vortice da qui non si esce facilmente …ma se pensiamo solo in negativo allora, come faremo ad uscirne …mi domando …non fate il mio errore per favore …cercate qualche uno con cui liberarvi un po’ dalle tensioni, anche solo quelle quotidiane … fare in primo passo sarà una cosa dura, vero ma poi se deciderete di voler uscirne veramente allora, vedrete che vi direte che se si ha fatto il rpimo passo con qualche uno, allora vale la pena forse continuare con quella persona che ha deciso di accoglierci …seppur sì è estenunate questa battaglia …ma credo che pian piano, almeno riusciremo ogni tanto a sorridere non sempre ma un pochino si …

    A Anomino D.
    anche le persone che appaiono allegre, sorridenti come te, come me … prima o poi portando questa maschera e non esternando i nostri disgi decidono di trovare un modo per scaricare tutto quello che in anni e anni, hanno accumulato …

    A chiunque anche se ho scritto a ognuno di voi tre leggete anche le risposte che ho dato agli altri perchè questo vale per tutti voi e per chi è qui …

    -” Da soli è impossibile uscire dalle battaglie interne .” –
    un giorno mi disse una persona ed ora più che mai, mi sto rendendo conto delle sue parole …perchè non siamo capaci di farlo se siamo pessismisti con noi stessi, come lo sono io …se no siamo come facciamo a trovare risposte alle nostre domande, come facciamo ad affrontare il Nostro Passato che ci rode dentro … non possiamo perchè oramai ci siamo costruiti delle mura, le abbiamo innalzate rifiutando di vedere cuei Colori, rifiutando qualsiasi relazione … si magari all’ inizio riusciamo a conoscere qualche uno, riusciamo ad instaurare un rapporto ma poi, con il nostro Dolore poi … lasciamo sfumare tutto e perdiamo quel rapporto appena iniziato ( rapporto in generale, mi riferisco )chiudendoci ancora di più … perchè oramai siamo abituati a vivere in un certo modo ed allora perchè aprire Nuove Porte se non sappiamo cosaci aspetta con l’ incertezza che potremo soffire ancora di più o, di Dimenticare di quanto possiamo essere felici se, lo vorremo davvero ?! e quanto possa fare ancora più male quest’ ultima cosa perchè, ci renderemo conto a che livelli ci siamo portati ? io sono in questa fase ora … tra la paura di una Nuova Felicità e il costaante Desuderio di Vivere ora come so Abiutata … con la paura che anche se scoprissi la Felicità poi, quella mi sfugirebbe perchè la Felicità è sempre sfuggente- rara ed allora perchè accoglierla se tanto so che, poi si allontana …
    -” I Ricordi felici, il fatto di essere stata felice , è questo che ti lascia la Felicità sapendo che li puoi Ripescare quando sarai nei momenti tristi …per questo vale la pena essere Felice”-
    quello che mi ha detto la nuova dot. ssa che mi segue da poco …
    Mh … [PENSIERO,SOSPIRO ]

    Spero di non avervi annoiato, vennendo poche volte qui quando leggo … poi scrivo tanto perchè sono fatta così, perchè sono coinvolta sentimentalmente …

    Un saluto sincero 🙂

  • Autolesionista ha detto:

    Ciao, sono una di 15 anni e mi taglio da un anno ormai.. Va tutto male: famiglia, scuola, amicizie, ragazzi.. Non descrivo i particolari dei miei problemi perche sarebbero troppi e troppo complicati. Comunque da un anno e mezzo a questa parte ho avuto svariati problemi e sono cambiata anche caratterialmente. Mi odio. Odio il mio corpo. Odio la mia faccia. Odio il mio carattere di merda. Odio le cicatrici sui polsi. Le uniche 2 cose che amo di me sono l’espressione del viso, che non lascia trasparire alcun dolore, occhi vuoti, ampio sorriso (falso!) che nasconde e mi fa apparire felice sempre.. E poi amo quella sensazione di dolore quando mi procuro quelle ferite. Inizio piano piano e poi sempre piu profondi e sempre di piu. Non riesco a smettere. Sto “BENE” finalmente. Provo un gran sollievo nel procurarmi quei tagli. Non ne parlo piu con nessuno e non voglio farmi aiutare. Mi piace farmeli. E in ogni caso, anche se volessi smettere, ho provato piu volte di parlarne con due miei amici e l’unica cosa che sanno dire è “mi dispiace…” Oppure “dovresti smetterla, non ti fa bene”. Ma non è cosi.. Mi fa bene, mi fa dimenticare momentaneamente. Tutti i problemi svaniscono. E io mi sento bene. E sento di migliorare il mio corpo… Ma ormai è una settimana che non ho piu la possibilità di tagliarmi e sto malissimo tutti i giorni. Crisi, piango, sono isterica, non sopporto piu niente. Voglio tagliarmi. Ancora. E lo farò, alla prima opportunità. Lo rifarò e starò nuovamente bene. Dimenticherò quei problemi, non li risolverò.. Lo so. Non si risolvono cosi i problemi. Il giorno dopo saranno di nuovo lì, non saranno andati via. Ma non mi interessa. Rimane il modo migliore di affrontare le situazioni. In compenso, ora che non mi taglio, tiro pugni al muro. Spaccandomi la mano e lasciandomi lividi. Non è come tgliarsi. Ma è sempre una via di sfogo.. Ma resta il fatto che non appena potrò, mi taglierò di nuovo. Sorridendo. Per davvero stavolta, non il solito finto sorriso che ho durante il giorno. Un vero sorriso, un vero sollievo. Non voglio smettere. Mi piace.
    Scusate il disturbo.. Piccolo sfogo personale.

  • Haries Cavalier ha detto:

    Ciao Autolesisonista,

    come vedo noto che c’ è qualc’ un altro coraggiosa come me …quello che hai scritto lascia dei segni e dei Ricordi di quand anc’ io ero nel ful di questo “Fenomeno” negativo …

    Ti consiglio solo di legger quello che ho scritto sopra il tuo commento, traccia

    affinchè possa sapere che non sei l’ unica a provare quei sensi, quei piaceri creati dai tagli inferti …
    quel bruciore che attrae …

    Un saluto

  • autolesionista doc ha detto:

    io sono una autolesionista da 4 anni
    io mi odio non vorrei nemmeno vivere
    mi brucio la pelle con le sigarette, mi taglio con taglierini, forbici, coltelli, ecc…
    ecco io amo un ragazzo… e oggi 19-08-2013 alle ore 22:55 sono stata rifiutata dal mio grande amore

  • LALLA ha detto:

    ciao a tutti, sono una mamma di un adolescente autolesionista.
    sto conoscendo da poco questo mondo, queste angoscie.
    Fortunatamente mi sono accorta presto di quello che stava succendendo a Ile.
    casualmente un giorno rientrando prima dal lavoro l’ho trovata in bagno in una pozza di sangue.
    vi giuro: avrei voluto morire.
    E’ estremamente doloroso vedere tua figlia, la persona a cui hai dato la vita, l’unica mia fonte di vita ridotta in quello stato. Non vi sto a raccontare lo stato di confusione ed i sentimenti contrastanti che ho provato nei giorni seguenti. Inizialmente era rabbia nei suo confronti, pensavo lo facesse per moda o per appartenenza ad un gruppo.
    Poi ho sentito una forte sanzazione di fallimento. Si a 46 anni mi sentivo strafallita come madre, mi chiedevo cosa avevo mancato, dove avevo sbagliato, in quei giorni, se non fossi stata consapevole che lei aveva bisogno di me . . . mi sarei suicidata.. . l’ho pensato seriamente, ma sarebbe stato un gesto meschino, Ilenia aveva bisogno di me, solo io potevo aiutarla. Poi lei è riuscita a esternarmi le sue sofferenze,e, grazie anche ai vari blog (tra cui questo) ho iniziato a capire.Ho raccattato tutte le mie forze, per fortuna nella mia vita sono riuscita (anche a fatica a volte) a costruirmi delle amicizie che mi hanno sorretto e aiutato. Ilenia è la persona più importante per me. Insieme abbiamo iniziato un percorso con una psicologa, abbiamo lavorato tanto, ho incominciato a trascurare il lavoro per stare più con lei, e sopratutto per viaggiare con lei.
    Ora a distanza di otto mesi da quel travaglio siamo tutte e due più serene.
    La paura rimane sempre, nei vari post ho letto di tanta forza, ma anche di tante ricadute.
    La mia speranza è sempre che Ile torni ad essere una ragazza serena e sopratutto impegnata.
    ora gioca a pallavolo e studia canto, le sue delusioni le ha sia nello sport che nel canto.
    poche settimane fa ha partecipato ad un concorso canoro, ma è stata eliminata prima delle finali.Ci teneva tantissimo ed era strasicura di arrivare. A quel punto io ero terrorizzata al pensiero che quella delusione la potesse far ricadere, lei deve avermelo letto negli occhio e mi ha detto: mamma non preoccuparti, ho capito, nella vita non sempre le cose sono facili, ma non per questo bisogna mollare. Ho pianto come una bambina.
    ho ancora tanta paura, ma sono sicura che Ile ce la fà, come sono sicura che anche tutti voi che avete scritto nel blog sicuramente se lo volete con gli aiuti giusti ce l’ha fate.
    il messaggio che voglio passarVi è semplicemente questo:
    nel momento in cui sentite il desiderio di smettere chiudete gli occhi, deglutite forte e sparatelo fuori, ditelo a chi vi sta vicino, a chi vi ama.
    per un genitore potrebbe essere una delusione all’inizio, ma non dimenticatevi che l’amore di un genitore è grande, e quando riesce a capire ed inizia a cammina con Voi verso la luce, allora non è più delusione, diventa un cammino, un cammino ristrutturante per voi e per noi.
    quindi l’augurio che Vi faccio è fondamentalmente di trovare la forza di chiedere aiuto.
    un abbraccio a tutti voi.

  • Redazione ha detto:

    I commenti a questo post sono stati disattivati.

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