Stefania Asaro

Stefania Asaro

Stefania Asaro

Mi chiamo Stefania e sono nata il 23 Gennaio del 1990 a Genova. Sono curiosa, emotiva a livelli quasi imbarazzanti, ansiosa , socievole ma non sociale, ironica e sarcastica quanto basta, autoironica e idealista. Mi piacciono il mare, i dolci, le passeggiate, il rosso, le fragole, la musica. “Tutto” è iniziato alla tenera età di sei anni, quando, essendo mancina, avevo difficoltà a scrivere le “E” maiuscole e piangevo come una fontana. Un paio di anni dopo, ricordo come fosse ieri, mi disperavo invece perché non riuscivo ad imparare il trapassato remoto. La maestra di italiano era severa ma è anche grazie a lei, se ho imparato a mettere insieme le parole, a farle correre veloce sul foglio, fino a perdere la cognizione del tempo e dello spazio intorno a me, tenendo la testa bassa e rivolta solo al veder prendere vita il flusso dei miei pensieri, se ho imparato anche ad osservare con meticolosa attenzione ogni dettaglio di ciò che mi girava intorno. Poi ho scoperto i libri, tanti, tantissimi libri. Ci sono stati gli scout, per dodici anni. Il liceo classico. I film. I viaggi, ovunque e di qualsiasi tipo, basta viaggiare. La musica con i suoi Grandi cantautori. Ora il Dams mi ha portato fino a Bologna. Sempre con una matita o una penna in mano.

“Regina, tu mi ordini di narrare un dolore inenarrabile”

“Regina, tu mi ordini di narrare un dolore inenarrabile”

di Stefania Asaro

“Infandum, regina, iubes renouare dolorem” ovvero “ Regina, tu mi ordini di narrare un dolore inenarrabile”. Con questa frase, incipit di un discorso che l’eroe Enea fa alla regina Didone nell’Eneide virgiliana, inizia l’intervento di Giovanni Bachelet, presente assieme a Marco Alessandrini, al terzo incontro de “L’Italia dei misteri” un ciclo di appuntamenti di approfondimento organizzato con il patrocinio dell’Università… continua

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